Sottomarini Romeni durante la seconda guerra mondiale.

Lupodimare
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Sottomarini Romeni durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 07/05/2016, 15:56

Così come la Marina Finlandese, si caratterizzò per essere la flotta in grado di impegnare unità subacquee nel conflitto mondiale, ottenendo vittorie e senza mai subire perdite (per maggiori informazioni leggete qui la loro storia: viewtopic.php?f=15&t=201), la Marina Romena, anch’essa parte delle Forze dell’Asse ottenne un risultato diametralmente opposto. Essa fu l’unica flotta ad impegnare attivamente i propri battelli, senza ottenere alcun successo. Cionondimeno, i tre battelli impegnati erano unici per progettazione e caratteristiche interessanti e il loro impiego operativo ebbe una importanza locale nel Mar Nero.


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DELFINUL ( = Delfino)
La prima unità subacquea della Marina Romena (tre battelli ordinati dalla Francia durante la prima guerra mondiale, erano stati da quest’ultima requisiti per esigenze belliche).
Il Delfinul era un progetto originale basato sulla classe italiana Sirena, ordinato dalla Marina Romena ai cantieri italiani di Fiume, ma il singolo battello (una seconda unità era stata proposta ma cancellata) vide una costruzione molto lenta dal ’27 al ’32) con alterchi sul completamento del contratto. Alla fine il Delfinul giunse in Romania ed entrò in servizio giungendo a Costanza il 27 Giugno 1936. Benché allo scoppiare del conflitto mondiale fosse un importantissimo elemento per l’Asse nel Mar Nero, il Delfinul presentava numerosi difetti tra cui basse prestazioni (autonomia di soli 15 giorni) e bassa affidabilità e qualità di macchinari e motori diesels. Mancava anche di siluri di riserva (portando solo i 6 disponibili nei tubi).

Allo scoppiare del conflitto venne immediatamente messo in mare, per una missione di ricognizione difensiva, durante la quale avvistò la flottiglia sovietica composta dall’incrociatore Voroshilov, dai conduttori Moskva e Kharkov e diversi destroyers che si impegnarono in un bombardamento costiero dagli esiti limitati, caratterizzati da una breve scaramuccia con due destroyers romeni e dal conseguente affondamento del Moskva su mina. Il Delfinul non riuscì ad avvicinarsi per attaccare ma avvertì le postazioni di terra delle manovre sovietiche.

Il mese successivo il Delfinul ebbe altri contatti con il nemico: a parte presenza di pattuglie nemiche, il 19 Luglio 1941 tentò di attaccare un sottomarino sovietico classe Malyutka con il cannone principale da 102mm, ma il mare pesante e l’arrivo di due idrovolanti impedì il compimento dell’attacco.
Il 3 Agosto 1941, quando si trovava in porto, il Delfinul ebbe danno alla torre (trapassata da parte a parte da una scheggia) a seguito di un bombardamento di Pe-2 e DB-3F.
La terza missione (Agosto), vide numerosi avvistamenti di unità scorta sovietiche, che impedirono attacchi. Il Delfinul venne per la prima volta fatto bersaglio di un attacco potenzialmente letale quando (vicino a Costanza sulla via del ritorno), venne mancato da un siluro sparato dal sottomarino M-33 sovietico: il battello nemico emerse brevemente e l’equipaggio del Delfinul sulla torre aprì il fuoco con mitragliatrice senza esito.

Diversi avvistamenti di potenziali bersagli avvennero durante la quarta missione (Settembre), tra cui l’incrociatore posamine Komintern, ma la forte presenza di unità della scorta impedì gli attacchi.
La quinta missione di Novembre vide invece il primo (ed unico) tentativo concreto: il 5 Novembre 1941 sparò un singolo siluro contro un bersaglio non identificato non lontano da Yalta. L’equipaggio avvertì l’esplosione e ritenne di aver centrato ed affondato il bersaglio per poi subire un presunto attacco di cariche di profondità. Il Delfinul si disimpegnò e rientrò in acque romene passando davanti alla costa Turca. Storici romeni hanno identificato il bersaglio come la petroliera sovietica Uralles (1975 GRT), che venne pertanto rivendicata come l’unico successo conseguito da una unità subacquea romena in guerra, mentre il comandante Costachescu venne decorato per la presunta vittoria. In realtà, stando agli studi più recenti, la Uralles era stata già colata a picco dalla Luftwaffe il 29 Ottobre e l’unica unità sovietica che passò per la zona di attacco durante l’azione del Delfinul era il posamine Ostrovsky che non venne colpito né notò l’attacco.
E’ ragionevole pertanto valutare l’attacco come uno dei comunissimi casi di erronea rivendicazione (tanto spesso fatte nel fronte orientale, a seguito di esplosione dei siluri sul fondale o sulla costa), e non è nemmeno probabile che il Delfinul sia stato oggetto di contrattacco sovietico, quanto piuttosto avrebbe semplicemente sentito esplosioni di bombe aeree lanciate dalla Luftwaffe contro altri bersagli sovietici.

Le ultime due pattuglie dell’anno (fine Novembre e Dicembre) furono prive di eventi e la prima venne rapidamente annullata a causa del mare pesante.

La prima missione del 1942 vede una ricognizione della costa turca, subendo un attacco senza danni da parte di aerei il 27 Maggio.
Decisamente più difficoltosa si rivelò l’ultima missione tra fine Giugno e inizio Luglio 1942. Il Delfinul vene inviato a est di Yalta, dove subì a partire dal 27 Giugno un pesantissimo attacco (oltre 240 bombe aeree) che causò danni leggeri. Altri danni (impatti di mitragliatrice sulla torre) arrivarono dopo un attacco aereo il giorno successivo mentre il primo Luglio 1942 (nel pieno dell’evacuazione sovietica della Crimea) si registrarono massicci attacchi aerei contro il Delfinul (immerso) che contò un totale di 268 esplosioni in prossimità.
Bisogna tuttavia sottolineare che tutti questi attacchi (benché riportati esplicitamente da fonti romene) sono in realtà negati da fonti sovietiche, che non riportano di tali azioni anti-sommergibile in quei giorni: moderne valutazioni russe indicano come in realtà potrebbe essersi trattato di lampanti casi di fuoco amico, poiché la Luftwaffe (al contrario delle forze aeree sovietiche) in quei giorni era attivissima in azioni antinave e anti-sommergibile.


Questa sarebbe stata l’ultima azione bellica del Delfinul: rientrato in porto, oltre alla riparazione dei danni, lo scafo rivelò di necessitare intensa manutenzione. Le condizioni dei cantieri Romeni non permisero di procedere rapidamente ai lavori per una serie di motivi: essi tendevano a dare la priorità agli scafi tedeschi, inoltre i Romeni stessi preferirono dirigere i loro sforzi nel completamento dei due battelli in costruzione, anziché rimettere in mare il Delfinul che difettava in termini di prestazioni e anzianità.

Il Delfinul cadde in mani sovietiche il 12 Settembre 1944, trovandosi ancora in secca e non in condizioni operative. Venne ufficialmente integrato nella Flotta Sovietica come TS-3 il 14 Settebre 1944 ma continuò a rimanere in condizioni non operative e venne ritirato dal servizio il 12 Ottobre 1945, per poi essere riconsegnato ai romeni (come sottomarino addestrativo statico a terra, essendo impossibile oramai il recupero, peraltro inutile) solo nel 1954. Rimase in tale funzione per un istituto civile fino agli anni ’70 quando venne demolito, con l’eccezione di alcune componenti (tra cui il cannone) preservate come memoriale.
Ultima modifica di Lupodimare il 26/02/2017, 16:36, modificato 1 volta in totale.

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Lupodimare
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Re: Sottomarini Romeni durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 07/05/2016, 16:03

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RECHINUL (= Squalo).
L’integrazione del Delfinul nella flotta Romena lasciò numerose lacune: il battello entrò in servizio quando ormai era già datato e la Romania necessitava di impostare almeno delle basi per una capacità difensiva in termini di guerra sottomarina. Ciò che non mancava ai romeni era l'industria cantieristica che sebbene lungi dall’essere estesa e avanzata, poteva garantire una produzione locale, e le prime esperienze di operazione con il Delfinul portarono alla decisione di procedere con la costruzione di due battelli di differente classe. Il Rechinul era il primo di questi, servendosi dell’aiuto tedesco per disegnare il progetto di un battello che si ispirava alla celeberrima classe VII tedesca, ma con dimensioni ridotte. Il battello venne lanciato il 5 Maggio 1941 ma lo scoppiare del conflitto impedì l’immediato ingresso in servizio. Negli anni successivi la limitata capacità di industria navale romena venne assorbita nel riparare battelli danneggiati (specie se tedeschi, che avevano la priorità), tuttavia a seguito della di fatto messa fuori servizio del Delfinul, si decise correttamente di cercare di completare i due battelli in costruzione anziché riparare l’unità più obsoleta.

Nonostante gli sforzi, il Rechinul entrò in servizio ufficialmente il 9 Maggio 1943 e raggiunse condizioni operative solo ad Aprile 1944.
Venne immediatamente impegnato in una campagna, inizialmente di ricognizione in acque turche ma poi dirottata ad intercettare presunti incrociatori sovietici presso Batumi. L’unica cosa che incontrò furono navi pattuglia, caccia-sommergibili e idrovolanti in ricognizione poiché le difese sovietiche anti-sommergibile erano al loro picco di operatività dopo le operazioni degli u-boat tedeschi.

La seconda ed ultima campagna fu anche l’ultima di un battello romeno durante il conflitto (ed anche la più lunga, dal 15 Giugno al 29 Luglio 1944). Essa fu caratterizzata solo da incontri con le unità anti-sommergibile sovietiche: 16 cariche lanciate da due caccia-sommergibili (classe MO-4, non identificate) causarono danni minori il 28 Giugno, quindi (dopo una serie di cambi di posizione per depistare i sovietici) altre 38 cariche il 19 Luglio. Infine, un ultimo attacco (43 cariche) avvenne il 24 Luglio. Tre giorni dopo il Rechinul ricevette ordine di rientro, senza aver potuto avvicinare un singolo bersaglio a causa dell’intensa attività difensiva nemica.

Con l’avanzata sovietica, il Rechinul venne catturato in porto il 5 Settembre 1944 e venne rapidamente integrato nella Flotta Sovietica come TS-1 il 14 Settembre 1944. Prestò servizio sotto bandiera sovietica fino ad Agosto 1951, quando venne ufficialmente restituito alla Romania (anche se non venne re-commissionato poiché destinato immediatamente allo smantellamento).
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Re: Sottomarini Romeni durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 07/05/2016, 16:12

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MARSUINUL (= Focena).
L’integrazione del Delfinul nella flotta Romena lasciò numerose lacune: il battello entrò in servizio quando ormai era già datato e la Romania necessitava di impostare almeno delle basi per una capacità difensiva in termini di guerra sottomarina. Ciò che non mancava ai romeni era l’industria cantieristica che sebbene lungi dall’essere estesa e avanzata, poteva garantire una produzione locale, e le prime esperienze di operazione con il Delfinul portarono alla decisione di procedere con la costruzione di due battelli di differente classe. Il Marsuinul era il secondo battello, sviluppato e costruito in contemporanea al Rechinul con assistenza tedesca, ma derivato da quest’ultimo: in particolare esso era stato concepito come unità posa-mine, con dimensioni incrementate.

Il Marsuinul venne lanciato il 22 Maggio 1941 ma lo scoppiare del conflitto impedì l’immediato ingresso in servizio. Negli anni successivi la limitata capacità di industria navale romena venne assorbita nel riparare battelli danneggiati (specie se tedeschi, che avevano la priorità), tuttavia a seguito della di fatto messa fuori servizio del Delfinul, si decise correttamente di cercare di completare i due battelli in costruzione anziché riparare l’unità più obsoleta.

Nonostante gli sforzi, il Marsuinul entrò in servizio ufficialmente a Luglio 1943 e raggiunse condizioni operative solo ad Aprile 1944. Durante le fasi di completamento, si decise di rinunciare al ruolo inizialmente progettato come unità posa-mine, utilizzando i compartimenti verticali (dove le mine erano conservate) come serbatoi ausiliari extra di carburante: questo rese il Marsuinul il battello subacqueo romeno con maggior autonomia durante il conflitto. Il 27 Settembre 1943 aveva subito un raid in porto da parte di bombardieri DB-3F, senza subire danno ma un membro dell’equipaggio venne ferito.

Fece in tempo a prendere parte ad una singola campagna dal 10 al 27 Maggio 1944. L’operazione venne funestata da incidenti di fuoco amico da parte di altre unità dell’Asse che scambiarono il battello per una unità sovietica, l’11 Maggio ricevette fuoco di superficie da parte di dragamine tedeschi classe R, quindi venne attaccato da idrovolante tedesca per poi subire un massiccio attacco da parte di piccoli caccia-sommergibili tipo KFK con equipaggi Croati della legione volontaria croata sul fronte orientale. Non meno di 420 cariche vennero registrate, ma i danni incassati furono leggeri. Il Marsuinul proseguì la campagna per scontrarsi questa volta con le difese anti-sommergibile sovietiche (che data la loro robustezza funestarono anche le operazioni del Rechinul).
Attacchi con cariche di profondità da parte di unità di scorta caccia-sommergibili avvennero il 14 Maggio (due volte), il 17 Maggio, il 18 Maggio e il 19 Maggio (43 cariche solo in questo attacco).
Dopo aver rilevato un siluro lanciato contro il battello (I sovietici tuttavia non menzionano attacchi quindi forse fu solo un falso avvistamento), nuovi attacchi con cariche si registrarono il 20 Maggio (31 cariche), il 21 Maggio (altre 43 cariche) e il 22 Maggio (ben 82 cariche iniziali, seguite poi da altri due attacchi separati).
Il 23 Maggio il Marsuinul iniziò la navigazione di rientro in mare pesante, subendo un ultimo attacco il 26 Maggio da parte di idrovolante sovietica in superficie (6 bombe lanciate) che costrinse il battello all’immersione.

A causa della massiccia presenza di unità di scorta, il Marsuinul non aveva avuto mai occasione di avvicinarsi a potenziali bersagli e iniziare manovre di attacco. E’ comunque rilevante il fatto che esso sia riuscito a scampare sostanzialmente incolume dalla lunga lista di attacchi subiti, subendo oltretutto danni leggeri solo a seguito degli attacchi fratricidi all’inizio della campagna.

Con l’avanzata sovietica, il Marsuinul venne catturato in porto il 5 Settembre 1944 e venne rapidamente integrato nella Flotta Sovietica come TS-2 il 14 Settembre 1944. Il 20 Febbraio 1945, subì un grave incidente a seguito dell’esplosione di un siluro a bordo mentre veniva estratto: l’unità affondò (vi furono 14 vittime) per poi essere recuperata 8 giorni dopo. Nonostante alcuni cambi di nome nel dopoguerra, le riparazioni non vennero mai completate e venne smantellato solo a Novembre 1950
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Re: Sottomarini Romeni durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 07/05/2016, 16:17

CLASSE CB.
I cinque battelli sopravvissuti di classe CB Italiana (CB-1, CB-2, CB-3, CB-4, CB-6), impiegati fino a quel momento dalle forze italiane nel Mar Nero vennero ufficialmente trasferiti alla Marina Romena dal 30 Novembre 1943, ma senza mai essere impiegati operativamente (i battelli necessitavano di lavori di manutenzione), prima di essere consegnati alla forza navale della Repubblica Sociale Italiana il 30 Gennaio 1944.

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Re: Sottomarini Romeni durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 07/05/2016, 16:18


FONTI:
La maggior parte delle informazioni proviene da Wikipedia e dal sito romeno:
http://www.worldwar2.ro/
Foto provenienti dal sito http://www.town.ural.ru/ship/start/start.php3


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