Lembit (ex-Estone)

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Lupodimare
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Lembit (ex-Estone)

Messaggioda Lupodimare » 11/04/2020, 23:31

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I due battelli Kalev e Lembit erano stati costruiti su progetto originale in cantiere britannico (Vickers-Armstrong) per la Marina Estone e ne rappresentavano il più potente assetto dell’immediato periodo anteguerra.
I fondi necessari per la loro costruzione erano stati raccolti dalla vendita di due ex-cacciatorpediniere russi acquisiti dagli Estoni durante la Guerra Civile Russa, e i due battelli divennero ben presto una componente essenziale dei piani di difesa della piccola nazione Baltica nel decennio immediatamente precedente alla Seconda Guerra Mondiale.
Essi erano stati progettati con una struttura rinforzata per la navigazione attraverso il mare ghiacciato ed erano stati dotati di un armamento misto che includeva la capacità di posare 20 mine di origine britannica (questo dettaglio, che rendeva incompatibile la posa di mine sovietiche, causò problemi alla Marina Sovietica).
Nonostante piani difensivi, coordinati con la Marina Finlandese, nulla venne fatto dal punto di vista militare contro l’annessione Sovietica nel 1940 e i due battelli vennero incorporati alla Flotta del Baltico che ne apprezzò le buone qualità generali.



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Lembit ( = nome di un antico re estone)
Entra in servizio nella Marina Estone il 14 Maggio 1937. Nella notte tra il 17 e il 18 Settembre 1939 membri dell’equipaggio del Lembit vennero coinvolti in un incidente causato dall’arrivo del sottomarino polacco Orzel, che era giunto a Tallinn il 14 Settembre a seguito dell’Invasione tedesca in Polonia. Le autorità estoni dichiararono l’internamento del battello ma i polacchi decisero per la fuga notturna, disarmando e prendendo prigionieri due membri dell’equipaggio del Lembit che erano stati posti di guardia.
Il 21 Ottobre i due marinai vennero fatti sbarcare dall’Orzel (che riuscirà a raggiungere il Mare del Nord e l’Inghilterra con successo), su di un canotto con il quale raggiunsero la terraferma.

Con l’annessione dell’Estonia all’Unione Sovietica il Lembit venne incorporato nella Flotta del Baltico il 19 Agosto 1940. 5 membri dell’equipaggio estone originario rimasero in servizio a bordo del battello. Curiosamente, il Lembit (come il gemello Kalev e i due battelli ex-lettoni anch’essi incorporati nel 1940), mantenne il suo nome senza ricevere l’assegnazione di un codice standard sovietico.

Allo scoppiare del conflitto con la Germania, il Lembit era operativo a Libau ma il rapido arretramento del fronte a causa dell’Operazione Barbarossa causò un frettoloso ripiegamento in porti più sicuri, fino a giungere a Kronstadt il 5 Luglio. Venne inviato comunque rapidamente in missione ad Agosto, incappando in una pesante tempesta che causò diversi danni e problemi: gli sforzi di tre membri dell’equipaggio in particolare evitarono il peggio e permisero al battello di proseguire la missione. Il 17 Agosto, il Lembit posò il suo primo campo di mine presso Capo Arkona per poi rientrare alla base. Diverse fonti post-belliche indicarono una serie di affondamenti nel 1942 causati dagli stessi sbarramenti difensivi tedeschi o da mine avio-lanciate britanniche, come potenziali vittorie del Lembit (mercantili Starke, Orkan e Kathe O.). Lo sbarramento deposto dal Lembit in realtà era stato lasciato al di fuori della rotta di navigazione.

Nell’Ottobre del 1941 il Lembit effettuò una missione di pattuglia e di osservazione delle forze nemiche al di fuori di Kronstadt, le informazioni raccolte portarono ad un bombardamento costiero presso Narva effettuato dallo S-7. Una nuova vera e propria campagna offensiva la si ebbe a Novembre dove il Lembit consumò le ultime mine rimaste di fabbricazione britannica che potevano essere deposte dal battello (le mine sovietiche erano incompatibili). Il campo, deposto in acque finlandesi, è a volte indicato come responsabile dell’affondamento della motobarca posamine Paukku e della motobarca dragamine Kuha-3: ma la prima in realtà affondò per tempesta, e la seconda rimase danneggiata su mine deposte da piccoli cacciasommergibili sovietici. Anche la motobarca posamine Porkkala a volte è indicata come vittima del Lembit ma anche in questo caso essa affondò su mine deposte dai cacciasommergibili sovietici (i Finlandesi recuperarono e ripararono il battello, ma l’intero equipaggio di 32 uomini era perito nell’affondamento).

Al rientro alla base, il Lembit iniziò lavori di manutenzione, resi estremamente difficili dalle dure condizioni del primo inverno dell’Assedio di Leningrado. Il capanno dove si effettuavano lavori venne spesso danneggiato e mancava di elettricità e riscaldamento: l’equipaggio prese parte attiva ai lavori. Per risolvere il crescente problema del freddo (con congelamento dei macchinari, vennero utilizzate delle stufe per convogliare calore all’interno dello scafo. Vista l’assenza di mine disponibili, gli scompartimenti per le armi vennero riconvertiti in depositi extra di carburante.

I lavori e una successiva fase di addestramento dell’equipaggio si protrassero fino ad Aprile, per poi prendere parte ad Agosto alla seconda ondata di battelli inviati per l’offensiva del 1942 oltre il Golfo di Finlandia. Dopo aver superato gli sbarramenti nemici posti all’ingresso del Golfo, il Lembit giunse nella zona operativa, ma a seguito di una emersione accidentale venne avvistato da postazioni costiere Svedesi che inviarono protesta all’ambasciata Sovietica. Il primo attacco venne comunque effettuato solo il 4 Settembre con l’esplosione di due siluri avvertiti e si ritenne di aver conseguito una vittoria (il convoglio tedesco avvistò la scia di un siluro che esplose in acque basse). Cinque giorni dopo dovette immergersi quando una nave pattuglia tedesca tentò una manovra di speronamento, quindi il 13 Settembre altri due siluri a vuoti vennero lanciati contro un convoglio. Quella sera il Lembit ricevette ordine di rientro anche se il comandante ritardò di un giorno per permettere la completa ricarica delle batterie.

La decisone del ritardo fu proficua anche se rischiò di essere letale: il 14 Settembre il Lembit lanciò due siluri contro un convoglio, centrando il mercantile tedesco Finnland (5281 GRT) che in quel momento stava trasportando soldati in licenza. Complessivamente perirono in 10 mentre altri 89 rimasero feriti, la nave affondò in acque basse a 11 metri di profondità consentendo il recupero e il ritorno al servizio nel 1943 (per poi affondare per bombardamento aereo nel 1944).

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Le navi pattuglia V-302, V-307 e V-310 lanciarono una cinquantina di cariche di profondità che causarono seri danni al Lembit. Si verificò sia una falla sia un principio di incendio che causò 6 feriti tra cui il comandante. Il Lembit rimase sul fondale per 10 ore per contenere i danni, riducendo al minimo anche l’afflusso di ossigeno per evitare il generarsi di nuovi incendi con conseguenti disagi all’equipaggio. Il Lembit comunque riemerse al calar delle tenere senza essere avvistato.
Le disavventure non erano finite, perché tre giorni dopo mentre riemergeva per ricaricare le batteri venne brevemente cannoneggiato da una nave pattuglia. Il 18 infine le navi pattuglia finlandesi VMV-2 e VMV-13 lanciarono cariche di profondità mentre nella serata dello stesso giorno il Lembit ebbe anche un’arenamento accidentale anche se rapidamente risolto, per poi giungere a Lavensaari e quindi a Kronstadt il 22 Settembre.

Il comando sovietico apprezzò grandemente la missione del Lembit e diede merito all’equipaggio sia della vittoria conseguita sia degli sforzi per sopravvivere in condizioni critiche. L’intero equipaggio venne decorato anche se il comandante non ricevette il titolo di Eroe. In ogni caso il Lembit divenne abbastanza famoso nella propaganda bellica di Leningrado dedicatovi un reportage. L’Ammiraglio Kuznetsov stesso fece visita al battello a Novembre 1942, poco prima della messa in riparazione. Vista l’inziale funzione posamine che non poteva essere effettuata con mine di produzione Sovietica, si decise la modifica e il ri-adattamento: alla fine però mine di produzione Britannica vennero rese disponibile tramite gli accordi Affitti&Prestiti, quindi il Lembit dovette subire ulteriori lavori per eliminare le modifiche rese inutili.

Il 1943 ebbe inizio con l’impenetrabile chiusura dal parte del nemico del Golfo di Finlandia (grazie ad estesi campi minati e a reti metalliche anti-sommergibile). Dopo aver perso diversi battelli, si decise di sospendere nuove missioni. Il Lembit occupò il tempo in sessioni di addestramento, durante le quali la canna del cannoncino da 40mm Bofors si danneggiò irrimediabilmente senza poter avere un immediato ricambio da sostituire. Una nuova canna venne ottenuta grazie ad un pezzo catturato sul Fronte di Karelia ai Finlandesi.

Con il cambio di alleanze della Finlandia nel Settembre 1944, I battelli sovietici poterono di nuovo operare per missioni offensive partendo dal territorio finnico. Ad inizio Ottobre il Lembit si un al D-2 e allo L-3 per questo ridispiegamento per poi iniziare immediatamente una campagna offensiva durante la quale si riscontrò come nonostante gli estesi lavori, il battello non fosse completamente pronto ed era affetto da diversi inconvenienti tecnici. Raggiunse comunque la zona di Kolberg dove depose un campo di mine avvertendo dopo soli 3 ore una esplosione (nulla viene indicato come affondato o danneggiato). L’unica vittoria confermata di questo campo, nonché l’unica conseguita dal Lembit tramite mine, è rappresentata dall’affondamento del peschereccio tedesco Spreeufer (216 GRT) colato a picco il 24 Novembre 1944.
A volte a questo campo vengono erroneamente assegnati i mercantili Eichberg ed Elie (vittorie dello L-21), Eberhard, Berlin, Dreichdrake, Lutehehorn e il dragamine M-421 (tutti affondati da mine britanniche avio-lanciate). Lo Schwanek invece viene erroneamente indicato come vittima a volte, ma affondò già nel 1941 su mina difensiva tedesca mentre il sommergibile U-547 venne gravemente danneggiato in Francia e non nel Baltico.

Continuando la missione, il Lembit avvistò la nave-bersaglio Hessen che navigava con le torpediniere T-33 e T-34 ma la velocità del bersaglio era eccessiva.
Più fortuna la si ebbe nella mattinata del 13 Ottobre ad est dell’isola di Bornholm: il Lembit lanciò inizialmente due siluri che ebbero malfunzionamenti, quindi ne lanciò una seconda coppia che riuscì a centrare e colare a picco il mercantile Danese Hilma Lau (2414 GRT) che stava trasportando un carico di carbone (nell’affondamento perirono 4 membri dell’equipaggio).
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Due giorni dopo, il 15 Ottobre, attaccò una nave non identificata che venne descritta come un dragamine: un primo siluro mancò o passò sotto il bersaglio e a seguito di un secondo lancio si avvertì una esplosione con presunta conferma visiva dell’affondamento. Non ci sono conferme da parte tedesca ed è possibile che il siluro sia esploso prematuramente ma potrebbe anche trattarsi dell’affondamento di un piccolo peschereccio mai identificato, pertanto la vittoria rimane non confermata. Informazioni sull’identità del bersaglio come il dragamine M-3619 sono errate.

Al rientro alla base il Lembit venne trasferito a Kronstadt per riparazioni per poi rientrare in azione all’inizio del mese di Dicembre. La nuova campagna si aprì con la posa delle mine ma esse vennero distrutte immediatamente dal “pathmaker” MRS-12. Il trasporto tedesco Dirschau a volte menzionato erroneamente come successo andò affondato in realtà nel 1942. L’11 Dicembre venne sferrato un attacco con siluri contro un convoglio ma senza esito: i siluri in realtà esplosero prematuramente e l’onda d’urto causò conseguenze al Lembit che si immerse fino a 62 metri di profondità. Durante il rientro alla base, il 14 Dicembre, il battello ebbe una collisione in immersione con un oggetto non identificato.
Benché l’evento inizialmente non suscitò troppo scalpore, nel dopoguerra la letteratura sovietica associò questo incidente con un ipotetico speronamento (e affondamento) del tedesco U-479 che era andato disperso nel Golfo di Finlandia ma tale ipotesi aveva scarso fondamento perché l’unità tedesca avrebbe dovuto fare rientro un mese prima. Il ritrovamento del relitto in tempi recenti ha dato conferma che esso era andato affondato su di una vecchia mina del 1941, mentre il Lembit ebbe probabilmente una collisione con un relitto affondato.

Rimasto inattivo per i primi mesi del 1945, il Lembit venne decorato con l’Ordine della Bandiera Rossa il 6 Marzo 1945

L’ultima campagna di guerra del Lembit ebbe inizio a fine Marzo 1945. Un campo di mine venne deposto il giorno 30, dal quale non ci furono vittorie confermate.
E’ possibile che la nave pattuglia tedesca Vs-343 sia andata affondata il 25 Aprile su queste mine perché essa venne semplicemente indicata come dispersa, ma non ci sono ad oggi ancora conferme né di ritrovamento di relitto né di documentazione per validare questa vittoria.
Altre simili unità vennero indicate come potenziali vittorie, ma la nave pattuglia Vs-1014 andò in realtà affondata da mine avio-lanciate il 18 Marzo, la Vs-301 venne affondata da aerei Sovietici a Pillau il 19 e il cacciasommergibili UJ-1108 era in realtà stato affondato dal K-3 nell’Artico.
Durante la campagna il battello ebbe alcune difficoltà tecniche, subendo inoltre massicci attacchi nemici con una ottantina di cariche di profondità il 6 e il 7 Aprile per poi tentare un attacco contro un presunto sommergibile nemico quello stesso giorno. Un’altra ottantina di cariche vennero lanciate da navi pattuglia anche il 9 Aprile, seguite da altri attacchi il giorno successivo che causarono alcuni danni. Nella notte dell’11 Aprile il comandante decise di averne avute abbastanza e decise per il rientro alla base.



Complessivamente il Lembit aveva effettuato 7 campagne durante il conflitto, sferrando 8 attacchi con 14 siluri lanciati che portarono a due vittorie confermate (Finnland e Hilma Lau) più forse un piccolo peschereccio. 5 campi di mine separati (per un totale di 100 mine) portarono ad un affondamento confermato (Spreeufer) ed uno non confermato (Vs-343)



Il Lembit venne ritirato dal servizio attivo il 17 Gennaio 1946 per essere utilizzato come battello addestrativo. Ricevette nei dieci anni successivi numerosi nominativi numerici diversi compiendo questo ruolo per poi essere cessare tale attività nel 1957. Scampato allo smantellamento, venne preservato fino al 1979 quando si organizzò il trasferimento a Tallin dove il 5 Agosto 1985 venne preservato come nave-museo. Curiosamente, a differenza di pochi altri battelli preservati a tale fine, esso venne mantenuto in mare e non venne trasferito a terra.

A seguito dell’indipendenza dell’Estonia, il Lembit venne ufficialmente incorporato nella Flotta della piccola Nazione Baltica il 2 Agosto 1994.
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Dopo un incendio a bordo con una vittima nel 2002, il Lembit ha subito un lungo processo di riadattamento ed è stato riconvertito come nave-museo a terra a partire dal 2012.





FONTI:
La maggior parte del testo è una traduzione dal sito http://www.sovboat.ru
Molte delle foto provengono dal sito. Altro materiale e informazioni/correzioni proviene da wikipedia, il sito navypedia, il forum forum.axishistory, il sito u-boat.net (meno affidabile), e sopratutto il forum russo tsushima.su.
L'autore di base di riferimento per le sopracitate fonti è Miroslav Morozov il più moderno e autorevole autore contemporaneo specializzato sulla Flotta Sovietica).

NOTA:
Correzioni, suggerimenti, aggiunte, come anche pareri o commenti o domande dettate da curiosità sono estremamente benvenuti.

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