Operazioni navali italiane nel Lago Ladoga.

Lupodimare
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Operazioni navali italiane nel Lago Ladoga.

Messaggioda Lupodimare » 20/01/2018, 11:10

Ripropongo un estratto/resoconto delle operazioni navali italiane nel Lago Ladoga, inizialmente pubblicato nel vecchio forum, dove si mettono in luce tutti gli scontri principali avvenuti tra il contingente italiano (costituito da MAS) contro naviglio Sovietico. Questo lavoro è frutto di un controllo incrociato con fonti e informazioni estere e non la semplice riproposizione di vecchie fonti nostrane ormai datate e tanto spesso ancora utilizzate in articoli e pagine negli ultimi anni.
Si ringrazia l’apporto fornito dai siti tsushima.su e axishistoryforum.com.

(NOTA: per gli interessati è anche presente in questo forum un riassunto degli scontri avvenuti nel Mar Nero:http://www.xmasgrupsom.com/public/Forum3/viewtopic.php?f=58&t=278).


15 Agosto 1942
MAS-528 e MAS-527 attaccano le cannoniere sovietiche NORA e SELEMDZHA, accompagnate dai piccoli caccia-sommergibili MO-199, MO-202 e MO-209. Benché fonti nostrane rivendichino l’affondamento di una cannoniera classe “Bira” ad opera della MAS-527, in realtà i siluri mancarono la SELEMDZHA, esplodendo sul fondale. A bordo della SELEMDZHA si ebbe comunque un ferito a seguito dei colpi provenienti dalle nostre unità mentre la MAS-527 subì un colpo diretto con danni più seri a seguito del fuoco di risposta. Questo scontro è stata l’unica occasione in cui un mezzo italiano abbia inflitto una qualche forma di danno a naviglio sovietico nel Lago Ladoga.
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Dipinto sovietico di una cannoniera classe "Bira" (o "Amgun", le differenze erano poche: si trattava di 11 scafi costruiti in Germania prima della guerra e ri-armati dai sovietici con varie combinazioni di armamento, di solito 2 pezzi da 100 o 130mm, in aggiunta a cannoncini da 45mm). Nonostante rivendicazioni italiane, solo 1 unità (la OLYOKMA) venne affondata a causa di un raid aereo tedesco nel Lago Ladoga nel 1941.




28 Agosto 1942
MAS-527 e MAS-528 attaccano un convoglio sovietico e la seconda unità rivendicò l’affondamento di una maona: il bersaglio era in realtà la cannoniera SHEKSNA che non subì danno a causa dell’esplosione del siluro sul fondale basso. La cannoniera rispose al fuoco ma non vi fu danno da ambo le parti.


1 Settembre 1942
MAS-529 si imbatte accidentalmente nella formazione composta dalle tre piccole caccia-sommergibili sovietiche MO-201, MO-213 e MO-215 attorno all’isola di Verkkosaari. I sovietici da qualche tempo avevano effettuato alcune incursioni nella zona e proprio le ultime due unità (in collaborazione con la MO-206) avevano catturato il 25 Agosto la motobarca E-32 con a bordo due finlandesi che erano stati presi prigionieri.
Lo scontro tra le tre unità sovietiche e MAS-529 si concluse con un colpo da 45mm a segno su quest’ultima con relativa fuga. Provvidenziale si rivelò l’intervento di aerei finnico-tedeschi che mitragliarono le tre unità costringendole al ripiegamento con danni leggeri e 6 marinai feriti.
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Foto della MO-215 che venne preservata come monumento.
I piccoli caccia-sommergibili classe MO-4 erano una diffusissima classe di unità "tuttofare" (solo occasionalmente impegnate nel loro ruolo originario, con solo un uboat effettivamente affondato da esse (lo U-250)). Benché buone incassatrici, queste unità difettavano nei cannoncini da 45mm: armi teoricamente potenti ma che dimostrarono solitamente difficoltà a centrare bersagli nemici in movimento ad alta velocità.



29 Settembre 1942
MAS-528 e MAS-529 attaccano un convoglio, in questa occasione senza rivendicare affondamenti. Il bersaglio non era un trasporto (come indicato da fonti nostrane) ma la cannoniera LACHTA.


10 Ottobre 1942
L’unico affondamento di un mezzo navale sovietico in scontro diretto nel Lago Ladoga lo si ebbe questo giorno quando la solitaria caccia-sommergibili MO-175 si imbatté accidentalmente in una flottiglia di motozattere armate tedesche che tentavano di raggiungere l’isolotto di Suho per un raid pianificato. La MO-175 affondò e nove prigionieri vennero presi dai tedeschi. A causa del cattivo tempo, la flottiglia tedesca (composta da membri della Luftwaffe) rientrò alla base.



22 Ottobre 1942
L’atto conclusivo della campagna navale sul Lago Ladoga da parte delle forze dell’Asse la si ebbe nella Battaglia di Suho.
Una flottiglia composta da motozattere tedesche (le pesanti SF-11, SF-13, SF-15, SF-17, SF-21, SF-23, SF-25, le leggere SF-12, SF-14, SF-22 e SF-26, i trasporti T-2, T-4 e T-6, una unità comando e una unità ospedale), sbarcò 70 soldati sul piccolo isolotto di Suho con l’obiettivo di distruggerne le postazioni di artiglieria e il faro. I tedeschi riuscirono a distruggere 2 dei 3 cannoni da 100mm, danneggiarono il faro ma non riuscirono ad espugnarlo e furono costretti a ritirarsi per le perdite subite: la scarsa conoscenza geografica del luogo (e l’inesperienza degli uomini della Luftwaffe) fecero sì che le chiatte SF-12, SF-13 e SF-26 fossero perdute per arenamento accidentale sugli scogli. La SF-21 affondò quando improvvisamente iniziò ad imbarcare acqua e con essa andò perduto il mezzo d’assalto I-6 (rimorchiato dalla chiatta). L’unico cannone sovietico sopravvissuto aveva piazzato un colpo diretto sulla SF-22 che subì gravi danni ma non affondò. Uno scontro navale coinvolse inizialmente il solo dragamine sovietico Tszcz-100 (un ex rimorchiatore finlandese) e la caccia-sommergibili MO-171. L’arrivo di una più forte formazione sovietica composta dalle cannoniere BIRA e SELEMDZHA, scortate da altre caccia-sommergibili, convinse i tedeschi a ritirarsi definitivamente.
Negli scontri navali e nel successivo (ma interrotto) inseguimento, entrambe le cannoniere sovietiche subirono danni leggeri (due feriti sulla SELEMDZHA), mentre un terzo ferito venne registrato sulla MO-198. I tedeschi invece subirono solo schegge sulle varie motozattere senza subire colpi diretti, ma appare probabile che i sovietici abbiano anche aperto il fuoco sulle motozattere arenate e che i tedeschi stessi avevano parzialmente danneggiato prima di abbandonarle. Complessivamente i tedeschi avevano subito 18 morti, 57 feriti (due in seguito deceduti), e 4 dispersi (morti sull’isola), i sovietici avevano subito meno perdite (6 morti, 23 feriti e 5 prigionieri) avendo combattuto una battaglia difensiva.
La partecipazione italiana a questa battaglia si limitò alla sola MAS-528 che non ebbe alcun scontro diretto coi sovietici (né venne da loro notata), la partecipazione di motosiluranti sovietiche (modello Tupolev G-5) benchè rumoreggiata da alcune fonti, è altresì negata da fonti sovietiche.
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Dipinto sovietico della battaglia raffigurante in primo piano il piccolo dragamine Tszcz-100, l'abbattimento di un velivolo tedesco è un evento fittizio.
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Foto di due delle motozattere tedesche abbandonate e ridotte in stato di relitto (notare i cannoni visibili sull'unità a destra): i Sovietici ne recuperarono una (quasi certamente assemblando componenti dai varie unità facendola entrare in servizio come DB-51.




*
BILANCIO:
Il fallimento tedesco a Suho e l’arrivo dell’inverno posero fine alla campagna navale sul Lago Ladoga.
Benché la partecipazione italiana in un teatro così lontano dal Mediterraneo sia rimarchevole, dal punto di vista pratico essa deve essere valutata come un sostanziale “nulla di fatto” dettato da una serie di problemi.
I Sovietici, benché sulla difensiva, non sottovalutavano la presenza nemica (anzi semmai la sopravvalutarono) e davano ampia scorta ai loro convogli con presenza di cannoniere (soprattutto le pesantemente armate “Bira”). Gli attacchi delle MAS avvennero di notte e le conseguenti detonazioni dei siluri sui fondali bassi vennero facilmente scambiate per irreali vittorie da parte delle unità che manovravano per disimpegnarsi dopo il lancio delle armi (la sovrastima di questo tipo di attacchi notturni è pratica comune da parte di unità tipo motosilurante di differenti marine in guerra nella seconda guerra mondiale).
Nonostante la mancanza di vittorie reali, le MAS si comportarono decisamente meglio della flottiglia di motozattere tedesche “Siebel” che registravano problemi di scarsa competenza navale (equipaggi provenienti dai ranghi della Luftwaffe) e la cui unica vittoria navale del 10 Ottobre 1942 fu frutto di un incontro puramente casuale in grande superiorità numerica. I “padroni di casa” Finlandesi, benché caratteristici per una grande combattività ed inventiva nel Baltico e nel Golfo di Finlandia, nel Lago Ladoga si segnalarono solo per una sostanziale inattività a causa di inadeguatezza di mezzi disponibili.

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