Regio Somm.PERLA

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Regio Somm.PERLA

Messaggioda Comgrupsom » 08/09/2015, 14:55

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Il Regio Sommergibile Perla apparteneva alla classe “600”, una classe di piccoli battelli cosiddetti “costieri” che stazzavano non più di 600 t. di dislocamento in superficie.
Erano ottimi battelli, ben suddivisi internamente, robusti, e manovrieri, anche se non particolarmente veloci in superficie.
Erano inoltre costruibili in grande quantità anche da un’industria navale non particolarmente all’avanguardia, com’era quella italiana dell’epoca: infatti ne vennero costruiti ben cinquantanove, suddivisi in quattro serie, con pochissime varianti l’una dall’altra.
Perla fu il primo di una serie di dieci unità i cui nomi si riferivano tutti alle pietre cosiddette “dure”, semipreziose: infatti i suoi gemelli furono Gemma, Berillo, Diaspro, Turchese, Corallo, Ambra, Onice, Iride, Malachite.
La Storia…
Perla fu varato a Monfalcone il 3 maggio 1936 e l’8 luglio dello stesso anno entrò in servizio.
Venne dislocato ad Augusta nell’ambito della 35° Squadriglia Messina. Effettuò due crociere addestrative; la prima nel 1936 che lo portò a toccare vari porti del Mediterraneo, mentre durante la seconda (1937) operò prevalentemente in porti nazionali con rientro a Taranto da dove, nel 1938 venne inviato in Mar Rosso per l’addestramento nel clima caldo. Rientrò in Italia per una anno e nel 1940, quando scoppiò la guerra, lo ritroviamo dislocato a Massaua, al comando del TV Mario Pouchain.
Secondo le direttive iniziali, Perla sarebbe dovuto rimanere a Massaua durante le prime settimane di guerra in turno di riposo, ma il viceré Amedeo d’Aosta, in previsione di un’ampia azione terrestre contro la Somalia francese e britannica, chiese che fossero dislocati in zona operazioni due sommergibili in più di quelli già previsti. L’Ammiraglio Balsamo, Comandante della Base di Massaua non ebbe difficoltà ad aderire alla richiesta e designò per i nuovi agguati Perla e Archimede.
Perla lasciò Massaua nel pomeriggio del 19 giugno 1940 per portarsi nella zona operazioni assegnata, nel Golfo di Tagiura, entro un raggio di 15 nm. da Ras-El Bir: il suo compito era attacco ad unità da guerra e navi mercantili. Avrebbe dovuto rimanere in zona operazioni fino al 9 luglio, fatta salva la facoltà del Comandante di rientrare alla base prima del previsto se lo avesse ritenuto opportuno.
Dopo aver navigato in superficie sulla rotta di sicurezza del canale sud di Massaua, nella notte tra il 19 ed il 20 giugno, all’alba Perla si immerse e proseguì la navigazione in immersione.
Alle h.11.00 ci fu il primo incidente: un elettricista fu preso da un colpo di calore; venne curato con frizioni di ghiaccio, ma non riuscì a riprendersi del tutto e rimase in precarie condizioni fisiche per tutta la durata della missione. Sul momento il Comandante non dubitò che il malessere dell’elettricista potesse essere attribuito all’elevata temperatura che regnava all’interno del battello anche a causa del cattivo funzionamento dell’impianto di condizionamento dell’aria e ritenendo che qualche filtro potesse essere otturato, ordinò che si procedesse sia alle verifiche che alla manutenzione dell’impianto.
Pouchain era conscio che l’operazione avrebbe sicuramente provocato qualche perdita di cloruro di metile, ma secondo i dati tecnici in suo possesso, le conseguenze che il fluido refrigerante poteva avere sulla salute dell’equipaggio avrebbero erano minime; avrebbero potuto essere gravi solo a tassi talmente elevati da non poter essere raggiunti neppure se il gas dell’intero impianto si fosse scaricato completamente all’interno del battello. Poi era sua ferma intenzione portare a termine ad ogni costo la missione assegnata.....


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