Regio Somm.PLATINO

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Regio Somm.PLATINO

Messaggioda Comgrupsom » 08/09/2015, 15:07

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Classe "600" serie "PLATINO" (Tipo Bernardis)

onsegnato il 2 ottobre 1942, venne dislocato ad Augusta al Comando del TV Innocenzo RAGUSA.
Il 3 gennaio 1942 effettuò la sua prima missione di agguato nelle acque di Malta , rientrò alla base senza avere contatti.
Dopo ulteriori missioni , il 15 marzo si portò, partendo da Augusta , nelle acque di Gaudo e giorno 17 venne attaccato da un aereo Blenheim, con 3 bombe .
La pronta reazione di fuoco, fecero desistere al velivolo l'attacco che nelle scontro venne colpito.
Il 13 novembre 1942 , al Comando del TV Roberto RIGOLI , penetrò nella baia di Bougie e lanciò 4 siluri contro un piroscafo alla fonda.
A causa del basso fondale alcuni siluri si insabbiarono mentre almeno uno andò a segno, l'esito non fù accertato.
Risultò in seguito che l'azione portò al danneggiamento del piroscafo Narkunda di 16.632 t.
Al Comando del TV Vittorio PATRELLI CAMPAGNANO , avvistò verso la mezzanotte del 29 gennaio 1943 , un convoglio scortato , in navigazione nelle acque di Capo Carbon .
Portatosi prontamente all'attacco , alle 0017 del 30 lanciò 4 siluri .
L'esito dell'attacco non potè essere rilevato per la caccia immediata che si scatenò.
In seguito si ebbe la certezza che nell'azione andò perduta la Corvetta Samphire di 1015 t.
Il 17 febbraio l'unità avvistò presso Capo Bougaroni , un convoglio scortato , l'attacco con il lancio di 4 siluri non venne accertato.
L'8 settembre 1943 il Platino , in ottemperanza agli ordini si diresse a Bona.


Caratteristiche Tecniche

Cantiere: O.T.O.-La Spezia
Impostato: 20-11-1940
Varato:01-06-1941
Consegnato: 02-10-1941
Radiato: 18-10-1946
Dislocamento
Sup. 712 t.
Imm. 865 t.

Dimensioni
Lungh. 60,18 m.
Largh. Max 6,475 m.

Motori:
2 motori diesel TOSI + 2 motori elettrici ANSALDO.
1 batteria di accumulatori al piombo composta da 104 elementi.

Potenza complessiva:
motori a scoppio 1500 hp.
Motori elettrici 800 hp.

Velocità max in superficie: 14 knt.
Velocità max in immersione: 7,5 knt

Autonomia in superficie:
2300 nm. a 14 knt.
5000 nm. a 8,5 knt.

Autonomia in immersione:
7 nm. a 7 knt.
80 nm a 3 knt.

Armamento:
4 tubi lanciasiluri AV da 533 mm.
4 tubi lanciasiluri AD da 533 mm.
8 siluri da 533 mm.
1 cannone da 100/47 mm.
2 mitragliere binate da 13, 2 mm.
149 proiettili per il cannone

Equipaggio:
4 ufficiali, 40 tra sottufficiali e marinai

Profondità di collaudo:80 m.

Coefficiente di sicurezza relativo alla sollecitazione massima riferito al limite di elasticità del materiale: 3
Fonti:"Sommergibili italiani" di A.Turrini e O.Miozzi - USMM

C.te Sonar (Sandro)

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Re: Regio Somm.PLATINO

Messaggioda Comgrupsom » 08/09/2015, 15:10

Affondamento del Narkurda (racconto di Sandro Belvedere)



Il 7-11-1942 il "PLATINO" parte da Cagliari per la sua decima missione di guerra al comando del T.V.. Roberto Rigoli : destinazione la rada di BOUGIE sulla costa algerina. La rada è caratterizzata da bassi e infidi fondali e da una nutrita sorveglianza costiera e navale.Di seguito trascrivo il rapporto che il comandante Rigoli inoltrò dopo la violazione della rada e l’affondamento del piroscafo britannico “ NARKUNDA” di 16.642 ton. avvenuta il 13-11-1942. La cosa strana è che negli archivi italiani e inglesi il NARKUNDA venga dato solo come danneggiato e invece affondato da nostri bombardieri: certo su un fondale di quella portata non poteva finire completamente sommerso;i bombardieri ,di fatto,hanno colpito solo il relitto poggiato sul fondo. Ne mai gli alleati tentarono di recuperarlo trattandosi solo di un relitto.Sappiano gli storici che ,anche per questa azione, il PLATINO ricevette la medaglia d’argento così come è scritto nella motivazione ufficiale. Mi auguro che gli annali dell’ufficio storico della marina siano corretti al riguardo.

Ecco quindi quello che scrive il Comandante Rigoli(rapporto ufficiale allegato in fascicolo Platino)

“……….
01.31 Avvisto una corvetta con beta largo sulla sinistra, 30° a dritta della prora. Metto la prora sopra. L' unità nemica, però, stringe improvvisamente il beta e si avvicina fino a non più di m. 300. Non posso eseguire la rapida perché il rumore degli sfoghi d'aria e il ribollire delle acque fosforescenti mi avrebbero immediatamente denunciato. Dò ordine che si faccia il silenzio più assoluto. La corvetta mi gira attorno perché non ce la faccio più a seguirla con la prora. La fosforescenza mi sconsiglia di aumentare i giri delle eliche. Mi attendo ormai di essere scoperto, ma la corvetta invece si allontana lentamente verso costa. Ne approfitto per presentarle la poppa. Poiché però l'unità nemica giunta in costa inverte la rotta, alle
01.42 ordino la rapida immersione. Posa sul fondo a m. 30.
01.50 Emergo. Si vede chiaramente la corvetta che si allontana. Proseguo in affioramento con rapida allagata. I fondali diminuiscono fino a m. 20. Il piroscafo in fiamme della sera prima brucia sempre, ma le sue sovrastrutture sono crollate. Il suo bagliore impedisce di vedere però tutto ciò che sta dietro al piroscafo e minaccia di farmi scoprire dalle corvette che scorgo pendolare a lentissimo moto a poppa e sulla dritta. Odo varie battute di peritero, ma non me ne preoccupo perché sono a circa 2.000 m. dalla costa e su basso fondale. Questa navigazione nell'interno della rada al di dentro della linea di vigilanza si svolge nella massima calma, perché la sorveglianza pare interessarsi solo a ciò che avviene all'esterno.
02.13 Accosto a dritta perché non avendo un'idea esatta della posizione temo di andare su fondali molto bassi (siamo già a 19 metri). D'altra parte non ho ancora avvistato niente e desidero portarmi verso il porto piuttosto che nel fondo della rada.
02.33 Una corvetta sembra voler dirigere sulla mia unità. Fermo le macchine per la fosforescenza, ma poco dopo allarga il beta e si allontana.
02.35 Avvisto contro il massiccio di Capo Carbon una massa scura che riconosco per un grosso piroscafo. Una corvetta vi passa davanti dirigendo al largo. Manovro per attaccare il piroscafo che è alla fonda fermo. L' ombra della costa molto alta fa sì che da quel lato il buio è profondissimo. Non riesco a scorgere altri piroscafi benché debba essere proprio davanti al porto
03.14 Viene lanciato da un'unità navale all'esterno della rada un razzo illuminante. Subito dopo scorgo un insolito movimento fra le corvette di vigilanza esterna. Un c.t. dirige a forte andatura verso levante segnalando con testa d'albero. Altre unità rispondono. Una accende addirittura i fanali di via. Credo giunto il momento di lanciare approfittando del fermento nato all'esterno.
03.26 Su beta circa 90° a sinistra, distanza m. 1.000, lancio i siluri di prora a brevissimo intervallo fra di loro. Due sono regolati a m. 7 e due a m. 5. Vedo subito due delle scie che si interrrompono a circa m. 250 formando due grandi chiazze d'aria. Due siluri si sono infilati nel fondo. Al momento del lancio siamo a m. 17 di fondale. Gli altri due arrivano quasi contemporaneamente al centro del piroscafo. La vicinanza dalla costa e il fondale hanno fatto sì che lo scoppio è stato formidabile e il battello stesso ha sobbalzato fortemente. Si è vista una bassa vampa e una grande colonna di fumo mista a rottami. Il piroscafo colpito poco a poppavia della plancia, si piega prima in chiglia, poi evidentemente posandosi sul fondo, si raddrizza restando lievemente sbandato sulla Sn. I particolari del bersaglio malgrado la vicinanza non sono molto visibili data l'ombra del monte sull'acqua, ma si è potuto vedere trattarsi di un grosso piroscafo con un alto cassero e un alto castello, due corti e massicci alberi con picchi di carico, una grande plancia dalla sagoma rettangolare, al centro, un corto fumaiolo. Appena eseguito il lancio accosto tutto a dritta e dirigo per Nord, volendo raggiungere subito più alti fondali per immergermi. Le corvette e i cc.tt non paiono rendersi ben conto dell'accaduto perché continuano come prima a cercare all'esterno della baia e a segnalare. Suppongo siano occupati nella ricerca di qualche altro sommergibile. Poco dopo però avvisto una corvetta di prora con beta 0°. Mi viene addosso decisamente. Distanza intorno ai 1.000 m. Presumo sia la stessa passata davanti al bersaglio una mezz'ora prima e addetta alla vigilanza ravvicinata.
03.45 Rapida immersione. Decido di passare la linea di vigilanza esterna in immersione; ne ho tutto il tempo. La corvetta non mi ha avvistato perché non lancia nessuna bomba. Mi poso sul fondo (m.26) quindi, quando gli idrofoni danno la corvetta di poppa inizio lo spostamento verso Nord; avendo notato fin dalla sera prima una corrente notevole che porta verso Capo Carbon, metto rotta 20°.
05.43 Dopo accurato ascolto idrofonico emergo. Sono già fuori del Capo Carbon; noto che non mi ero sbagliato sulla corrente perché non sono affatto venuto più a levante. Avvisto subito diverse corvette lontane, ma tutte di poppa.............................................."



Ma veniamo a oggi.

Questo il rapporto del Comandante Rigoli. Per inciso , egli fu poi inviato in atlantico ,ove comandò il Barbarigo dopo Grossi.Qualche giorno fa mi sono recato c/o l’ Ufficio Storico della Marina Militare,con sede in Roma, per consultare ,tra l’altro, proprio il fascicolo del Platino.Comprenderete certo l’emozione di toccare con mano documenti e “carte”dell’epoca.Avevo la pelle d’oca.Leggere i rapporti, i telegrammi,guardare le schede,……vedere riportato su lucido dell’epoca gli schemi d’attacco utilizzati.!!!!

Ricorrendo la data dell’affondamento allego qui un documento di Supermarina e dell’Amm. Legnani. Nel primo di parla di una ricognizione aerea italiana effettuata lo stesso giorno dell’affondamento che evidenzia un piroscafo “semisommerso sul fianco“.Va precisato che ,da ricerca effettuata su internet, il giorno prima(12-11-1942) l’Aereonautica Tedesca aveva effettuato una missione proprio sulle unità alleate nella rada di Bougie ( Ju 88 del I/KG 60 partiti dall‘aereoporto di Elmas) cui probabilmente è da riferire il piroscafo in fiamme osservato dal Platino.
Allego anche il lucido dell’epoca ,trovato nel fascicolo del Platino,con la rotta seguita,le fasi di immersione/emersione con i rispettivi orari. E da sottolineare la scarsità di fondo in cui andò a operare il sommergibile.Nella parte del rapporto di Rigoli che non è qui postata si precisa che
I tratti in emersione più vicino alla costa erano stati fatti in affioramento con tutto il cannone completamente sommerso e appena di torretta fuori!!Ciò grazie anche alle condizioni ottime di mare.
Ricordo che i siluri vennero lanciati da circa 1000m in soli 17 m di acqua e che il piroscafo era in costa. Sarebbe potuto completamente sprofondare sott’acqua in così poco fondo??non si considerano affondate le unità inglesi nella missione di Alessandria,pur rimanendo visibili,grazie al basso fondo?
Il fatto che L’Ammiragliato britannico non confermi e non smentisca, è sufficiente a non dare come affondato dal Platino un piroscafo che di fatto lo è(16.642 ton, 177m di lunghezza x 21 di larghezza della compagnia inglese P&O) ?
Si continua a considerarlo danneggiato dal Platino o affondato dai bombardieri tedeschi

Mi riprometto di ricercare traccia delle foto scattate in ricognizione magari presso l’ufficio Storico dell Aereonautica.

Vorrei anche soffermarmi su quanto riportato dal II tomo del volume “Sommergibili italiani” di Turrini-Miozzi ed edito dall’ Ufficio Storico della Marina Militare,dove
alla pagina 696 riporta le ore 03.46 come ora del lancio dei siluri e afferma testualmente “ A causa del basso fondale alcuni siluri si insabbiarono,mentre almeno uno di essi andò a segno. L’esito non fu accertato.”
Come si evince dai documenti l’ora di lancio era le 03.26 e i siluri lanciati e che hanno colpito sono due; Il risultato fu accertato a vista.
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