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La Prima Perdita di GUERRA

Inviato: 08/09/2015, 15:05
da Comgrupsom
Guglielmo LEPRE (nick Grupsom - C.te Etna)

PRESENTA

LA PRIMA PERDITA DI GUERRA


Con la direttiva di Mussolini del 31 Marzo 1940,i temuti venti di guerra presero a soffiare impetuosamente,lasciando poco o nullo spazio alle speranze di poter evitare un nuovo conflitto.
Il riarmo ed il potenziamento della Marina degli anni precedenti,era stato concepito nell'ottica di un confronto Mediterraneo con la Francia in primis (ex alleata del precedente conflitto),e solo secondariamente con l'Inghilterra (anch'essa ex alleata) ,per la quale si prevedeva una strategia di ritiro dal Mediterraneo per fronteggiare a tempo pieno e con ogni unità disponibile la pur temibile Kriegsmarine. Ma l'Amm.Cavagnari non era di questa idea,anzi, riteneva giustamente che Alessandria e Gibilterra fossero le chiavi di volta di tutto il sistema Mediterraneo,giacchè gli interessi coloniali delle due potenze insistevano sia sul bacino orientale sia su quello occidentale. I piani di concentramento e distribuzione delle unità della flotta erano stati quindi concepiti in diretta conseguenza della direttiva ricevuta,sebbene permanesse il convincimento,in Cavagnari, che nel medio e breve termine,il previsto orientamento offensivo della guerra sul mare,si sarebbe trasformato inevitabilmente in difensivo,soprattutto alla luce del prevedibile decremento del traffico mercantile nemico che avrebbe lasciato senza obiettivi sensibili le unità della Marina ma soprattutto quelle subacquee,alle quali ovviamente era demandato il contrasto al traffico mercantile. A tal fine ,la Marina emise l'Ordine di Operazione 8ter,con il quale affidava le prime missioni alla flotta subacquea nelle previste zone di operazioni A, B e C , illustrate in allegato. L'uscita della Francia dal conflitto,mutò tutte le strategie elaborate,dovendo di conseguenza fronteggiare la Royal Navy che di lì a poco ,avrebbe trasferito la base della Mediterranean Fleet da Malta ad Alessandria e rinforzato la squadra di Gibilterra. Già dal mese di Maggio,molte unità erano state fatte salpare per posizionarle con largo anticipo in anticipo nelle previste zone d'agguato : poco più di un centinaio di battelli erano già operativi ed in piena efficienza : di questi , 55 , sarebbero stati massicciamente impiegati nel corso del primo mese di guerra. Più volte si sono elevate critiche ai quadri dirigenti della Règia Marina per non aver saputo impostare una adeguata dottrina d'impiego dei sommergibili , vanificando in tal modo le pur preziose esperienze recepite sia dal conflitto etiopico sia da quello iberico. Per quanto numerosa,la flotta subacquea risentiva di molteplici carenze tecniche e sarebbe , quindi, lecito pensare che, disponendo di battelli più moderni ed efficienti, i comandanti avrebbero potuto spontaneamente dimostrare ed esperire maggior aggressività,senza essere per questo sollecitati dai comandi. Viceversa,consapevoli dei limiti tecnici e dei limiti operativi imposti,cercarono sempre di fare il possibile anche a costo della propria vita.
A dispetto dei successi iniziali ottenuti dai RR.SS. Bagnolini,Naiade e PierCapponi,(invero pochi al confronto dei mezzi dispiegati) si ebbero da registrare le prime perdite,prima in assoluto quella del RS Provana. L'unità deve il suo nome al Grande Ammiraglio Andrea Provana di Leini, nato nel 1511 e scomparso nel 1590,che nel corso della sua carriera marinara fu lungamente impegnato nella guerra contro i turchi,partecipando altresì alla battaglia di Lepanto. L'unità in parola,fu la terza a ricevere detto nome,preceduta prima da una cannoniera del 1884 e quindi da un altro sommergibile classe Barbarigo del 1918.

Il Provana fu costruito dai C.R.D.A. di Monfalcone e consegnato alla Règia Marina il 25 Giugno 1938 per essere destinato alla 21ª squadriglia del II Grupsom di Napoli,insieme con il Marcello,il Nani ed il Dandolo.
Era a scafo semplice tipo Bernardis della riuscita classe Marcello,progettualmente nata come "unità oceanica". Il 5 Giugno 1940,ricevette l'ordine di partire da Napoli alla volta della zona B,alla quale era stato assegnato per costituire uno dei 5 sbarramenti previsti. L'unità era al comando del CC Ugo Botti. Botti era nato a Venezia il 20 luglio 1903. Entrò all'Accademia Navale di Livorno nell'ottobre 1918, conseguendo la nomina a Guardiamarina nel Luglio del 1923. La prima destinazione fu la nave da battaglia Giulio Cesare. Successivamente imbarcò sulla cisterna Urano, sul sommergibile Pietro Micca e sulle torpediniere Chinotto e PN-45. Promosso STV nel gennaio del 25 e T.V. nel gennaio 1928, frequentò a Livorno il Corso Superiore e, conseguita l'abilitazione alla Direzione del Tiro, imbarcò dapprima sull'incrociatore Trento e poi sull'esploratore Libia dislocato in Estremo Oriente. Rientrato nel 1931, imbarcò sul sommergibile Vettor Pisani e quindi, promosso Capitano di Corvetta nel gennaio 1937, ebbe successivamente il comando dei sommergibili Narvalo e Squalo dislocati a Massaua, nel Mar Rosso. All'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, ebbe il comando del sommergibile Provana. Il 17 Giugno era in agguato poco a Nord del porto di Orano,da dove,verso le 1600, vide uscire un convoglio francese composto da cinque navi mercantili scortate da due unità da guerra di tipo "sottile",con destinazione Marsiglia. Ciò che accadde, fu reso noto soltanto al termine del conflitto dalle autorità francesi,non avendo il sommergibile più comunicato con il suo comando. Portatosi in posizione ottimale di lancio ad una distanza di 1800 metri circa,effettuò il lancio di una coppia di siluri rimanendo in attesa di verificarne l'esito. Malauguratamente entrambe le armi fallirono il bersaglio,ma una di queste passò a breve distanza da una delle due unità di scorta, il La Curieuse,che avvistata la scia del siluro risalì immediatamente alla posizione di lancio. Ebbe quindi inizio una serrata caccia con gettito di cariche di profondità da parte dell'unità francese a cui si aggregò immediatamente la seconda, il COMMANDANT BORY.

Nonostante le abili manovre volte a disimpegnare il battello,questo subì avarie in gran numero fino a registrare numerose vie d'acqua nello scafo. Impossibilitato materialmente a rimanere in immersione,il Comandante Botti pervenne alla decisione di emergere e tentare un combattimento in superficie. Forse a causa delle numerose avarie e del peso dell'acqua imbarcata,la manovra di emersione dovette risultare fatalmente rallentata, giacchè appena affiorata la torretta, fu avvistata dalle vedette del La Curieuse che stava virando per tornare sulla verticale del Provana per un altra passata di bombe,o forse Botti, avvedutosi della eccessiva vicinanza dei suoi cacciatori, tentò di immergersi nuovamente. Altra fonte recita di una vivace reazione del Provana con tutte le armi di brodo , ma è improbabile giacchè sarebbe stato gioco forza rinvenire in mare i corpi degli armamenti e di coloro che eventualmente fossero stati in grado di raggiungere la plancia.
Lo speronamento fu quindi inevitabile senza peraltro concedere tempo all'equipaggio di uscire all'esterno.
Lo scafo del Provana,centrato all'altezza della torretta,subì un urto talmente violento da provocarne l'immediata frattura in due tronconi ; dal violento speronamento,il La Curieuse non ne uscì indenne,dacchè riportò seri e gravi danni alla struttura prodiera costringendo l'unità a rientrare nel porto di Orano per essere riparata e rimessa in condizioni di riprendere il mare. Lo scafo martoriato del Provana si inabissò rapidamente per raggiungere il fondo,dove rimase quale sudario del suo valoroso equipaggio,alla sua prima ed ultima missione di una guerra appena iniziata e che ancora tante vittime avrebbe causato.
Al Capitano di Corvetta Ugo Botti, venne conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare con la seguente motivazione :

Dal sito del Ministero della Difesa :

................«Abile, sperimentato Comandante di sommergibile, curò in modo perfetto l'approntamento bellico della sua unità prodigandosi con le sue magnifiche doti di organizzatore.
Nel corso di una missione attaccava con risoluto ardimento un convoglio fortemente scortato da unità da guerra.A seguito di violenta reazione nemica essendo il sommergibile colpito da bombe così gravemente da risultarne menomata l'integrità ed oltremodo difficile la permanenza in immersione, manovrava abilmente per venire n superficie ed affrontare l'avversario col cannone.
Constatato che le navi di scorta, insistendo tenacemente nel contrattacco, da brevissima distanza dirigevano per investirlo, riprendeva rapidamente l'immersione con indomita volontà di offendere ancora il nemico. Il sommergibile veniva però speronato ed egli vi trovava col suo equipaggio morte gloriosa.
Esempio di animo prode e di ammirevole spirito aggressivo anche dinanzi alle estreme decisioni..........»

Insieme al Comandante Botti,riposano gli altri uomini componenti l'equipaggio del battello :

Comandante in 2ª T. V. Giovanni Granata
Dir. Di macchina C. G. N. Mario Sciacca
Altri Ufficiali :
S.T.V. Armando Miele - G. M. Ferdinando Lo Sardo - G. M. Costantino Prato -
T. G. N. Giovanni Ferrari - S. T. G. N. Mario Lepri.
Sottufficiali, sottocapi e comuni:
C° 2ª cl Giuseppe Piscedda , C°3ª cl Arturo Bellati, C0 3°cl Alessandro Danesi, C°3ª cl
Umberto Del Prete, 2° Capo Antonio Caminiti, 2° Capo Bruno Cecioni, 2°Capo Carlo Cesa,
2°Capo Riccardo Leone, 2° Capo Sante Neroni, 2°Capo Olimpio Piroli, 2°Capo Giovanni Severino,
2°Capo Pasquale Spanu,Sgt Giovanni Calabria, Sgt Silvio Costabile, Sgt Procolo Mirabella, Sc Giovanni Arena, Sc Giuseppe Cammuso, Sc Strazio Cucca, Sc Gemino Deambrogio, Sc Alberto Della Monaca,
Sc Luigi Giardiello, Sc Ivo Marchi, Sc Croce Messina, Sc Leonardo Perini, Sc Vincenzo Santelia,
Sc Guerrino Sebastianutti, Com. Antonio Albanese, Com. Filippo Amadei, Com. Giuseppe Amerise,
Com. Francesco Azzarelli, Com. Ciro Bali, Com. Giuseppe Bruno, Com.Ulisse Cattaneo,
Com Angelo Ciol, Com. Bruno Cugini, Com. Gaetano De Martino, Com. Francesco Di Costanzo,
Com. Angelo Di Meglio, Com. Giuseppe Favarolo, Com. Domenico Fazio, Com.Salvatore Ferrara, Com. Bruno Goso,Com. Francesco Laudadio, Com. Mario Limatola,Com. Alberto Marinelli, Com. Giovanni Masneri, Com. Vincenzo Mauro Com. Vincenzo Mucci, Com. Giuseppe Reciputo, Com. Armistizio Rosini, Com. Cesare Specos, Com. Vita Troisi,Com. Gaetano Verde, Com Alberto Zilli.

Bibliografia :
-- Sommergibili Italiani di Turrini-Miozzi , Tomo I
-- USMM Sommergibili in guerra – Episodi in Mediterraneo 1956
-- Uomini sul fondo di G.Giorgerini
-- Sito Web www.grupsom.com
-- La Guerra negli abissi di R.Nassigh
-- USMM Sommergibili in Mediterraneo Tomi I e II

Si desidera affettuosamente ringraziare il Sig.Sebastiano Marchisio della sede ANMI di Mondovì, dedicata al GM Tino Prato ,per la foto del Provana e per il materiale documentale fornito.

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