Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Lupodimare
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Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 14/04/2017, 19:01

La Polonia aveva acquisito l’indipendenza a seguito del primo conflitto mondiale, tuttavia già nell’immediato decennio fu subito palese come la nazione si trovasse schiacciata tra due potenti avversari più che propensi ad attaccarla: la Germania Nazista e l’Unione Sovietica.
Di fronte a due flotte di nazioni con capacità industriali e cantieristiche decisamente irraggiungibili, la Polonia si ritrovò in una posizione abbastanza unica e decise di puntare tutto sulla qualità anziché la quantità.
Tale scelta venne optata da poche nazioni (una di queste fu senza dubbio la marina Yugoslava), e si materializzò nei grossi e capaci cacciatorpediniere tipo Wicher e Grom (due per classe): gli ultimi due in particolare sono anche valutati oggigiorno come i più potenti “destroyers” a inizio guerra, secondi solo a quelli Francesi. I piani tuttavia non vennero completati (mancata costruzione di altre due unità Grom) e complessivamente la Flotta Polacca ebbe poco tempo per operare vista la superiorità aerea tedesca e la rapida avanzata della “Blitzkrieg”.
La Flotta subì perdite ma sopravvisse in esilio, ricevendo nuove unità dagli Alleati, battendosi su più fronti (Mar del Nord, Canale, Mediterraneo) e ottenendo anche successi e vittorie.
Concentrandosi sulle unità subacquee, esse seguirono la stessa logica strategica della flotta di superficie: battelli grandi, potenti ed avanzati, in grado (teoricamente) di surclassare con le loro qualità le ben più numerose flottiglie tedesche e sovietiche.

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Lupodimare
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Re: Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 14/04/2017, 19:03

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CLASSE WILK
I primi battelli polacchi furono un progetto di discreto successo: costruiti in cantieri francesi, si trattava sostanzialmente di una versione ingrandita della classe “Saphir” francese. Benché fossero dotati di buone capacità di navigazione essi erano comunque rumorosi e avevano un difetto di fragilità ai serbatoi del carburante: ciononostante essi operarono al meglio delle loro possibilità (anche se solo per un breve periodo) in condizioni estremamente difficili, senza subire affondamenti: decisivo si rivelò il tempo di immersione molto breve, di 50 secondi che probabilmente salvò più di un battello in molteplici occasioni.

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Rys (= Lince)
Entra in servizio il 2 Agosto 1931

Il 1 Aprile 1936, avvenne un incidente a bordo: l’esplosione di una batteria causa 14 feriti.

Ad inizio del conflitto con la Germania, il battello prende immediatamente il mare per l’” Operazione Worek” (difesa delle acque polacche con mine e siluri in previsione di uno sbarco anfibio, che in realtà non venne realizzato dai tedeschi).

Il 2 Settembre 1939 viene attaccato da aerei tedeschi (con 5 bombe) e dragamine (26 cariche di profondità), subendo danni modesti. Il giorno successivo riesce a completare solo parzialmente la missione di posa di mine (10 deposte su 20). Non ci furono vittorie a causa di questo campo.
Nei giorni successivi, tra il 3 e il 4 Settembre, subisce altre 24 cariche di profondità, con alcuni danni minori. Sfruttando le ore notturne (notte tra il 3 e il 4) sfugge ad un accerchiamento da parte di dragamine tedeschi, navigando in superficie. Durante questa azione, apre brevemente il fuoco con mitragliera da 13.2mm contro le unità di superficie tedesche.

Il giorno 4 Settembre 1939 nella mattinata viene attaccato per tre volte da aerei, per un totale di 19 bombe riportate, subendo danni. Il Rys era stato individuato a causa di una perdita di carburante. Il giorno successivo rientra in porto dove non possono essere eseguite vere riparazioni a causa della situazione generale.

Bisogna segnalare che i costanti attacchi tedeschi ebbero un forte impatto psicologico sugli equipaggi che non si aspettavano di dover operare in condizioni estremamente pesanti, sotto costante attacco nemico a causa della schiacciante superiorità aerea tedesca.

L’11 Settembre 1939 riceve odine di raggiungere l’Inghilterra o internarsi in Svezia. A causa della scarsità di carburante a bordo, si decide per la seconda opzione, venendo internato 7 giorni dopo insieme a tutto l’equipaggio.

Per tutto il resto del conflitto, la Flotta Polacca in esilio non riuscì a riottenere il battello dal Governo Svedese e l’equipaggio stesso venne trattenuto.
A guerra finita, la Svezia acconsentì che il Rys tornasse in Polonia per unirsi alla Marina Popolare. Dei 5 ufficiali e 49 marinai dell’equipaggio, 16 marinai richiesero di tornare nella Polonia, ora comunista. Il resto si stabilì in Svezia o si trasferì in altri paesi occidentali.
A partire dal 6 Maggio 1946, il battello subì lavori di ammodernamento che si protrassero fino al 1949. Prese quindi parte a diverse esercitazioni e visitò Riga nel 1951.Altri ammodernamenti ad inizio anni ’50 vennero effettuati, tuttavia l’8 Settembre 1955 il Rys venne ritirato dal servizio poiché ormai troppo anziano, venendo smantellato l’anno successivo.
Ultima modifica di Lupodimare il 14/04/2017, 19:11, modificato 1 volta in totale.

Lupodimare
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Re: Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 14/04/2017, 19:08

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CLASSE WILK
I primi battelli polacchi furono un progetto di discreto successo: costruiti in cantieri francesi, si trattava sostanzialmente di una versione ingrandita della classe “Saphir” francese. Benché fossero dotati di buone capacità di navigazione essi erano comunque rumorosi e avevano un difetto di fragilità ai serbatoi del carburante: ciononostante essi operarono al meglio delle loro possibilità (anche se solo per un breve periodo) in condizioni estremamente difficili, senza subire affondamenti: decisivo si rivelò il tempo di immersione molto breve, di 50 secondi che probabilmente salvò più di un battello in molteplici occasioni.

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Wilk ( = Lupo)
Entra in servizio il 31 Ottobre 1931

Ad inizio del conflitto con la Germania, il battello prende immediatamente il mare per l’”Operazione Worek” (difesa delle acque polacche con mine e siluri in previsione di uno sbarco anfibio, che in realtà non venne realizzato dai tedeschi).

Il 2 Settembre 1939 avvista il cacciatorpediniere tedesco Z-15 Erich Steinbrinck ma la manovra di attacco è interrotta quando esso viene identificato dai dragamine M-4 e M-7. Fonti tedesche indicano che il cacciatorpediniere avvistò la scia di un siluro, ma fonti Polacche negano che l’attacco sia stato sferrato. I dragamine lanciano cariche di profondità che danneggiano il Wilk.
Il giorno successivo riesce a deporre un campo di 20 mine:
E’ molto probabile che su questo campo sia affondato il 7 Dicembre 1939 il peschereccio tedesco Pil-55 Heimat (13 GRT). Si trattò dell’unico modesto successo conseguito dal Wilk.
Secondo alcune fonti (ma negate da altre) quella sera ebbe un incontro in superficie con l’Orzel.

Nei giorni successivi, subisce ripetutamente attacchi da cariche di profondità sferrati da dragamine (M-4 rivendicò di aver affondato un sommergibile il 5 Settembre).
Tra il 5 e il 9 Settembre avvista un paio di convogli tedeschi ma non attacca a causa di presenza di forte scorta.

L’11 Settembre 1939 riceve odine di raggiungere l’Inghilterra: nella notte tra il 14 e il 15 Settembre, riesce a forzare (in superficie) lo stretto di Øresund, passando ad appena 60 metri dal cacciatorpediniere tedesco Z-4 Richard Beitzen e dalla torpediniera T-107. Quattro giorni dopo venne mancato da un siluro proveniente da U-48 mentre si trovava vicino all’isola di Anholt.

Il 20 Settembre 1939 il Wilk raggiunse l’Inghilterra: l’unico della classe a compiere tale impresa.
A metà Ottobre, venne messo in manutenzione e ammodernamento a Scapa Flow, ricevendo siluri britannici e un sonar.

Tra Novembre 1939 e Gennaio 1941 prende parte ad un totale di 9 campagne nel Mare del Nord, in congiunzione con gli Alleati.
Non conseguì successi né avvennero eventi significativi con una sola eccezione.

Il 20 Giugno 1940, durante la terza missione, impatta contro un oggetto non identificato. Secondo la vecchia valutazione polacca si trattava di una unità subacquea e alcune fonti occidentali indicano come questa collisione possa essere stata responsabile dell’affondamento dell’alleato Olandese O-13, oppure dell’u-boat tedesco U-22, entrambi scomparsi misteriosamente in quel periodo.
Tuttavia analisi recenti polacche indicano come probabilmente il Wilk avesse semplicemente colliso con una grossa boa galleggiante.
Dopo l’ultima missione (8-20 Gennaio 1941), il battello effettuò alcuni lavori che si protrassero fino ad Agosto dopodiché non venne più impegnato in azione.

Il 2 Aprile 1942 tuttavia venne ritirato e messo in riserva a causa di anzianità e obsolescenza in confronto ai battelli britannici.

Con la fine della guerra, come altre unità polacche in Inghilterra, rimase per un certo periodo in una sorta di “limbo” politico a causa delle richieste della Polonia comunista e della presenza di un governo in esilio anti-comunista a Londra.
Il 28 Settembre 1946 venne ufficialmente messo fuori servizio ma rimase bloccato in cattive condizioni per degli anni.
Il governo della Polonia comunista propose di ottenere un battello britannico in cambio del Wilk, ma (ovviamente) tale proposta venne accantonata.
Alla fine, solo ad Ottobre 1952 venne recuperato dal rimorchiatore polacco Swarożyc e riportato in patria: a causa delle cattive condizione, si decise che non valeva la pena ammodernarlo e venne messo fuori servizio dalla flotta della Marina Popolare nel 1954 per poi essere smantellato.

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Re: Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 14/04/2017, 19:10

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CLASSE WILK
I primi battelli polacchi furono un progetto di discreto successo: costruiti in cantieri francesi, si trattava sostanzialmente di una versione ingrandita della classe “Saphir” francese. Benché fossero dotati di buone capacità di navigazione essi erano comunque rumorosi e avevano un difetto di fragilità ai serbatoi del carburante: ciononostante essi operarono al meglio delle loro possibilità (anche se solo per un breve periodo) in condizioni estremamente difficili, senza subire affondamenti: decisivo si rivelò il tempo di immersione molto breve, di 50 secondi che probabilmente salvò più di un battello in molteplici occasioni.



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Zbik (=Gatto selvatico)
Entra in servizio il 20 Febbraio 1932
Ad inizio del conflitto con la Germania, il battello prende immediatamente il mare per l’operazione Worek (difesa delle acque polacche con mine e siluri in previsione di uno sbarco anfibio, che in realtà non venne realizzato dai tedeschi).

Durante le operazioni nei giorni successivi subisce danni da cariche di profondità, tuttavia riesce a deporre mine che ottengono due vittorie:
Il 1 Ottobre 1939 affonda sulle mine dello Zbik il dragamine tedesco M-85 con la morte di 24 marinai.
Il 22 Gennaio 1940, probabilmente affonda sulle mine dello Zbik il peschereccio tedesco Muehlhausen


Il 11 Settembre 1939 riceve odine di raggiungere l’Inghilterra o internarsi in Svezia. A causa della scarsità di carburante a bordo, si decide per la seconda opzione. Viene internato il 25 Settembre insieme a tutto l’equipaggio. La scelta venne motivata a causa di scarsità di carburante e danni da battaglia, impedendo quindi di uscire dagli Stretti di Danimarca.
Per tutto il resto del conflitto, la Flotta Polacca in esilio non riuscì a farsi riavere indietro battello ed equipaggio. A guerra finita, la Svezia acconsentì che lo Zbik tornasse in Polonia per unirsi alla Marina Popolare. Il battello torna in Polonia il 25 Ottobre 1945.
Prestò servizio nella marina polacca, subendo alcuni ammodernamenti, fino al 1956 quando venne smantellato.

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Re: Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 14/04/2017, 19:20

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CLASSE ORZEL.
La necessità di potenziare ulteriormente la flotta, vide una vera e propria raccolta di fondi a inizio anni ’30 tra la popolazione civile polacca per l’acquisto di sommergibili che fossero i più grandi e avanzati possibili.
Per la metà del 1935 la somma necessaria era stata raccolta e venne posto l’ordine per due battelli in cantiere olandese. La classe traeva origine dal design della classe olandese O-16, tuttavia essi erano più grandi, più veloci e con armamento più potente. Gli Olandesi stessi svilupparono il design dell’Orzel nella successiva classe O-19.
Si trattava senza ombra di dubbio dei più avanzati e potenti sommergibili nel Mar Baltico, al momento dell’entrata in servizio: il loro esiguo numero e le difficili condizioni di battaglia non poterono realizzare il miracolo, di fronte alla superiorità schiacciante dei numeri tedeschi.


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Orzel (=Aquila)
Entra in servizio il 2 Febbraio 1939

Ad inizio del conflitto con la Germania, il battello prende immediatamente il mare per l’” Operazione Worek” (difesa delle acque polacche con mine e siluri in previsione di uno sbarco anfibio, che in realtà non venne realizzato dai tedeschi).

Il 2 Settembre l’Orzel cerca di individuare la nave da battaglia tedesca Schleswig-Holstein ma senza trovarla: viste le sue capacità, si era deciso per tale compito anziché la posa di mine come accadde per la classe Wilk. Due giorni dopo incassa danno da parte di un attacco aereo.

L’11 Settembre 1939 riceve odine di raggiungere l’Inghilterra o internarsi in Svezia. Il comandante decide invece di navigare verso Tallin, in Estonia: le motivazioni di tale gesto sono da ricondursi alle conoscenze personali e amicizie del comandante in quella città. Giunto a Tallinn dopo 4 giorni, si generò un incidente internazionale poiché gli Estoni acconsentono a far entrare il battello in porto, per un periodo limitato di 24 ore a causa delle normative e della situazione politica e a causa della presenza di una nave tedesca in porto (la Thalassa). Successivamente gli Estoni dopo aver accettato di prolungare il periodo di permanenza, si presentano comunque con marinai armati ed un ordine di internamento (nel frattempo il comandante aveva già raggiunto un ospedale estone, abbandonando il vascello e l’equipaggio). I marinai polacchi decisero di fuggire ed evitare di essere internati: dopo aver preso in ostaggio due soldati Estoni partirono nel buio della notte dopo aver sabotato la linea elettrica portuale.

L’incidente dell’Orzel ebbe grandi conseguenze politiche: l’Unione Sovietica aveva attaccato la Polonia e i Sovietici accusarono l’Estonia di aver deliberatamente favorito la fuga dei Polacchi (questo fu uno dei motivi per cui i Sovietici occuparono la piccola nazione baltica).
Inoltre i sovietici rivendicarono come l’Orzel stesso avesse silurato ed affondato il mercantile Metallist il 27 Settembre 1939.
Il giorno precedente un altro attacco (senza successo) sarebbe stato portato contro il mercantile Pioneer.
Tali rivendicazione fornirono un ulteriore casus belli per l’occupazione dell’Estonia.
E’ evidente oggi come l’Orzel non fu responsabile di tali attacchi: mentre alcune fonti occidentali ipotizzino che il Metallist sia stato volutamente affondato dai sovietici (ShCh-303 o torpediniera Tucha), fonti russe moderne sostengono come non ci sia stata proprio alcuna nave affondata quella notte e il vero mercantile Metallist affondò solo nel 1941.

L’Orzel nel frattempo aveva sbarcato i due prigionieri estoni a Gotland (Svezia) il 21 Settembre, quindi aveva proseguito la navigazione eludendo forze nemiche e superando gli Stretti di Danimarca per poi attraversare il Mare del Nord pur essendo in cattive condizioni tecniche (a causa dei danni) e con acqua potabile sempre più scarsa. L’odissea dell’Orzel si concluse dopo 44 giorni quando venne avvistato dal cacciatorpediniere inglese Valorous il 14 Ottobre 1939.

In Inghilterra, viene sottoposto a lavori di riparazione fino al 1 Dicembre 1939. Parte dell’equipaggio verrà sbarcato e sostituito con altri marinai giunti nel frattempo dalla Polonia.

Essendo una unità estremamente capace, venne immediatamente messo in azione, con compito di scorta convoglio a Dicembre 1939.

In primavera 1940 iniziano invece le missioni in acque norvegesi: nelle prime quattro non si registrarono incontri.

Durante la quinta missione in acque norvegesi, l’Orzel avvista un grosso mercantile l’8 Aprile 1940 e lo approccia secondo il vecchio stile ben presto passato di moda nel secondo conflitto mondiale: comunicazione diretta con il bersaglio, richiesta di resa e colpi di avvertimento.
Ovviamente i tedeschi non fecero nulla di quanto chiesto, e quando l’Orzel avvistò altre unità tedesche approssimarsi dalla costa, vennero lanciati due siluri a vuoto. Un terzo invece centra ed affonda il mercantile: si trattava del Rio de Janeiro (5261 GRT) che era carico di truppe tedesche e armamenti per l’invasione della Norvegia (vi furono circa 200 morti).

L’unica vittoria dell’Orzel è di locale importanza per il contributo dato alla difesa della Norvegia e al rallentamento dell’Invasione.

Alcuni giorni dopo, il 15 Aprile, a causa di un’immersione di emergenza si raggiunge l’eccessiva profondità di 105 metri, ma l’Orzel riesce a stabilizzarsi e a tornare ad una quota migliore, prima di rientrare alla base.

Una sesta pattuglia in acque norvegesi non diede altro successo.

La fine dell’Orzel giunse a seguito della sua successiva uscita in mare: lasciò porto il 23 Maggio 1940 senza mai più farvi ritorno.
Vi sono due teorie sul suo affondamento: la prima vede la perdita il 25 Maggio su mina britannica, oppure intorno a quella stessa data su mina tedesca.
Altre teorie sono state proposte nel corso degli anni, senza molto fondamento (attacco aereo, incidente di fuoco amico da parte di battello alleato ecc…).


Diverse ricerche sono state fatte anche in tempi recenti dalle autorità navali e dalla marina polacca (2013), senza riuscire a localizzare il relitto.

L’Orzel era un battello ampiamente lodato dai Polacchi e dagli Alleati, a causa delle sue capacità e anche a causa del suo arrivo rocambolesco in Inghilterra.
L’iniziale comandante del battello, Henryk Kloczkowski, era stato catturato dai sovietici in Estonia nel 1940, per poi essere consegnato alle autorità polacche in esilio via nave: il processo per l’abbandono del battello venne rallentato e poi bloccato dagli eventi bellici.

Lupodimare
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Re: Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 14/04/2017, 19:23

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CLASSE ORZEL.
La necessità di potenziare ulteriormente la flotta, vide una vera e propria raccolta di fondi a inizio anni ’30 tra la popolazione civile polacca per l’acquisto di sommergibili che fossero i più grandi e avanzati possibili.
Per la metà del 1935 la somma necessaria era stata raccolta e venne posto l’ordine per due battelli in cantiere olandese. La classe traeva origine dal design della classe olandese O-16, tuttavia essi erano più grandi, più veloci e con armamento più potente. Gli Olandesi stessi svilupparono il design dell’Orzel nella successiva classe O-19.
Si trattava senza ombra di dubbio dei più avanzati e potenti sommergibili nel Mar Baltico, al momento dell’entrata in servizio: il loro esiguo numero e le difficili condizioni di battaglia non poterono realizzare il miracolo, di fronte alla superiorità schiacciante dei numeri tedeschi.



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Foto ripresa poco dopo l'arrivo in Svezia.
Sep (= Avvoltoio)
Entra in servizio il 16 Aprile 1939.

Ad inizio del conflitto con la Germania, il battello prende immediatamente il mare per l’” Operazione Worek” (difesa delle acque polacche con mine e siluri in previsione di uno sbarco anfibio, che in realtà non venne realizzato dai tedeschi).

Come il gemello Orzel, il Seb venne indirizzato ad attaccare navi da guerra nemiche.
Il 2 Settembre 1939 avvistò ed attaccò con un siluro il cacciatorpediniere tedesco Z-14, mancandolo. Cariche di profondità lanciate in risposta causarono danni e falle, e altri danni vennero incassati in simili attacchi il giorno successivo. Il comandante richiese di rientrare alla base ma le condizioni a causa della rapida avanzata tedesca non lo permisero.


L’11 Settembre 1939 riceve odine di raggiungere l’Inghilterra o internarsi in Svezia. I danni subiti non lasciarono altro che la seconda opzione.
Come accadde per i due battelli classe Wilk internati, anche per il Sep le autorità polacche in esilio tentarono di fare pressioni per la sua restituzione ma senza successo.

A guerra finita (Ottobre 1945) il Sep venne consegnato al nuovo governo comunista polacco. Prestò servizio attivamente nella marina polacca fino al 1969, per poi essere smantellato nel 1972.
Durante questi anni di servizio venne impegnato in molte operazioni, ma subì un grave incidente (6 morti per incendio) nel 1964.

Nel 1959 era stato impiegato per girare un film sull’Incidente dell’Orzel, impersonando lo scomparso battello della stessa classe (essendo stato girato nella polonia comunista, il film non mostrò le accuse rivolte dai sovietici contro l’Orzel, ma unicamente il conflitto con le autorità estoni e le pressioni tedesche).
Ultima modifica di Lupodimare il 14/04/2017, 19:29, modificato 2 volte in totale.

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Re: Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 14/04/2017, 19:23

CLASSE ORZEL modificata
Nel 1938 vennero ordinati due unità molto simili alla Classe Orzel, ma da costruirsi in cantieri Francesi. Simili agli Orzel ed egualmente avanzati e potenti a questi ultimi, la principale differenza era costituita dalla rimozione del cannone da 100mm, sostituito con un secondo pezzo binato antiaereo da 40mm.
La costruzione venne iniziata nel 1939 ma l’ordine venne interrotto il 22 Aprile 1939: gli scafi incompleti saranno distrutti dai tedeschi durante l’invasione della Francia.

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Re: Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 14/04/2017, 19:28

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CLASSE S Americana
La necessità di ricostruire la flotta polacca in esilio, vide la cessione da parte degli Alleati di questo battello ex-Americano di classe S (un design American Holland). Più piccoli e meno avanzati degli ultimi modelli americani, i sopravvissuti di questa classe ormai obsoleta videro un impiego sostanzialmente ausiliario nel conflitto.

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Foto ripresa durante la cessione. Il comandante Romanowski è in primo piano.
Jastrzab (=Falco)
Entrato in servizio nella flotta Americana il 9 Luglio 1923, come S-25, esso venne ceduto agli Inglesi nell’ambito del programma Affitti&Prestiti il 4 Novembre 1942 e assunse il nome di P-551, venendo quindi immediatamente prestato alla Flotta Polacca con il nome di Jastrzab.

La sua prima significativa missione finì in tragedia: si trovava in acque norvegesi quando venne avvistato dalla scorta del convoglio Alleato PQ-15 il 2 Maggio 1942 e venne scambiato per un’u-boat tedesco. Lo Jastrzab venne attaccato dal dragamine inglese Seagull e dal cacciatorpediniere Norvegese libero St. Albens con cariche di profondità: costretto all’emersione, venne colpito da fuoco di artiglieria, che uccise 5 membri dell’equipaggio (incluso l’ufficiale di collegamento britannico) e ne ferì altri 6, incluso il comandante Romanowski. L’unità gravemente danneggiata dovette essere affondata.

Il 5 Maggio 1942 il convoglio raggiunse Murmansk, dove i marinai polacchi rimasero per due mesi e mezzo prima di ritornare in Inghilterra a bordo del cacciatorpediniere polacco Garland.
Ultima modifica di Lupodimare il 15/04/2017, 15:01, modificato 1 volta in totale.

Lupodimare
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Re: Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 14/04/2017, 19:42

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CLASSE U Britannica
Celeberrima classe di battelli britannici molto attivi nel Mediterraneo: la marina Polacca (come altre marine di flotte minori Alleate) riuscì ad ottenere due battelli di questa classe che si dimostrarono estremamente attivi ed efficaci.


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Dzik (=cinghiale)
Originariamente in costruzione come P-52 per la Royal Navy, venne trasferito ai polacchi durante la costruzione, in sostituzione dello Jastrzab che era stato affondato.

Entra in servizio il 12 Dicembre 1942

Una prima missione in acque Norvegesi il 30 Gennaio 1943 non porta a contatti e si decide il trasferimento nel Mediterraneo dove vi arriva il 5 Maggio 1943.
Esso opera inizialmente nel Tirreno e poi nell’Egeo, guadagnando l’appellativo (insieme al gemello Sokol) di “Terribili Gemelli”.

La prima missione portò anche alla prima vittoria dello Dzik:
Il 24 Maggio 1943 attaccò con una salva di 4 siluri la petroliera italiana Carnaro (8357 GRT): essa incassò due siluri, subendo pesanti danni con un incendio a bordo. Benché la nave sia rimorchiata a Messina, dopo alcune riparazioni di emergenza, venne portata a Napoli per riparazioni più estese che non vennero completate prima dell’8 Settembre. La scorta lancia 60 cariche di profondità.

La campagna successiva di Giugno vide due attacchi effettuati lungo la costa siciliana: il 17 Giugno (nel Tirreno) lanciò tre siluri contro il dragamine italiano Trieste, in serata lancia altri tre siluri contro un mercantile scortato dalla torpediniera Orione (si rivendicò erroneamente un centro).

A Luglio, prende parte ad una missione vicino a Taranto: lì lancia quattro siluri contro il sommergibile italiano Ascianghi che si stava preparando ad attaccare l’inglese Unshaken. I siluri sono evitati ma il battello inglese si salva. Alcune fonti indicano erroneamente che Dzik abbia attaccato lo stesso Unshaken.


Agosto vide una missione nell’Adriatico, vicino a Bari. Un convoglio avvistato il 15 Agosto portò al lancio di due siluri, mentre il Città di La Spezia lo evitò, il mercantile Goggiam (1994 GRT) viene centrato ed è costretto ad arenarsi. Non potrà essere riparato.

Sulla via del ritorno, effettua un lancio con un presunto sommergibile avvistato sul sonar stando in immersione. L’attacco non porta a risultati (in effetti, l’affondamento di un mezzo subacqueo da parte di un suo rivale in immersione riuscì solo all’inglese Venturer, affondando lo U-864).

L’ultima missione in acque italiane avvenne a Settembre, presso la Corsica che stava venendo evacuata dai tedeschi. Compito del Dzik (e di altri battelli) era bloccare l’evacuazione.
Il 21 Settembre, il comandante decide una mossa ardita attaccando il porto di Bastia in congiunzione con un raid di aerei alleati. L’unica vittoria conseguita per siluramento è la petroliera tedesca Nikolaus (6397 GRT) con a bordo soldati tedeschi, ed il suo affondamento bloccò anche l’ingresso del porto. Lo scafo venne fatto saltare in aria dai tedeschi il 2 Ottobre.
Altre fonti hanno attribuito due altre vittorie: il mercantile San Pedro (errata rivendicazione)) e il rimorchiatore tedesco Kraft (333 GRT) (in realtà affondato il giorno successivo da raid aereo alleato), come anche il presunto danneggiamento della petroliera francese Champagne (9946 GRT) (anch’essa una rivendicazione errata).
Poco dopo l’attacco, rimase nella zona di Bastia in cerca di altre occasioni.
Il giorno successivo, venne avvistato un convoglio di motozattere e ne rivendicò 3 di esse come affondate tramite siluri.
Alcune ricerche hanno cercato di identificarle come SF-172, SF-176 e F-420 ma le ultime due sono state anch’esse perdute da raid aereo, mentre la prima “Siebel” venne affondata dalla motocannoniera inglese MGB-658 il 15 Ottobre.
Non è chiaro se lo Dzik abbia in realtà affondato altre motozattere o si tratti forse di erronee rivendicazioni.


Dopo l’8 Settembre, si decise il trasferimento nell’Egeo (insieme al Sokol) a causa della minor necessità sul fronte italiano. Scopo del trasferimento è partecipare alle missioni di caccia ai numerosi piccoli velieri requisiti dai greci che i tedeschi usavano per rifornire le loro guarnigioni sparse tra le isole dell’Egeo.
Ottiene una prima vittoria già durante la navigazione di trasferimento verso Beirut:
Il 17 Novembre intercetta e affonda a cannonate il veliero greco Agios Andreas (40 GRT). Prima dell’affondamento, esso venne abbordato e ispezionato: 3 marinai vennero presi prigionieri. Il veliero portava a bordo passeggeri civili tra cui donne e bambini.

La prima campagna partendo da Beirut, ebbe inizio solo a Gennaio dell’anno successivo.
Il 7 Gennaio 1944 lanciò una salva di siluri senza successo contro il mercantile turco Tirhan (precedentemente si pensava che il bersaglio fosse la petroliera tedesca Brunhilde da 1810 GRT).
La notte successiva invece si ottenne successo intercettando il veliero greco Eleni (90 GRT): vennero catturate armi e cibo diretti all’isola di Chios in aggiunta alla cattura dei soldati tedeschi portati a bordo. Il veliero venne quindi fatto esplodere.

L’ultima vittoria del Dzik venne conseguita il 9 Gennaio: si intercettò il veliero Agia Markella (40 GRT), che venne quindi affondata con esplosivi vicino all’isola di Lemnos.


Ad Aprile 1944 lo Dzik fece rientro in Inghilterra dove impiegato solo in addestramenti ed esercitazioni per il resto del conflitto.
Il 25 Luglio 1946 esso venne restituito alla Royal Navy per poi essere smantellato nel 1958.

Lupodimare
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Re: Sottomarini Polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Messaggioda Lupodimare » 14/04/2017, 20:02

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CLASSE U Britannica
Celeberrima classe di battelli britannici molto attivi nel Mediterraneo: la marina Polacca (come altre marine di flotte minori Alleate) riuscì ad ottenere due battelli di questa classe che si dimostrarono estremamente attivi ed efficaci.

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Immagine del Sokol in navigazione: notare il "Jolly Roger" e le due bandiere tedesche catturate.
Sokol (=falco)

Originariamente in costruzione come "Urchin" per la Royal Navy, venne trasferito ai polacchi durante la costruzione, per ricostruire la forza sottomarina polacca.

Entra in servizio il 19 Gennaio 1941
Inizia operazioni nelle acque atlantiche: senza intercettare navi da guerra tedesche (potenziali bersagli erano la Scharnhorst, la Gneisenau o la Prinz Eugen).
Alla terza missione (Luglio) sferra il primo attacco senza successo: 4 siluri contro il mercantile belga Baudouinville.

A Settembre 1941 viene trasferito nel Mediterraneo.
Prende parte all'operazione Halberd (scorta convoglio per Malta).
La sua prima missione ad Ottobre si conclude in un rientro anticipato.
Nella seconda missione, lancia 4 siluri contro l'incrociatore ausiliario italiano Città di Palermo il 28 Ottobre 1941. I Polacchi ritennero di aver colpito il bersaglio ma esso ne uscì indenne.
Alcuni giorni dopo, il 2 Novembre, vicino all'isola di Marettimo, attacca il mercantile Balilla (2469 GRT). Esso viene fermato, l'equipaggio è fatto sbarcare e quindi il mercantile è cannoneggiato e affondato. Alcune fonti indicano la vittoria congiunta con il britannico Utmost, ma in realtà ciò è poco probabile visto che lo Utmost aveva attaccato il giorno prima il mercantile italiano Marigola davanti alla Tunisia (a 190 miglia nautiche di distanza).

Durante una nuova pattuglia, il 19 Novembre, il Sokol si blocca in reti protettive davanti a Navarino nel Peloponneso, cariche di profondità causano danno al periscopio e alle antenne. Poco dopo attacca quello che venne identificato come un cacciatorpediniere classe Soldati (Ascari o Aviere), e in alcune fonti straniere si rivendica il danneggiamento o anche l'affondamento. In realtà si trattava dello Strale (classe Dardo) che non venne colpito.
Rimasto in zona nonostante i danni, il Sokol attacca tre giorni dopo un convoglio composto dalla nave italiana Bolsena e la tedesca Tinos, scortate dallo stesso Strale e dalla torpediniera Orione. 3 siluri lanciati portano al presunto danneggiamento di un bersaglio (spesso indicato come la petroliera Berbera (2093 GRT)) ma che in realtà sarà affondata da raid aereo britannico a Navarino alcuni giorni dopo. L'attacco non ebbe risultato.

La prima pattuglia del 1942 a Gennaio non porta ad avvistamenti ma la seconda ebbe più successo.
Il 12 Febbraio 1942 il Sokol blocca il motoveliero italiano Giuseppina (392 GRT) con un cargo di carbone per Tunisi. L'equipaggio è fatto sbarcare e quindi il motoveliero viene affondato con una carica esplosiva. Di importanza fu la cattura di una mappa con segnalate le posizioni di alcuni campi di mine.
Nella notte tra il 13 e il 14 Febbraio, un attacco con 3 siluri contro una torpediniera italiana non ebbe successo.

Un raid aereo dell'Asse su Malta, uccide un marinaio il 25 Marzo 1942 e causa danni pesanti (esso verrà trasferito a Gibilterra).
Dopo Gibilterra, il Sokol giunse in Inghilterra dove subì lavori di manutenzione in estate e le successive navigazioni di prova si protrassero fino alla fine dell’anno.
Con i lavori, giunse anche un cambio di comandante e l’arrivo di Jerzy Koziolkowski.

Due campagne primaverili in acque norvegesi non portarono ad avvistamenti o eventi rilevanti, quindi si decise il rientro nel Mediterraneo.
Giunto a Malta a Maggio 1943, rientrò in azione nel mese successivo.
Un primo attacco sferrato nella nuova campagna il giorno 8, con due siluri lanciati contro il veliero italiano Papà Michele non ebbe successo.
Due successive missioni vennero svolte nell’ambito delle operazioni di Sbarco in Sicilia, ponendosi rispettivamente davanti a Napoli e a Bari. Nella seconda missione presso Bari, vennero fatti due tentativi di avvicinarsi al nemico ma in entrambe le occasioni il Sokol desistette per la presenza di scorta. Questa partecipazione all’Operazione Husky viene comunque commemorata nel Jolly Roger del battello.

Con la resa dell’8 Settembre e il passaggio dell’Italia Co-belligerante agli Alleati, il Sokol viene inviato nel porto di Brindisi per prendere contatto con le autorità navali locali.
Il 12 Settembre 1943, dentro il porto di Brindisi si ebbe una collisione con il peschereccio AS-71 Meattini (36 GRT) che risultò affondato: a volte indicata come una vittoria da alcune fonti, in realtà è stato un incidente con un bersaglio amico. Da Brindisi partì un convoglio diretto a Taranto sotto scorta dello stesso Sokol.

La missione successiva, di natura offensiva, presso Pola vide due attacchi consecutivi senza successo contro i trasporti Gigliola e Sebenico il 4 Ottobre 1943. Si rivendicò un colpo a segno sul primo bersaglio ma il siluro era esploso di fronte alla nave senza causare danno. Primo vero successo della missione, nonché prima vittoria con siluro, venne conseguita il 7 Ottobre 1943: il mercantile tedesco Eridania (7094 GRT) venne centrato da due dei 3 siluri lanciati, affondando in 30 minuti. La vittoria è notevole perché per tonnellaggio rappresentò il più grosso bersaglio affondato dalla Marina Polacca nel conflitto.

Quello stesso giorno il Sokol sferrò anche un attacco con artiglieria senza successo contro il piccolo mercantile Ugliano (164 GRT) che incassò danno ma non venne affondato.



Questa fu l’ultima azione in acque Italiane: si decise il trasferimento del Sokol a Beirut per operare nell’Egeo e colpire il traffico di unità che rifornivano le varie guarnigioni dell’Asse nelle isole.
Le isole infatti venivano abitualmente rifornite da tanti velieri locali requisiti dai tedeschi. Durante il viaggio di trasferimento verso Beirut vennero ottenute diverse vittorie:
11 Novembre 1943 intercetta, abborda e poi affonda a cannonate il veliero greco Argentina (64 GRT). Venne anche catturata una bandiera tedesca.
18 Novembre 1943 intercetta, abborda e affonda a cannonate il veliero greco Taxiarchis (8 GRT). Vennero catturati 2 tedeschi e 2 greci.
19 Novembre 1943 intercetta il veliero greco Agios Antonios (145 GRT). Esso viene colpito con artiglieria, quindi si arena sulla spiaggia e viene finito con l’esplosione di due siluri. Portava a bordo prigionieri italiani.
Poco dopo questa prima azione, il Sokol intercetta e affonda a cannonate un secondo veliero greco Konstantinos (140 GRT), stessa sorte viene subita dalla piccola pattugliatrice Mowe che la stava scortando.



In questa prima campagna aveva quindi collezionato un ammontare di 5 successi.

Altrettanto fortunata si rivelò essere la successiva campagna di Dicembre 1943, intorno alle acque di Lemnos.
Un primo attacco l’11 Dicembre contro un veliero greco fu inefficace a causa del mare in tempesta (forse si trattava dell’Anthippi).
Il giorno successivo, il 12 Dicembre 1943 si ottennero invece 4 diverse vittorie:
Inizialmente vennero intercettati e affondati i velieri Agios Nikolaos (114 GRT) e Agios Eleimon (130 GRT), poi fu la volta di altri due velieri anch’essi recanti entrambi il nome Agios Nikolaos: il primo da 100 GRT, il secondo di soli 35 GRT.
Tutti e quattro i velieri vennero affondati con fuoco di artiglieria e complessivamente vennero catturati 6 marinai greci (due di essi in seguito si uniranno alle forze militari greche in esilio):


Il giorno 15 Dicembre 1943 si intercettò un altro veliero: il greco Panagia (80 GRT) che venne abbordato ma non affondato e venne consegnato alla neutrale Turchia. 7 tedeschi sul Panagia vennero presi prigionieri e la bandiera della nave venne catturata.

L’ultimo evento di questa ricca campagna fu l’attacco il 17 Dicembre contro il mercantile bulgaro Balkan (3838 GRT) ma I siluri non causarono centri (la nave venne affondata dall’inglese Sportsman il 23 Dicembre).


Il Sokol compì la sua ultima campagna a Gennaio 1944, durante la quale intercettò ed affondò il veliero greco Agia Paraskevi (22 GRT) per poi affondarlo con artiglieria.

Si trattò della sua ultima vittoria.

Il Sokol fece ritorno in Inghilterra, dove prese parte ad alcune missioni di pattugliamento senza incontri in acque norvegesi e prendendo parte ad alcune esercitazioni navali.
Dopo la guerra, il battello venne re-incorporato nella Royal Navy, prima di essere smantellato nel 1949.

Il Sokol mantiene il primato di miglior battello della Marina Polacca per numero di bersagli affondati: 14, più un danneggiamento. Insieme allo Dzik, anch’esso operativo nel Mediterraneo, rimane noto come uno dei due “Terribili Gemelli”.


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