M-200 Mest classe Malyutka serie XV (senza successi)

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Lupodimare
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M-200 Mest classe Malyutka serie XV (senza successi)

Messaggioda Lupodimare » 08/03/2020, 12:03

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CLASSE MALYUTKA
L’introduzione della classe Shchuka aveva dato inizio ad una base di partenza per costruire una forza sottomarina che fosse numericamente imponente. In congiunzione a tale progetto, I Sovietici intrapresero quello della classe Malyutka che presentava una serie di novità. Per la prima volta ci si basava su un design interamente originale, che mirava ad una classe di battelli costieri di piccole dimensioni. La classe Malyutka (il cui nome significa “bambino” o “piccolo”) rispondeva ad una serie di necessità: innanzitutto viste le ristrettezze nei vari mari intorno alle coste sovietiche, i battelli rispondevano a capacità di intervento rapido e a breve termine. La costruzione degli scafi era stata progettata in modo semplice, così da consentire una rapida separazione in blocchi per poter trasportare le unità da un mare all’altro via treno: tale capacità venne sfruttata durante il conflitto anche se con scarso effetto (il trasferimento di battelli dal Pacifico al Mar Nero, giunse troppo tardi. Più utile fu il trasferimento di battelli completati nei porti del tranquillo Mar Caspio fino al circolo Artico).
Le limitazioni intrinseche del battello comunque ne limitavano le capacità: era armato con solo un cannoncino da 45mm e soprattutto era dotato solamente di due siluri: tale limitazione di fatto costringeva il battello al rientro dopo ogni lancio.
Pesanti furono le perdite in azione (specie su mine), ma esse furono causate dall’uso intenso poiché in realtà gli scafi dimostrarono una resistenza inaspettata per le dimensioni.
In misura secondaria molti battelli non poterono essere utilizzati proprio a causa dell’autonomia: nel Baltico, con la flotta ristretta nel Golfo di Finlandia, la classe Malyutka non aveva le prestazioni necessarie per seguire i battelli più grandi. Allo stesso modo i Malyutka si videro limitati in Estremo Oriente a brevi missioni di pattuglia.

Già poco dell’Operazione Barbarossa, la Flotta Sovietica si era resa conto delle limitazioni generali della Classe Malyutka ed intraprese un nuovo programma costruttivo che cambiò radicalmente la classe. La variante XV venne caratterizzata da un aumento della lunghezza di cinque metri e della stazza del 35% consentendo di imbarcare 4 siluri anziché due, incrementando alcune prestazioni (un nodo e mezzo in più in superficie, 10 metri aggiuntivi di immersione). Pur preservando la possibilità di essere trasportato via locomotiva, lo scafo guadagnò anche in termini di stabilità. Questa variante vide solo un uso limitato durante il conflitto poiché di molti battelli era stata avviata la costruzione solo tra 1940 e 1941, tuttavia essa ebbe un grande successo nel dopoguerra, venendo anche esportata in Bulgaria, Polonia, Cina ed Egitto.



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M-200 Mest (= Vendetta)
Allo scoppiare del conflitto il battello era ancora in fase di costruzione (ad Ottobre 1941 era al 60%) e si decise il trasferimento dello scafo nel Mar Caspio che poté essere effettuato solo in Agosto 1942. I lavori continuarono lì e il battello entrò in servizio temporaneo nella Flottiglia del Caspio il 29 Marzo 1943. Il mese successivo si decretò il trasferimento alla Flotta del Nord, che venne avviato ancora prima della formalizzazione del comando ufficiale!
Giunto a Severodvinsk via treno, venne aggregato alla flotta del Nord il 28 Maggio 1943

Il 18 Giugno 1943 il battello ricevette un nome ufficiale “Mest’” (“Vendetta”). Allo scoppiare del conflitto, l’abitudine di assegnare nomi individuali era decaduta ma pian piano venne ripresa. Nel caso dello M-200 il nome venne assegnato in omaggio a Lyubov Lobodenko, istruttrice commissaria politica della Flotta del Nord che scrisse una lettera per organizzare una raccolta fondi per completare il battello: nella lettera citava la morte del marito (anch’egli commissario politico della Flotta del Nord, morto a bordo del cacciatorpediniere Stremny il 20 Luglio 1941), del fratello caduto in Ucraina e del padre ucciso a Kronstadt.

La prima missione operativa dello M-200 ebbe inizio a Dicembre 1943, senza avvistare naviglio.

La seconda campagna fu più movimentata: prese parte all’operazione combinata RV-1 posizionandosi nel Tana Fjord. Dovendo caricare le batterie in superficie il 23 Gennaio 1944, emerse ad appena 25 metri di distanza da una unità tedesca in condizioni di fitta nebbia: non è chiara la sua identità perché si trattava o della nave pattuglia NKi-11 “Kirkenes” o della V-6108 che stava scortando il mercantile Fehenheim. L’unità tedesca aprì immediatamente il fuoco di superficie, seguito quindi da lancio di cariche di profondità. Il battello non riportò danni ma l’episodio mise cautela all’equipaggio che per il resto della campagna si avvicinò alla costa nemica solo durante ore diurne.

La terza campagna alla fine di Febbraio 1944 fu nel contesto dell’operazione combinata RV-2, nuovamente a Tana Fjord. La missione venne frustrata da cattive condizioni metereologiche e scarsa visibilità, rischiando la sera del 28 Febbraio di essere scaraventato dalla tempesta contro il relitto del mercantile Natal (spesso bersagliato da battelli sovietici perché scambiato per un bersaglio operativo).

La quarta campagna ebbe inizio con cambio di comandante: sullo M-200 giunse l’ex-commissario politico dello S-56, mentre il comandante del Mest venne trasferito allo S-104.
Con a bordo il comandante della 3a Divisione, pattugliò attorno Capo Sletnes e Capo Berlevog, avvistando brevemente una nave pattuglia nemica solo mentre era sulla via del ritorno e senza riuscire a sferrare attacchi. Il mese di Maggio venne caratterizzato da manutenzione tra cui l’installazione di nuove batterie e di un silenziatore di profondità “Octopus”. Dopo i lavori ebbe inizio una nuova campagna a Giugno, ancora in congiunzione con le operazioni combinate (in questo caso la RV-5), ma nonostante indicazioni di ricognizione aerea non avvistò bersagli.

L’ultima missione di guerra dello M-200 avvenne durante l’operazione combinata RV-6. Sfruttando questa volta le informazioni della ricognizione aerea, il Mest avvicinò un convoglio avvistato il 15 Luglio 1944: dopo aver superato la scorta, il battello tentò di operare con il sonar ma l’eccessivo rumore e la presenza di tante navi del convoglio causarono non pochi problemi. Il comandante decise per l’osservazione visiva con periscopio: l’operatore sonar riuscì probabilmente a salvare il battello allertando dell’immediato approcciarsi di navi pattuglia e il Mest lanciò i siluri prima di immergersi. L’immersione era avvenuta appena in tempo perché venne seguita dal lancio di 24 cariche di profondità da parte della nave pattuglia V-6110, senza però infliggere danni. Al ritorno alla base il Mest riportò l’esplosione avvertita dopo il lancio dei siluri ipotizzando la vittoria, ma curiosamente il comandante stesso per una volta si dimostrò cauto e chiese se l’aviazione potesse confermare. Gli scrupoli del comandante non vennero ascoltati e si assegnò la vittoria (per ragioni non chiare, essa venne “raddoppiata” nella letteratura sovietica dell’immediato dopoguerra, indicando erroneamente due bersagli affondati).

La guerra sottomarina nell’Artico era conclusa e il battello rimase inattivo fino a lavori di ammodernamento con nuove apparecchiature.
Ad Aprile 1945 si decise il trasferimento nel Baltico, giungendovi a Luglio quando ormai la guerra in Europa era finita.
Il Mest continuò a prestare servizio nella Flotta del Baltico, registrando anche un terribile incidente il 21 Novembre 1956: durante una navigazione di trasferimento da Paldiski a Liepaja, venne speronato accidentalmente dal cacciatorpediniere Statny, affondando con la morte di 28 membri dell’equipaggio (i salvarono in 6, tra cui il comandante che si trovava in torre). Il battello venne in seguito recuperato, riparato e tornò in servizio come unità addestrativa nel 1957 per poi però essere ritirato dal servizio e smantellato nel 1958


Complessivamente lo M-200 aveva preso parte a 6 campagne durante il conflitto, effettuando però un singolo attacco con siluri senza successo.







FONTI:
La maggior parte del testo è una traduzione dal sito http://www.sovboat.ru
Molte delle foto provengono dal sito. Altro materiale e informazioni/correzioni proviene da wikipedia, il sito navypedia, il forum forum.axishistory, il sito u-boat.net (meno affidabile), e sopratutto il forum russo tsushima.su.
L'autore di base di riferimento per le sopracitate fonti è Miroslav Morozov il più moderno e autorevole autore contemporaneo specializzato sulla Flotta Sovietica).

NOTA:
Correzioni, suggerimenti, aggiunte, come anche pareri o commenti o domande dettate da curiosità sono estremamente benvenuti.

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