Regio Somm.DA VINCI

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Regio Somm.DA VINCI

Messaggioda Comgrupsom » 04/09/2015, 15:06

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classe " MARCONI"

C.te Calda

28.06.41 M/cist. Auris(8030tn) - Inglese - siluro - Affondata



C.te Longanesi - Cattani

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28.02.42 P.fo Everasma(3644tn) - Lettone - siluro/cannone - Affondata

02.06.42 M/vel. Reine Marie Stuart(1087tn) - Panamense - siluro/cannone - Affondata

07.06.42 M/n Chile(6956tn) - Inglese - siluro - Affondata

10.06.42 M/n Alioth(5483tn) - Olandese - siluro/cannone - Affondata

13.06.42 P.fo Clan Mc Quarrie(6471tn) - Inglese - siluro/cannone - Affondata



C.te Gazzana-Priaroggia

02.11.42 P.fo Empire Zear(7009tn) - Inglese - siluro/cannone - Affondata

04.11.42 P.fo Andreas(6566tn) - Grecia - siluro/cannone - Affondata

16.11.42 P.fo Marcus Whitman(7176tn) - U.S.A. - siluro/cannone - Affondata

11.11.42 P.fo Veerhaven(5291tn) - Olandese - siluro/cannone - Affondata

14.03.43 P.fo Empress of Canada(21517tn) - Inglese - siluro - Affondata

19.03.43 P.fo Lulwrth Hill(7628tn) - Inglese - siluro - Affondata

17.04.43 P.fo Sembilan(6566tn) - Olandese - siluro - Affondata

18.04.43 P.fo Manaar(8007tn) - Inglese - siluro/cannone - Affondata

21.04.43 P.fo John Drayton(7177tn) - U.S.A. - siluro/cannone - Affondata

25.04.43 M/cist. Doryssa(8072tn) - Inglese - siluro/cannone - Affondata

OPERATIVITA’ DURANTE IL PERIODO BELLICO

1940
All’inizio del Secondo Conflitto Mondiale, dopo una breve attività in Mediterraneo, venne approntato per il trasferimento nella nuova base atlantica di Bordeaux;

Settembre- Secondo le disposizioni di Maricosom ed in coincidenza con i periodi della luna nuova, e del primo quarto, il giorno 22, salpa da Napoli. Gli ordini erano quelli di condurre la guerra al traffico in zone di operazioni situate nell’Atlantico centrorientale e poi raggiungere Bordeaux e riesce ad attraversare in immersione lo Stretto di Gibilterra cinque giorni più tardi, con mare calmo e visibilità buona, ultimandolo a notte fatta, senza aver incontrato difficoltà.
Il giorno successivo, ad un centinaio di chilometri dallo stretto, fu avvistato da due cacciatorpediniere di scorta ad un’unità di tipo imprecisato e, costretto ad immergersi, subì il lancio di alcune bombe, che però non gli procurarono alcun danno.
Da Vinci faceva parte di un gruppo di sei unità a cui era stato affidato il compito prioritario di intercettare il traffico che si svolgeva fra Freetown e l’Inghilterra, che secondo le notizie in possesso di Maricosom, era stato di recente spostato dal meridiano 20°00 W al meridiano 25°25’ W. L’area in cui si trovavano le zone di operazione era compresa all’incirca tra i paralleli di Vigo (Spagna) 42°00’ N, e di Mogador (Marocco) 32°00’N, ed i meridiani 16°50’W e 32°00’ W

Ottobre – Nel pomeriggio del 2 ottobre, l’unità al comando del CC.Ferdinando Calda, attacca in immersione e da distanza ravvicinata, il piroscafo passeggeri britannico Cilicia, (trasformato in incrociatore ausiliario). Fallito il lancio di due siluri, emerge per continuare l’azione con il cannone, ma si vede subito costretto a disimpegnarsi con immersione rapida per sfuggire al fuoco delle artiglierie della portaerei inglese Argus, non avvistata in precedenza a causa della fitta foschia. Nella fase iniziale dell’immersione udì gli scoppi di numerosi colpi di artiglieria in prossimità della torretta, e che andarono fortunatamente a vuoto: raggiunta la zona voluta, percepisce la vicina esplosione di due bombe, lanciate probabilmente da un aereo.
Il 5 ottobre entra nella zona a nord delle Azzore, e ed il giorno 8, dopo che era stato segnalato in uscita da Gibilterra un convoglio composto da quaranta piroscafi, l’unità riceve l’ordine di portarsi in zona operazioni per costituire, con altri, uno sbarramento sulla rotta nemica, al largo delle zone meridionali della Penisola Iberica. Raggiunto il settore assegnato, eseguì un attacco contro un grosso piroscafo, impiegando due siluri che, a causa dell’eccessiva distanza di lancio, non giunsero a segno. Si trattava probabilmente di una nave passeggeri che si allontanò comunque velocemente dopo aver aperto il fuoco contro il sommergibile.
Il comandante Calda avrebbe voluto inseguirla, ma desistette a causa della velocità nettamente superiore del piroscafo.
La sera del 12 ottobre Betasom, (su richiesta del Comando Superiore dei Sommergibili dell’Asse, “B.d.U”) nel tentativo di intercettare nuovamente il predetto convoglio, ordina a Da Vinci di portarsi a ca. 60 nm. dalla zona precedentemente occupata. Il telegramma con il quale venne comunicato l’ordine disponeva l’attacco in via prioritaria, ma anche questa volta il battello non avvistò il convoglio.
Nei giorni successivi vennero avvistati due piroscafi di elevato tonnellaggio, isolati e zigzaganti, ma gli attacchi non poterono essere portati a termine per la sfavorevole posizione di partenza.
Il 19 ottobre viene spostato da Betasom al largo di Lisbona, nel tentativo non riuscito di intercettare un convoglio di ottanta piroscafi che, secondo notizie di fonte tedesca, era atteso in quel porto verso il 24 del mese, proveniente da Glasgow. Il sommergibile rimase nelle acque portoghesi fino al 27 di ottobre, avvistando soltanto navi neutrali e un cacciatorpediniere che, a causa della luce diurna e per la grande distanza, non poté attaccare.
Rientra a Bordeaux il 31 ottobre.


Dicembre – In questo mese partirono da Bordeaux alcuni battelli, che d’accordo con B.d.U. dovevano partecipare alla guerra al traffico nell’area a ponente delle isole britanniche. Le zone di operazioni, comprese tra i paralleli 59°30’ N e 53°00’, N erano illimitate sia da ponente che da levante.
Il 21 dicembre anche Da Vinci parte da Betasom per portarsi verso l’area nordorientale, dove gli erano state assegnate due zone di operazioni, ed il 28 dicembre raggiunge quella situata più a sud.
Il 30 intercetta il segnale di Betasom che segnalava la presenza del piroscafo britannico Bodnant in gravi difficoltà, si mette sulla rotta per raggiungerlo, ma causa un errore sul calcolo della posizione (purtroppo il cattivo tempo aveva impedito la effettuazione di calcoli astronomici precisi) l’incontro non poté avvenire perché il nostro battello si portò in una zona sensibilmente più lontana.
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1941

Gennaio – Il 4 gennaio, il battello rilevato che l’area nella quale era stato fino ad allora in agguato non era attraversata da correnti di traffico, si sposta nella zona settentrionale, dove resta fino al giorno 12, senza però avvistare navi militari o mercantili.
Nelle prime ore del giorno 16, con mare agitato e luna piena, esegue un attacco contro una torpediniera, che navigava a velocità elevata, lanciando due siluri da una distanza di ca. 1000 m.ma fallì il bersaglio. l’unità nemica, individuato il sommergibile dalla scia dei siluri (resa più evidente dal chiarore lunare), ebbe il tempo di contromanovrare, ed evitando così di essere colpito ed anche di sferrare l’attacco, fortunatamente senza danni per il nostro. Per contro, DaVinci, regolando in modo adeguato la sua navigazione subacquea, riuscì a far perdere le sue tracce.
La sera del 20 gennaio attracca alla banchina della base di Bordeaux.

Marzo – Alla fine di questo mese, appare chiaro che il rendimento operativo dei sommergibili italiani, operanti alle alte latitudini dell’Atlantico settentrionale, non avrebbe mai potuto raggiungere quello degli u-boote alleati. Quindi il Comando supremo decide di riesaminare i criteri di reimpiego dei nostri battelli, considerando la convenienza di inviarli principalmente nell’Atlantico centrorientale e nella zona di Freetown. Si decide quindi di lasciare ad operare in quella zona solo quattro battelli tra i quali Da Vinci e venne assegnata ad essi una zona di operazioni che poteva estendersi anche a ponente del meridiano 25°00’W.
Il battello si porta in zona operazion il giorno 26, ma è costretto ad interrompere la sua missione ed a rientrare a Bordeaux a causa di una avaria (rottura di un cuscinetto del motore elettrico principale)

Aprile – Dopo aver riparato i guasti, Da Vinci riparte da Bordeaux il 3 aprile, per raggiungere due zone di agguato: la prima compresa tra i paralleli 57°00’ N, 55°00’ N ed i meridiani 21°00’ W e 27°00’ W, per agire offensivamente nella zona in cui il traffico nemico fosse stato più intenso. (scopo secondario della missione era anche individuare le zone focali nonché le rotte del traffico nemico)
L’11 aprile il nostro battello raggiunge la sua prima zona di agguato, dove però viene riscontrata una totale assenza di traffico. Il giorno 16 parte per portarsi nell’altra zona, dove nei giorni 21 e 22 manovra lungamente per raggiungere alcuni convogli segnalati da Betasom, che però non vengono avvistati.
Il 27, raggiunto il limite massimo dell’autonomia, lascia l’agguato per rientrare alla base atlantica.

Maggio – raggiunge Betasom il giorno 4 maggio, dove provvede a lavori di manutenzione e riparazione.

Giugno – riparte da Bordeaux il 18, per portarsi nella nuova zona di operazioni assegnata, situata tra Gibilterra, Madera e le Isole Canarie. Scopo della missione costituire era l’attacco al traffico nemico da e per Gibilterra.
Il 24 giugno avvista la portaerei Furious, diretta a Gibilterra con la scorta delle torpediniere Lance e Legion, ma non potè arrivare al lancio per la sfavorevole posizione di partenza.
Ha maggior fortuna il 28 giugno: avvista infatti la petroliera britannica Auris (8030 tsl), isolata, ed a notte fattala la affonda in 34°28’ N, 11°59’W, con quattro degli 8 siluri lanciati.

Luglio – Ai primi del mese, costituisce con altri battelli una linea di sbarramento tra la costa iberica e quella marocchina.
Il giorno 5 viene avvistato un primo convoglio, composto da due grossi piroscafi scortati da un incrociatore e quattro cacciatorpediniere, ma Da Vinci non riesce a pervenire al lancio, anche perché la velocità della formazione ed un certo ritardo nella trasmissione del segnale di scoperta n on permisero a Betasom di concentrare nuovamente i sommergibili sul convoglio che proseguì indenne.
Il secondo convoglio (10 piroscafi scortati da cacciatorpediniere) sfuggì al battello il giorno 8, nonostante lo sbarramento a maglie strette predisposto con altre unità all’incirca lungo il meridiano 13°00’. Il medesimo giorno riceve da Betasom l’ordine di portarsi verso levante per contribuire all’ascolto idrofonico ed alla esplorazione della zona di probabile transito di un terzo convoglio (20 piroscafi con scorta di cacciatorpediniere) che era transitato fin dalle h.9.00 del mattino nella zona di Capo Tariffa, ma questo contrariamente alle previsioni era diretto a NW invece che a ovest, quindi riesce ad eludere le ricerche dei sommergibili ed anche degli aerei, che saranno ripetute fino al 15 luglio invano.
Il 18, quando viene avvistato un quarto convoglio, Da Vinci non è più in grado di partecipare alle ricerche per raggiunti limiti di autonomia ed è perciò costretto ad abbandonare l’agguato.

Settembre – nuova azione predisposta da Betasom per l’attacco al traffico convogliato facente capo a Gibilterra ed al traffico isolato a NE delle Isole Azzorre e lungo le coste iberiche, da Capo Finisterre a Capo S.Vincenzo.
Da Vinci, con altri battelli, sta in agguato nella zona a ponente dello Stretto fin dal giorno 11, con largo anticipo sul passaggio del convoglio, perché il servizio informazioni tedesco né aveva segnalato la partenza fin dal giorno 13.
La partenza reale del convoglio avvenne invece solo alle h.18.00 del 17 settembre, e Betasom predispose che i sommergibili effettuassero i primi attacchi a partire dal tramonto del giorno 18. Da Vinci quindi si porta sul luogo previsto del passaggio nemico per le h.2.00 del 19, come da ordini ricevuto per costituire con gli altri battelli del gruppo uno schieramento a maglie strette, ma il previsto incontro non avviene.
Alle h.11.57 dello stesso giorno, viene attaccato da un aereo tipo “Consolidaded” in 35°17’N, 10°37’W, e sostenne in superficie un lungo combattimento dal quale però uscì indenne.
Intanto il convoglio il giorno 21 era giunto 500 nm. a ponente di Lisbona, tallonato dal nostro battello che però il giorno successivo, lo perse di vista. Soltanto il mattino successivo riuscì a ristabilire un contatto e lo mantenne fino alle h.20.30, ma con la navigazione disturbata dal mare grosso che non gli consentiva di tenere una velocità più elevata di 7/8 knt.anche anche se venne a trovarsi in buona posizione, non riuscì a portarsi all’attacco. Il C.te Calda vide all’orizzonte i bagliori dei colpi illuminanti e dei bengala, e le vampe dei cannoni ed alle h.2.56 avvistò una nave capovolta con vicino una corvetta che gli girava intorno.
Poi le condizioni del mare peggiorarono ancora, ed il convoglio, fu nuovamente perduto.
Alle h.9.05 del 24, giunto al limite dell’autonomia di combustibile, il sommergibile dovette abbandonare le ricerche ed dirigere verso Bordeaux.

Novembre – Betasom decide di sperimentare per la prima volta un dispositivo di ricerca a rastrello con tre sommergibili distanziati tra loro di 40 nm.: i tre battelli, con l’unità centrale avanzata di 120 nm. rispetto alle altre due, avrebbero dovuto percorrere rotte parallele ed agire tra loro in stretta cooperazione.
B.d.U prescrisse comunque che i sommergibili italiani non avrebbero dovuto portarsi ad ovest del meridiano 30°00’W, per non interferire con le operazioni del naviglio tedesco di superficie.
Da Vinci, con il nuovo C.te CC Luigi Longanesi Cattani partì da La Pallice il 19 novembre, passando con gli altri battelli del suo gruppo tra le isole Fayal e Flores dell’arcipelago delle Azzorre.
La manovra a rastrello non produsse però alcun avvistamento e fu interrotta il 29, su richiesta di B.d.U, che volle far partecipare i sommergibili italiani alla ricerca ed all’attacco di un convoglio avvistato con rotta a sud 170 nm.ca. a settentrione dell’Isola Flores.

Dicembre – Nella nuova zona di agguato non si perviene ad alcun avvistamento e le ricerche vengono sospese. I battelli riprendono la formazione a cuneo prevista dalle disposizioni iniziali.
Il 2 dicembre, Da Vinci, che fin dalla partenza aveva sofferto inconvenienti alla manovra oleodinamica dei timoni orizzontali, fu costretto a lasciare l’agguato e ad iniziare la navigazione di ritorno.
Nella notte tra il 3 ed il 4, avvista un convoglio diretto a nord (probabilmente l’ “SL-93”proveniente da Freetown) ca. 300 nm. a nord dell’isola San Miguel, ma causa i già citati problemi tecnici, non poté effettuare alcun tentativo di attacco.........

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