C.te DONATO

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C.te DONATO

Messaggioda Comgrupsom » 28/08/2015, 14:18

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Ammiraglio di Divisione

Il nipote Stefano (C.te Diaspro - Grupsom ) Racconta tramite i ricordi della cara Nonna Jolanda

...anedotti del Prozio C.te Alberto Donato.

questa è la Sotoria tramandatami da mia nonna, relativa a suo fratello Alberto Donato (C.te del R.Smg Turchese e Diaspro) e al suo sestante.
Non è un pezzo di storia avvincente non è un episodio eclatante: ma solamente un breve passaggio, simpatico, della vita di un uomo che ha amato il mare e il suo lavoro e che proprio per questo ho voluto condividere con voi, sicuro che riuscirete a carpire il significato più profondo che si cela dietro semplici fatti che possono sembrare privi di senso a chi non è appassionato di mare e Marina.
(vogliatemi ovviamente scusare per le imperfezioni: quanto riportato sono ricordi, non scritti, ma che porto dentro nel cuore)

Protagonista di questa storia è un sestante, appartenuto al C.te Donato sin dai primi suoi anni in Marina. Alberto entrò nell'Accademia Navale di Livorno nel 1931 e ne usci nel 1934, con il grado di "Aspirante Guardiamarina". E' stato imbarcato su molte classi di battelli, ma il suo "vero amore" fu sicuramente il sommergibile dove ha passato quasi 14 anni di carriera, sia durante che dopo il secondo conflitto mondiale.
La sua attività gli ha permesso di avanzare di grado per meriti di guerra, di essere decorato 4 volte al Valor Militare, e di essere citato 2 volte sul Bollettino di Guerra per le azioni compiute con il R.Smg Diaspro nel luglio e agosto del 1943.

Fatta questa breve premessa, veniamo alla storia.
Il C.te Donato era molto affezionato al suo sestante, poichè a suo dire rappresentava il mezzo di interlocuzione fra uomo e mare quando ancora GPS e diavolerie varie non esistevano.
La navigazione con le stelle era infatti una disciplina tanto complessa quanto affascinante, in grado di fornire un punto nave con pochi strumenti e con una certa rapidità
Pare che Alberto fosse solito includere fra i suoi effetti personali anche il proprio sestante e che preferisse utilizzare il suo piuttosto che "anonimi" sestanti presenti sulle imbarcazioni.
Durante un giorno di navigazione a bordo del Diaspro, pare che l'Ufficiale preposto alla rotta abbia inavvertitamente rotto il sestante di bordo (o una delle sue ottiche) e che il C.te Donato, a malincuore, si fosse offerto di prestargli il suo qualora anche gli altri sestanti si fossero rotti passando dalle mani del maldestro Ufficiale.....ma per evitare che ciò accadesse si mise in cerca dei sestanti di riserva, insieme ad altri uomini, per tutto il battello!!!
Tanto era l'affetto del C.te Donato per questo strumento, che dopo la guerra alcuni colleghi di Alberto (imbarcati con lui sul Diaspro) gli ricordavano con ilarità quei giorni durante i quali, a loro detta, il C.te, più che cacciare navi inglesi, cacciava sestanti in lungo e in largo per il Diaspro!
Durante le ultime fasi dell'attività del Diaspro, prima dell'Armistizio, il C.te Donato si trovava ancora in mare con questo battello....e con il suo sestante appresso!
Gli ordini provenienti dall'alto imposero la consegna del mezzo, ma un'avaria ad un motore costrinse il Diaspro a puntare verso il porto di Cagliari, dove si fermò per le riparazioni.
Sbarcato in Sardegna e consapevole della delicata situazione politica dell'Italia (che prospettava un avvenire incerto), decise di spedire a casa (a La Spezia) quanti più effetti personali possibili: immaginava che i giorni a seguire sarebbero stati densi di impegni e spostamenti e che sarebbe stato più comodo viaggiare con meno roba appresso.
E qui inizia l'odissea del povero sestante!!!!!
Spedito da Cagliari per La Spezia si fermò a Livorno, dove venne fermato in quanto, pare, sul momento cose ben più urgenti delle spedizioni postali dovevano essere portate a termine. Da Livorno, non si sa come, finìa Roma; dopodichè scese giù a Taranto, per poi iniziare la risalita verso La Spezia attraverso varie tappe!!!
Morale della favola, quando il C.te Donato riuscì a tornare a casa verso la fine della guerra il sestante (insieme ad altri suoi effetti) era da poco stato recapitato a destinazione!
Da quel giorno, mi raccontò mia nonna, Alberto decise di non portarsi mai più dietro il suo sestante: una volta era stato fortunato, due sarebbero state troppe.


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