C.te RIZZO

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C.te RIZZO

Messaggioda Comgrupsom » 28/08/2015, 14:28

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Introduzione

La figura di Luigi Rizzo è immancabilmente collegata alle azioni eroiche da lui compiute, in particolare l’impresa di Premuda. Ciononostante l’ammiraglio Luigi Rizzo si rese protagonista di molte altre azioni che gli valsero sempre il riconoscimento e l’affetto di chi, militare o civile, si trovò a contatto con colui che fu definito da Gabriele D’Annunzio: “l’affondatore”.

Scopo di questo lavoro, è l’analisi dell’operato di Luigi Rizzo, alla luce della dottrina NATO (North Atlantic Treaty Organization) contemporanea. Analisi che può sembrare iniqua, in considerazione dell’ovvio divario storico fra la dottrina (AJP-01(C)), nata quasi cento anni dopo le imprese più leggendarie di Luigi Rizzo.

Con questo lavoro intendo dimostrare che il comandante Rizzo non fu “semplicemente” un grande eroe, ma anche un combattente moderno ed un precursore. La presente analisi può ulteriormente “rinverdire” il mito di Luigi Rizzo, dimostrandone l’attualità, ma anche dimostrare come la dottrina non sia altro che una codificazione della cultura, della strategia e quindi, in estrema analisi, il frutto dell’esperienza storica di una nazione o di una coalizione di nazioni. In altre parole la dottrina esiste grazie a personaggi come Luigi Rizzo.

La Vita

Nato a Milazzo (ME) l’8 ottobre 1887, era figlio di un comandante della marina mercantile, suo zio fu uno dei Mille di Garibaldi morto nella battaglia di Lissa

Nel 1907 entrò in Accademia Navale e nel giugno 1915, in seguito all’entrata in guerra dell’Italia, partecipò fino alla fine del 1916 alla difesa marittima di Grado. Nel corso dell’apprestamento della città si distinse per abnegazione, coraggio e sangue freddo, che spinsero il comandante della piazza a compilare l’ordine del giorno con il quale, l’allora tenente di vascello Luigi Rizzo, era nominato comandante della Sezione MAS di Grado.

Da questo momento in poi la storia di Luigi Rizzo si lega indissolubilmente con quella dei MAS, e lega a sé, nell’immaginario collettivo, le azioni di tali mezzi.

Al termine del primo conflitto mondiale si ritroverà nuovamente, dopo la cosiddetta “Beffa di Buccari”, al fianco di Gabriele d’Annunzio quale volontario Fiumano. Nel 1920 lascia il servizio attivo e ritorna ad operare nelle fila della marina mercantile. Parteciperà al secondo conflitto mondiale con il grado di ammiraglio di squadra nella riserva navale, subendo anche la deportazione per mano tedesca nel 1943.

Morirà in silenzio, così come aveva vissuto, il 27 giugno del 1951 nella sua Milazzo.

Un tumore al polmone, diagnosticato dall’amico e compagno d’armi Professor Paolucci, colse Luigi Rizzo. L’eroe della marina, “l’affondatore”, il Conte di Grado e di Premuda, colui che aveva vendicato l’onta di Lissa, scompariva all’età di 64 anni; ma come ebbe a dire proprio Raffaele Paolucci: “Tu non morirai mai. Perché tu sei la storia della marina militare di questi ultimi trent'anni e la storia non si può cancellare con un tratto di gomma.


Le Imprese

L’analisi della figura di Luigi Rizzo deve necessariamente passare attraverso un’esposizione sommaria delle sue imprese più significative e celebri. Tuttavia l’analisi della figura è frutto anche dell’analisi di una notevole quantità di materiale che fornisce un quadro più completo e strutturato di Luigi Rizzo.

CONTINUA...............

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