CACCIATORI E PREDE

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CV.Etna
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CACCIATORI E PREDE

Messaggioda CV.Etna » 30/11/2016, 10:27

CACCIATORI E PREDE

La tecnica Hunter-Killer,inventata e sperimentata dal Comandante Walker sui Destroyers
della Royal Navy fu la dimostrazione contraria di quanto veniva ipotizzato in genere,in
tutte le marine militari.
Si sosteneva che trovarsi al comando di un sommergibile con pregresse esperienze
di unità cacciasommergibili, consentisse di esperire tattiche di maggior successo per
sfuggire ai cacciatori,proprio perchè a conoscenza di quelle tecniche fondate principalmente
sull' intuito,sulla padronanza del proprio mezzo,traducendosi in pratica con tempestività
di decisioni e di manovre opportune ,colpo d'occhio,calcolo,arricchite da trucchi come
l'espulsione di fiotti di nafta ,indumenti e quant'altro potesse ingannare il cacciatore in superficie, prima dell'avvento dei decoys,o falsi bersagli o inganni che dir si voglia.
A ragion veduta,bisogna eccepire che è vero anche il contrario : chi era stato sui
sommergibili ne conosceva sia la pericolosità sia i non pochi limiti ed ogni possibile
via per sottrarsi alla distruzione,quindi in grado di prevederne e anticiparne ogni mossa.
Il tempo degli SSK,ovvero dei sommergibili caccia-sommergibili,era ancora da venire,per
quanto nella finzione cinematografica si sia anticipato il concetto con la pellicola
americana Run Silent,Run Deep,degli anni 50,in cui si esibiva appunto un confronto subacqueo
fra un'unità giapponese ed una americana.
Scontri fra sommergibili,nella 2ª GM non sono mancati,qualche esempio noto fu il BRIN contro
l'HMS TUNA nei pressi della foce della Gironda; fra il TOTI e l'HMS RAINBOW celebrato
altresì nel famoso film ALFA-TAU ,l'ACCIAIO affondato dall'Hms UNRULY,il VELELLA
affondato a 5 mg da punta Licosa dall'Hms SHAKESPEARE e altri per un totale di 19 battelli
italiani distrutti da similari unità britanniche.Una gran parte della responsabilità di queste
perdite va ricercata nella norma emanata dal comando di non impegnarsi in combattimenti
contro unità subacque nemiche,al contrario degli inglesi che non si facevano certo scappare
l'occasione di un buon bottino.
Grazie alle certosine ricerche del Prof.Santoni , oggi si può concludere che larga parte delle
perdite di nostri sommergibili (e non solo) sia da ascrivere all'ULTRA britannico , ma bisogna
comunque sottolineare che vi furono altre circostanze concomitanti.
Gli inglesi non impiegarono molto a comprendere che la nostra flotta subacquea era in gran
parte un bluff qualitativo e tatticamente inconsistente ; ciò fu dovuto in parte alle decrittazioni
del citato ULTRA ma anche all'acquisizione di importanti documentazioni a bordo del RS Galilei, catturato il 19 Giugno del 40 in Mar Rosso,poi sullo UEBI SCEBELI una decina di giorni più tardi,quindi sul DURBO nell'ottobre dello stesso anno al largo di Gibilterra, e ancora sul PERLA nel luglio del 42 e UARSCIEK a dicembre dello stesso anno ed altri ancora.
L'evidente cattivo uso dei sommergibili (non poteva sfuggire agli occhi di abili marinai come gli inglesi) ebbe conferma dalla cattura perfino di una circolare del comando sull'impiego dei battelli : ULTRA completò soltanto l'opera quindi.
Sotto certi aspetti,furono più remuneranti i nostri successi contro i 45 battelli inglesi,greci francesi,affondati e quella decina invece seriamente danneggiati,il che dimostra che le nostre tecniche anti-som, ancorchè penalizzate da scarsità di apparecchiature idonee,erano da considerare tutt'altro che inefficaci.
Ciò non deve portare a concludere semplicisticamente che in Italia si fosse abbandonata la ricerca e la sperimentazione anche per meri fini bellici : è del TV Aicardi l'invenzione di un sistema di recupero dell'aria compressa necessaria al lancio dei siluri ,la sperimentazione del Radar da parte di Marconi prima della guerra,di nuovi e più efficaci sensori subacquei passivi (idrofoni) e attivi (ecogoniometri),il Rovetto ,che in linea di principio era eccellente ma in pratica pericoloso a causa del rumore prodotto dalle pompe d'assetto,il segnalatore subacqueo Spada,le ottiche dei nostri periscopi muniti di telemetro,i Radiogoniometri,il nostro sistema di fuoruscita Gerolimi-Arata e altre innovazioni per le quali o mancò il tempo o le risorse per essere installate a bordo.
Tuttavia,molte nostre unità "leggere" diedero incoraggianti prove delle capacità antisom e fra queste si distinsero in particolar modo :
-- la Torpediniera CIRCE (1938 - Classe Spica serie Alcione) (affondata poi nello Ionio per collisione con la nave Città di Tunisi il 27/11/42) che ebbe ad ascrivere ben 4 successi,l'Hms UNION nel canale di Sicilia il 20/7/41,l'Hms TEMPEST nel Mar Ionio il 13/2/42,l'Hms P-38 al largo di Misurata con il concorso dei CC.TT. Usodimare (1929 - classe Navigatori)) e Pessagno (1930 classe Navigatori) nel febbraio del 42,e l'Hms GRAMPUS in collaborazione con la gemella POLLUCE (1938 ) e con CLIO (1938) e CALLIOPE (1938) della 13ª squadriglia torpediniere nel Giugno del 40.
Successi ottenuti con i mezzi disponibili,infatti solo nel Novembre del 41,l'unità ricevette idrofoni di recente costruzione e un ecogoniometro di produzione germanica,dacchè solo l'Albatros e 4 unità classe Pegaso erano dotate di periteri (definizione nostrana dell'ecogoniometro) allo scoppio della guerra,prodotti dall'italiana SAFAR.
Nell'albo degli affondatori figurano altresì :
-- il CT Turbine (1927) epònimo di 8 unità affondò l'Hms ORPHEUS il 16/6/40 al largo di Tobruk e l'Hms ODIN il 13/6/40 con il concorso del Ct STRALE (classe Dardo 1ª serie - 1932 ) nel golfo di Taranto.
-- Il vecchio CT PAPA (Generale Achille Papa - 1922 - classe Cantore) affondò a nord di Bengasi il 30/7/41 l'Hms CACHALOT e l' 11/8/42 l'Hms THORN a sud di Creta con il concorso della Torpediniera POLLUCE che aveva già concorso all'affondamento del GRAMPUS.
-- Torpediniera PERSEO (classe Spica - 1936 - serie Perseo) affondò l'Hms TRAVELLER il 5/12/42 nel golfo di Taranto e l'Hms P-48 il 25/12/42 nei pressi di Zembra,con il concorso dell'ARDENTE (torp.classe Orsa 2ª serie 1941) e AUDACE (2°) (CT del 1916 e nave scorta nel 42)
--CT VIVALDI (1930 - Classe Navigatori) affondò l'Hms OSWALD l'1/8/40 al largo di C.Spartivento (Calabria)
-- Torp. AIRONE (1938) e ALCIONE (1938 caposerie, stessa della Torp.Circe),affondarono l'Hms TRIAD probabilmente il 20/10/40 al largo di Siracusa,con la collaborazione di idro della 89ª Squadriglia.
-- Torp.PARTENOPE (1938 - stessa classe del Circe) affondò l'Hms P-33 il 23/8/41 al largo della Libia.
-- Torp.ORSA (1938 ex avviso scorta epònima di 4 unità) affondò l'Hms TRIUMPH il 14/1/42 in Egeo
-- Torp.GROPPO (1942 - classe Orsa 2ª serie) affondò l'Hms UTMOST il 25/11/42 alle Egadi
-- Torp.FORTUNALE (1942 - stessa classe Groppo) affondò l'Hms P-222 il 12/12/42 al largo di Tripoli
-- Corvetta CICOGNA (1942 classe Gabbiano) affondò l'Hms Thunderbolt (Ex Thetis che era affondato nella baia di Liverpool durante collaudi nel 39) il 14/3/43 nei pressi di Milazzo.
-- Corvetta GABBIANO (1942 eponima di una trentina di unità costruite, su 60 progettate) affondò l'Hms SAHIB il 24/4/43 a nord di C.Milazzo con la collaborazione dell'EUTERPE (stessa classe) e della torpediniera CLIMENE.
-- Corvetta POMONA (42/43 - classe Gabbiano) affondò l'Hms PARTHIAN il 15/8/43 nel sud dell'Adriatico.
-- Corvetta MINERVA (42/43 classe Gabbiano) (nome già portato dalla fregata a vela al comando dell'Amm.Caracciolo qualche secolo prima) affondò l'Hms SARACEN il 14/8/43 al largo di Bastia con la collaborazione della gemella EUTERPE.
-- Torp.CLIO (1938 classe SPICA serie Alcione) già vista all'opera con la Torp.Circe,affondò il Smg Francese NARVAL il 7 Gennaio 41 al largo della Cirenaica.
-- Torp. ANTARES (1936 classe Spica serie Perseo) affondò il greco PROTEUS il 29/12/40 nel sud dell'adriatico.
Altre unità inglesi affondate in Mediterraneo ma per le quali non ci sono riscontri al momento negli archivi dell’Ex P.R.O. furono :
l'Hms REGULUS,TRITON,USK,UNDAUNTED,TETRARCH,P-311,TALISMAN.
Affondati presumibilmente per urto di mine :
l'Hms USK,P-32,PERSEUS,URGE,OLYMPUS,TIGRIS,REGENT.
Affondati da altri mezzi,(Mas,Aerei,cacciasommergibili) :
P-39 (aerei tedeschi),PANDORA,P-36,il greco GLAUCOS, (aerei italo-tedeschi),il greco TRITON dal Caccia sommergibili 2102 tedesco,TALISMAN,TURBULENT da mezzi di Bastia,il famigerato UPHOLDER dai mezzi di Tripoli, SPLENDID dalla nave tedesca HERMES nei pressi di Capri.
Altri 10 risultarono danneggiati :
L'Hms ROVER (Baia di Suda),UNIQUE (Aereo al largo di Tripoli),Hms PROTEUS (omonimo del greco) speronato dalla Torp.Sagittario l'8/2/42 ma salvatosi,THRASHER attaccato per errore da una squadr. di Swordfish nei pressi di P.Said,PORPOISE nei pressi di Bengasi da bombe di profondità,P-42 da cariche del Ct Gioberti,URSULA speronato da mercantile,SOKOL (polacco), da aereo tedesco.
Molte unità di scorta e caccia-sommergibili,varate e progettate nel corso della 2ª GM,che sopravvissero alla guerra,furono radicalmente rimordenate per rispondere alle rinnovate esigenze del settore,anche alla luce dell'impegno mediterraneo in ambito NATO,alla quale l'Italia fu ammessa come co-fondatrice.
Quelle erano le uniche unità che il Diktat ci consentiva di armare senza eccessive restrizioni.
Va detto doverosamente,che nel contrasto alla minaccia subacquea furono impiegate molteplici unità,fra cui le note V.A.S.,i M.A.S.,vedette "G" e alcune unità progettate per altri impieghi ma riconvertite all'uopo per mera necessità.
L'unica unità prettamente concepita come Caccia-Sommergibili fu l'Albatros impostata nel 31 e consegnata nel 34,le cui linee generali ,comunque,non si discostavano molto da quelle delle torpediniere di nuova generazione,ma non ebbe sèguito purtroppo,pur dando il via a numerosi progetti concettualmente più avanzati ma mai realizzati.
Discorso a parte meritano le quattro solitarie della classe Pegaso,nate come avvisi-scorta (Pegaso,Orione,Orsa e Procione) e che in effetti erano di derivazione "Spica" migliorate.Anche le Pegaso rientravano in un progetto più ampio e ritenute indispensabili dai vertici della Marina,ma alle prove non diedero risultati soddisfacenti per la tenuta al mare,tant'è che il progetto fu ripreso per le dovute modifiche e lo scoppio del conflitto non consenti di andare oltre le 4 unità.
I successivi progetti delle ORSA da 1650/1700 tonn di dislocamento,delle ARIETE da 1000/1100 tonn.( di cui fu consegnata la sola ARIETE),e perfino delle numerose corvette GABBIANO di 700/750 tonn. a ben vedere sono la più evidente denuncia di una mancanza concreta di idee dacchè nate da progetti affetti da incertezze,pensati e ripensati,con lo stesso iter progettuale del precedente conflitto.
In larga parte ciò fu dovuto alle croniche deficienze di bilancio che da sempre hanno afflitto la Marina e al breve interregno fra le due guerre che aveva portato ad un parziale disarmo navale ; analogamente il disarmo riguardò anche la progettistica tant'è che ci si trovò alla vigilia di una guerra senza avere le idee ben chiare,ancorati al criterio delle grosse navi da battaglia che comunque non avrebbero avuto futuro salvo costituire da deterrente in una fase di transizione delle strategie navali.
Analogamente non ebbero sèguito le numerose sperimentazioni di apparecchi indispensabili per la condotta del contrasto alla minaccia sottomarina ; la sperimentazione dei periteri SCAM lasciò spazio a delusioni disarmanti e fu solo con la SAFAR che si riuscì a giungere ad un prodotto di medio affidamento,sperimentato a bordo del menzionato Albatros nel 39,mentre gli inglesi erano già molto più avanti con il loro l'ASDIC.
Nell'urgenza del conflitto,non si trovò di meglio che ricorrere ai mezzi dei tedeschi,more solito,non senza accentuate difficoltà nel destinarvi personale specializzato che non c'era.(Il concetto di "specializzati" era all'epoca percepito in diversa misura da oggi).
Nell'armamento prettamente A.S. ci furono al contrario notevoli migliorie sia nell'adozione di tramogge più funzionali per le B.T.G. sia in "lanciatori" laterali e scaricabombe speciali per le B.G.S. di nuova concezione, oltre alle consuete torpedini da rimorchio di dubbia efficacia.
All'inizio del 42,si pensò perfino di imbarcare dei TLS sulle corvette di ultima consegna,sottraendo peso e spazio per attrezzature più idonee,idea assolutamente deplorevole ; al contempo,e finalmente,verso la fine di quello stesso anno cominciarono ad essere istallati ecogoniometri più funzionali sia nazionali sia tedeschi,addirittura di serie sulle nuove costruzioni.
Fu solo a guerra inoltrata che la connotazione del concetto AS, riuscì a decollare nel modo dovuto grazie anche alle unità molto ben riuscite della classe Gabbiano.
Lo sviluppo dei mezzi AS in altre marine neanche fu maggiormente uniforme,e si potrebbe perfino concludere che il loro sviluppo sia stato marcatamente correlato allo sviluppo del sommergibile.
Gli Stati uniti e la Germania,furono le uniche potenze a condurre una vera e propria guerra sottomarina avulsa da quella di superficie e quindi a livello strategico,mentre Inghilterra,Francia e Italia,per differenti condizionamenti geomarini,non andarono oltre ad un impiego tattico dei loro battelli.
Per quanto attiene al discorso italiano,bisogna doverosamente sottolineare l'attività pre-bellica volta a recepire il maggior numero di dati possibile :
nel periodo 1933-1934 si ebbero le crociere dei RR.SS R.Settimo e L.Settembrini in Mar Rosso,quelle Atlantiche dei Balilla e Millelire in assistenza agli idro di Balbo.
Sempre nello stesso biennio si ebbe una importantissima crociera-test : quella dei RR.SS Sciesa e Toti che effettuarono il periplo dell'Africa via Suez,con confortanti riscontri per i mezzi,i materiali e gli equipaggi.
In Egeo vennero impiegati per test altri battelli : Mameli,Da Procida,Speri e Capponi,mentre Tricheco e Delfino operarono in Mar Nero.
Nel 1939,alla vigilia del 2° conflitto,vennero condotte altre due crociere-test in Mar Rosso dalle coppie Otaria - Brin,e Perla - Gemma, che diedero indicazioni preziosissime specialmente nel merito degli impianti di refrigerazione e condizionamento che denunciarono numerosi malfunzionamenti e perdite di Cloruro di Metile,di elevata tossicità.
Questi test avallerebbero una speciale considerazione verso chi li aveva voluti per il rimarchevole intento di dar luogo ad una strategia futura ad hoc basata su criteri di fatto.
E' quindi sorprendente e inspiegabile il perchè tutto cadde nel vuoto,tanto è vero che più di un battello italiano ebbe,nel corso del conflitto,molti e letali episodi proprio in conseguenza delle problematiche legate agli impianti di cui si è fatto cenno in precedenza.
E a nulla valsero pure le esperienze maturate sia nel conflitto etiopico sia in quello iberico,dove ancora una volta,vennero a galla i numerosi limiti dei mezzi e del personale poco addestrato,e quanto si facesse afffidamento sulle doti personali e sull'arte innata di arrangiarsi,come nel caso del Comandante Borghese sfuggito alla caccia di 4 destroyers inglesi capitanati dall'HMS Havock ,con rara perizia e intuito.
In Inghilterra l'arma sottomarina ebbe minor considerazione nei confronti delle navi di superficie,ma forti dell'esperienza maturata nel precedente conflitto misero in linea poco meno di 70 battelli dalle caratteristiche tutt'altro che disprezzabili ancorchè la loro attività esulava da ogni strategia specifica,come del resto in casa nostra.
Maggior considerazione meritano i caccia impegnati in prima linea nel contrasto AS e meglio equipaggiati di apparecchiature idonee al servizio richiesto ; le unità meglio riuscite furono quelle della rinomata classe TRIBAL e subito dopo i classe JAVELIN (alcuni sostengono che sia il JERVIS a dare il nome alla classe)e tutti gli altri a seguire con doti più o meno apprezzabili.
Per la Francia v'è da dire a mo' di preambolo,che le valutazioni in larga parte restano sulla carta,dacchè la sua prematura uscita dal conflitto non consentì di mettere sul banco di prova le capacità della Marine Nationale,detta anche La Royale.
Il suo riarmo fu effettuato all'insegna dell'antagonismo meditarreneo che la contrapponeva all'Italia,e per quanto concerne il settore AS,non ci fu uno sviluppo specifico, difatti i criteri progettuali delle unità leggere vertevano su fattori legati alla velocità,alla manovrabilità,al dislocamento e solo marginalmente all'AS quale fattore conseguenziale.
In campo sommergibilistico,la Francia entrò in guerra con una ottantina di battelli,di cui una parte "oceanici" essendo una nazione a "sviluppo" atlantico oltre che mediterraneo,con un prototipo di sommergibile incrociatore,il SURCOUF che tradì le aspettative sia dei progettisti sia della Marine Nationale e in linea di massima un Non Classificato ci sta tutto.
Dall'altra parte del mondo,il Giappone, messo alle strette dall'imperialismo economico statunitense,dopo la stretta osservanza dei trattati navali,diede il via ad un riarmo che,analogamente all'Italia,doveva fare i conti con le ristrettezze delle disponibilità finanziarie.
Ciò non toglie che produsse eccellenti unità di superficie fra cui le numerosissime portaerei ed i giganti da battaglia Yamato e Musashi,nonchè una valida schiera di incrociatori pesanti e leggeri e unità da scorta.
Intanto va sottolineato il curioso compromesso strategico fra i sostenitori delle grandi navi da battaglia e dello scontro al cannone e i sostenitori della moderna strategia legata all'aviazione navale imbarcata sulle portaerei.
La Marina Imperiale Giapponese progettò e costruì nuovi CT a partire dal 1911,suddividendoli
in 1ª classe (superiori a 1000 tonn. di dislocamento) e 2 ª classe (inferiori a 1000 Tonn.)
I primi erano considerati anche di tipo "oceanico" e i vertici della Marina avrebbero preferito
averli tutti di questo tipo ma il costo elevato fece optare anche per i secondi.
Nel 1922 si cessò la costruzione di quelli della 2ª classe a seguito del trattato di Washington,
costringendo la Marina nipponica a concentrare maggiori sforzi in un numero inferiore di
unità ma con un concentrato di caratteristiche d'eccellenza.
Essa si tuffò nella 2ª GM con 112 cacciatorpediniere,di cui 9 erano i più piccoli e vecchi della
2ª classe, e ne costruì ancora 63 nel corso del conflitto ; le perdite finali furono di ben 134 unità.
In genere si trattava di scafi ben costruiti ma poco stabili in mare a causa del rapporto
larghezza-lunghezza che privilegiava quest'ultima in funzione di una maggiore velocità.
Il problema fu superato con l'imbarco di zavorra fissa ma a scapito di una diminuzione di
una parte degli armamenti aumentando però la dotazione di cariche di profondità.
In linea di massima,i caccia giapponesi si comportarono egregiamente nel corso del conflitto
pur non essendo dotati di apparecchiature elettroniche AS in grado di competere con gli
antagonisti d'oltre oceano. Il loro punto forte fu certamente il siluro "LONG LANCE" ritenuto
da tutti decisamente il miglior siluro delle marine implicate nel conflitto e l'eccellente addestramento al combattimento notturno che in qualche misura compensava la carenza predetta.
Altre unità leggere furono i KAIBOKANS,equivalenti delle fregate europee,e i CHIDORI piccoli ma velocissimi, dal dislocamento pari a quello delle corvette.
In campo sommergibilistico,il Giappone mise in linea la più diversificata flotta di sottomarini della Seconda guerra mondiale :
i Kaiten,molto simili ai Neger e Biber tedeschi e i Kairyu , mini-sommergibili costruiti per missioni specifiche, sommergibili di grande crociera (molti dei quali trasportavano un aereo), sommergibili a elevato spunto di velocità in immersione (25 nodi)
con il tipo N (non prodotto in serie) e sommergibili incrociatori ,fra cui l' I-400,il più grande di tutte le marine.
Globalmente, nonostante le loro capacità tecniche, i sommergibili giapponesi non ebbero un gran successo. Vennero spesso usati in ruoli offensivi contro navi da guerra, piuttosto che contro navi mercantili.
Nel 1942 i sommergibili giapponesi riuscirono ad affondare due portaerei di squadra, un incrociatore ed alcuni cacciatorpediniere,più altre navi e a danneggiarne diverse.
Ma,a mano a mano che le flotte Alleate venivano rinforzate e riorganizzate, non furono in grado di mantenere buoni risultati.
Verso la fine della guerra vennero invece usati per trasportare rifornimenti alle guarnigioni sulle isole.
I primi modelli non furono molto manovrabili in immersione, non potevano raggiungere grandi profondità e mancavano di radar. Durante la guerra anche unità che erano state equipaggiate con un radar furono in alcuni casi affondate grazie alla capacità del radar USA di rilevare
le loro emissioni.
Gli aerei che scortavano i convogli con funzioni AS erano dotati del JIKITANCHIKI,una sorta di rilevatore delle anomalie magnetiche generate dagli scafi dei sommergibili immersi ; una volta individuato,si accendeva una spia rossa sul cruscotto del pilota, il quale sganciava un barattolo con polvere d'alluminio per marcare la zona.I passaggi venivano effettuati ancora per 3-4 volte con diverse provenienze,fino a delimitare un cerchio con al centro la presunta posizione del sommergibile,sulla cui verticale venivano sganciate le bombe.Un sistema un po' artigianale se vogliamo ,soprattutto se comparato alle tecniche e ai metodi degli alleati.
Dal dopoguerra ad oggi,sono stati fatti progressi enormi nel settore e la nostra stessa Marina,delegata in ambito NATO a operazioni prevalentemente AS, ha rinnovato la sua vocazione con alcune unità progettate espressamente ; la 2ª GM ha però messo in luce una nuova e potente arma : l'aviazione in genere e quella navale in particolare,al punto che oggi ,distinguere un cacciatore da una preda è piuttosto difficile dacchè sono ruoli abbastanza sovrapponibili.

Guglielmo LEPRE (Etna)

Bibliografia:
-- La guerra nel Mediterraneo Vol VI (ex Tomo I) dal 10/6/40 al 30/9/41 USMM
-- Almanacco Storico Navi militari USMM Giorgerini-Nani 1861-1995
-- Uomini sul fondo di G.Giorgerini Mondadori 1994
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CC.Ryno
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Re: CACCIATORI E PREDE

Messaggioda CC.Ryno » 15/12/2016, 1:27

Grazie Guglielmo,molto interessante e come sempre scritto bene ,
ciao GU


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