Operazione G.A.1.

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Duval13
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Operazione G.A.1.

Messaggioda Duval13 » 24/09/2015, 11:50

PRELIMINARI DELLA OPERAZIONE « G. A.1 ».

La dichiarazione di guerra dell’Italia alla Francia e all’In­ghilterra sorprese la specialità dei mezzi d’assalto ancora in fase di organizzazione e di messa a punto dei mezzi subacquei e di superficie. E pertanto l’auspicato attacco in massa della P flotti­glia di MAS non potè essere effettuato — come era nei voti di tutti — contro le basi navali inglesi di Alessandria e di Gibilterra fin dalle prime ore del conflitto.
Gli avvenimenti politico-militari di quel primo scorcio d'estate del 1940 si succedettero a ritmo incalzante. Il 24 giugno la Francia firmava l’armistizio con l’Italia; il 3 luglio la squadra na vale inglese di Gibilterra (Forza H) agli ordini dell’ammiraglio Somerville eliminava le navi da battaglia francesi alla fonda nel la rada di Mers-el-Kebir nel corso della « Operazione Catapulta il 9 luglio, al largo delle coste meridionali italiane, — Punta Stilo — si verificava il primo scontro diretto fra la squadra naval italiana e la squadra britannica di Alessandria senza che dallo scontro derivassero conseguenze di rilievo per l’una o per l’altra delle parti contrapposte.
L’eliminazione della Francia dal conflitto aveva arrecato un indubbio sollievo alla Marina italiana che si trovava ora a fronteggiare soltanto le Squadre navali britanniche dislocate nelle eccentriche basi di Alessandria e di Gibilterra, forti complessivamente di 6-7 navi di linea; 2 portaerei; 10 incrociatori e una qurantina di cacciatorpediniere.
Ad eccezione del siluramento dell’incrociatore leggero inglese Calypso ad opera del sommergibili Bagnolini (cap. corvet Tosoni Pittoni) e della perdita di alcune unità subacquee sia britanniche che italiane, le prime settimane di guerra non fecero registrare successi clamorosi nè da una parte nè dall’altra a me­no che non si voglia considerare come successo il fatto che sia gli italiani che i britannici svolsero senza perdite i loro traffici militari in Mediterraneo.
Il primo tentativo operato dai mezzi d’assalto contro Ales­sandria (tentativo giudicato « a posteriori » prematuro e intem­pestivo) trova una giustificazione nella volontà della Marina di ricorrerè all’impiego delle nostre « armi segrete » per conseguire quel successo di grosse proporzioni e di larga risonanza che le forze aeree e navali non erano ancora riuscite a cogliere.
In una relazione compilata dopo la guerra (17 febbraio 1947) dal capitano di vascello Giorgini, che era stato il comandante su­periore in mare della prima spedizione contro Alessandria, a pro­posito della Operazione « G. A. 1 » si legge:
« Nella seconda quindicina di luglio del 1940, l’ammiraglio De Courten, da cui dipendevano i mezzi d’assalto, venne ad as­sistere ad una esercitazione a Bocca di Serchio. Agli ufficiali riu­niti, l’ammiraglio disse che, non essendo stato possibile, ridurre gli effettivi delle forze navali britanniche in Mediterraneo né con gli aerei, né con i sommergibili, era necessario tentare al più pre­sto un’azione con i mezzi d’assalto. In tale epoca erano disponibili alcuni apparecchi SLC usati fino ad allora per gli allenamenti. Al­tri apparecchi in corso di riordinamento presso Marinarmi Spezia non sarebbero stati pronti per la fine di agosto, epoca stabilita per la prima missione. Comunque, anche questi apparecchi erano di vecchio tipo. Altra serie nuova, con notevoli migliorie era in cor­so di ordinazione. Furono scelti, per questa prima missione, i 4 migliori apparecchi, il cui stato di efficienza era buono anche se non perfetto, specie per la difficoltà di funzionamento delle pom­pette assetto. Detti apparecchi erano collaudati a m. 30 di profon­dità col grande svantaggio di vincolare a tale quota massima l’im­mersiòne del sommergibile destinato al loro trasporto. Per tale trasporto gli SLC venivano infatti rizzati su apposite coppie di selle sistemate in coperta del sommergibile, rispettivamente due apparecchi a proravia e due a poppavia della torretta (per le mis­sioni successive furono costruiti cassoni cilindrici che permette­vano il trasporto fino a una quota di 90 m.) ».


PIANIFICAZIONE

In data 10 agosto 1940 il Capo di Stato Maggiore della Ma­rina, ammiraglio Cavagnari, indirizzava ai capitano di fregata Mario Giorgini, comandante della 1° flottiglia MAS, il seguente ordine generale per la missione «G. A. »:

« Supermarina Prot. n. 2930
Segreto riservato alla persona

Trasferimento del Sommergibile “iride” da La Spezia a Me­nelao.

Immagine


Il Sommergibile Iride partirà da La Spezia il giorno 12 ago­sto, nelle ore antimeridiane, dirigendo per rotte costiere a Mes­sina, in modo da giungervi nella giornata del 14 agosto (mg. 600 circa); a Messina dovrà rifornirsi al completo di acqua e nafta e rimanere fino all’ordine telegrafico (trasmesso tramite Marina Messina) « proseguite missione ore x », col quale verrà precisata l’ora di partenza per Menelao.
Verosimilmente, la partenza dell’iride da Messina avrà luogo il giorno 16 agosto. Qualora nel telegramma non venga data nes­suna indicazione di rotta, si intende che il Sommergibile dirigerà da Messina a Menelao (mg. 540) seguendo il percorso Messina - Ras Aamer (estremità nord della cirenaica). La traversata Messina-Menelao sarà fatta con navigazione occulta nelle zone prescritte da MaricoSom, regolandola in modo da arrivare a Menelao nella mattina del 21 agosto.

Trasferimento della silurante di appoggio da La Spezia a Menelao.

La silurante di appoggio di cui sarà precisato il nome, dovrà dislocarsi nel pomeriggio del 16 agosto nel punto del Golfo di La Spezia stabilito per effettuare durante la notte l’imbarco del per­sonale e del materiale per la missione. Sulla silurante prenderà imbarco il capitano di fregata Giorgini, al quale è affidata la di­rezione della missione.
Nelle prime ore del mattino del 17 agosto, la silurante parti­rà da La Spezia per Trapani seguendo rotte dirette su massimi fondali lungo il percorso W Capraia — W Elba — E Corsica — Trapani (mg. 410), regolando la velocità in modo da giungere a Trapani nel pomeriggio del 18 agosto.
A Trapani la silurante completerà i rifornimenti di nafta e acqua, proseguendo subito per Tripoli (mg. 310) secondo il per­corso Trapani-Pantelleria-Kerkeflah-Tripoli (rotte costiere) ri­chiedendo a Marina Trapani le necessarie indicazioni sulla posi­zione delle zone pericolose, regolando la velocità in modo da compiere in ore notturne il transito nella zona Pantelleria-Ker­kenah e da giungere a Tripoli nella giornata del 19 agosto.

Sosta a Menelao.

A Menelao sono stati predisposti due punti di ormeggio (pro­babilmente boe) uno nell’ancoraggio di Menelao ed uno nella zona a ridosso dell’isola di Machareb. J..a silurante si ormeggerà nel punto più adatto in relazione alle condizioni metereologiche; il sommergibile si affiancherà di massima alla silurarnte, trasbor­dando subito da questa i materiali.
Dato il periodo di plenilunio, sia tenuta presente l’opportu­nità di tonneggiarsi con ancorotto di poppa per cautelare oppor­tunamente le unità da attacchi di aerosiluranti.
Durante la sosta a Menelao, il sommergibile e la silurante do­vranno essere riforniti di acqua (circa 60 tonn.); in ogni even­tualità, il sommergiblle si completerà dalla silurante (fabbisogno circa 5 tonn.), la quale si recherà poi a Tobruch per rifornirsi.

Esecuzione della missione «G. A. ».

Salvo contrordini, l’Iride partirà da Menelao all’alba del 23 agosto per eseguire la missione ordinata, secondo le disposizioni particolari consegnate al capitano di fregata Giorgini.

Eventuale rientro del sommergi bile a Menelao.

Nell’eventualità che il sommergibile debba rientrare per ava­ria o per altra ragione, senza avere effettuato la missione, esso dirigerà a Menelao, dove riceverà ordini per la sua ulteriore di­slocazione. Qualora invece la missione sia interrotta per ordine di Supermarina, sarà precisata la località di rientro del som­mergibile.

Esplorazione aeree.

Durante i trasferimenti sopra indicati e durante la sosta a Menelao, a cura dei comandi Marina interessati saranno effettuate ricognizioni aero-marittime intese a garantire la sicurezza delle unità navali.

ComunicaZioni

Per le comunicazioni durante i trasferimenti di cui ai parafrafi i 1° e 2° attenersi alle norme in vigore limitando le trasmissioni r. t. a quelle assolutamente indispensabili. Le comunicazioni durante la sosta a Menelao (par. 3°) siano fatte via filo Maina Tobruch. Per le comunicazioni con il sommergibile durani la missione (par. 4° e 5°) saranno emanate disposizioni nell’ord ne particolare per la missione stessa.


Continua........


C.te Duval

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Duval13
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Re: Operazione G.A.1.

Messaggioda Duval13 » 24/09/2015, 12:03

Continuazione....parte II°

1) Scelta della notte nella quale compiere l'operazione.

In relazione alla necessità che l'operazione di fuoruscita del personale del sommergibile abbia luogo in ore senza luna/e che invece l'avvicinamento ai bersagli si effettui con luce lunare, si stabilisce che l'operazione sia compiuta in una delle notti dello ultimo quarto, e più precisamente entro i limiti estremi delle seguenti giornate:

26 agosto

Ora locale Tramonto sole 18h 30m 4 ore circa di oscurità

Ora locale Sorgere luna 23h 4m - 6 ore circa di luce lunare

Ora locale Sorgere sole 5h 33m

29 agosto

Ora locale Tramonto sole 18h 27m 5 ore e 30' di oscurità

Ora locale Sorgere luna 1h 28m 4 ore circa di luce lunare

Ora locale Sorgere sole 5h 35m

Durata del crepuscolo circa 1h 20m

In conseguenza si stabilisce che l'operazione venga di massima effettuata nella notte fra il 26 e il 27 agosto, prevedendo la possibilità, qualora si presentino cause impreviste di ritardo (derivanti o da questioni inerenti alla condotta della missione da parte del sommergibile o da movimenti delle forze navali inglesi dislocate ad Alessandria), di compierla fino al limite massimo della notte fra il 29 ed il 30 agosto. Se il ritardo dovesse oltrepassare questo limite, l'operazione dovrà essere interrotta e rinviata ad altra epoca. 2) Apparecchi da imbarcare sul sommergibile e loro armamenti.
Sull'Iride saranno imbarcati a Menelao, fissandoli sulla coperta, i quattro apparecchi trasportati dalla silurante.
Gli apparecchi saranno armati come segue:

apparecchio n. 1: tenente di vascello Gino Birindelli 2° capo palombaro Damos Paccagnini.
apparecchio n. 2: tenente di vascello Alberto Franzini sergente
palombaro Giovanni Lazzaroni.
apparecchio n. 3: capitano g.n. Teseo Tesei sergente palombaro Alcide Pedretti.
apparecchio n. 4: capitano g.n. Elios Toschi 2° capo palombaro
Enrico Lazzari.

Sull'Iride prenderanno imbarco, oltre il personale sopramenzionato, anche le seguenti persone:
capitano di fregata Mario Giorgini — Capo della missione, sottotenente di vascello e. Luigi de la Penne — riserva, operaio elcttricista Pietro Biradelli (Marisub-La Spezia).

3)[/B] Rotte di trasferimento del sommergibile da Menelao al punto di fuoruscita e ritorno.
L'Iride, partendo da Menelao all'alba del 23 agosto, dirigerà al punto di fuoruscita, effettuando sempre navigazione occulta e seguendo i percorsi sottoindicati:
a) Menelao=punto D (lat. 41° 18',3 — long. 19° 07') rag. 350 (mg. 100 per Rv = 67°; mg. 200 per Rv= 106"; mg. 50 per Rv = 155°);
cool.gif Punto D = Punto C (lat. 41° 03',8 — long. 1-9° 23',6) mg. 20;
e) Punto C= punto B (lat. 41° 09' — long. 19° 33',6) mg.10;
d) Punto B= Punto A (lat. 41°08'8 — long. 19° 54') mg. 10; L'Iride regolerà la navigazione in modo da trovarsi sul punto D alle 4h 30m del 26 agosto e sul punto A alle 22h dello stesso giorno. Controllerà la propria posizione con osservazione astronomica sul punto D e successivamente, regolandosi sullo scandaglio ed eventualmente col periscopio, sui punti C (14h) e B (18h): dovrà essere usata la massima prudenza nell'uso del periscopio, specie se le condizioni del mare siano tali da presupporre una buona visibilità dall'alto sul fondo chiaro del mare.
La navigazione'subacquea dal punto D al punto A dovrà essere condotta in modo che il sommergibile, giungendo sul punto A, abbia a disposizione circa il 50% della sua autonomia subacquea, valendosi all'uopo dei dati sperimentali ricavati nelle prove di silenziosità e degli accertamenti effettuati sull'autonomia subacquea.
Compiuta nel punto A la fuoruscita degli uomini ed assicuratosi della regolare partenza degli apparecchi (tempo necessario previsto circa 30 minuti), l'Iride dirigerà per ritornare al punto D, navigando in immersione per le prime tre ore, in superfìcie
per carica nelle successive due ore (se possibile) ed effettuando poi navigazione occulta. Dal punto D farà rotta, seguendo i percorsi inversi a quelli dell'andata e sempre con navigazione occulta, per Menelao, dove riceverà ordini da Supermarina.

4) Rotte degli apparecchi.
Lasciato il sommergibile, gli apparecchi dovranno dirigere per entrare nel porto, seguendo di massima le seguenti rotte: Rv = 73° per lh 15m
Rv = 97° per lh (prora su Mex High LO Rv = 60" per Oh 45m (prora su testata molo Quarantena).

5) Preparazione degli apparecchi.

Testa unica da kg. 225 di tritolite con sacco di adesione. Spolette a tempo graduate per una durata di due ore; potrà variarsi la graduazione sul posto, qualora ciò sia consigliato dalle constatazioni fatte sul luogo.
Spolette a tempo per la carica di distruzione degli apparecchi pure graduate a due ore. Qualora occorra distruggere un apparecchio prima di portare a termine la missione, ciò sarà fatto regolando le spolette a dieci ore di durata.

6) Precedenza bersagli.
Corazzate e nave portaerei = bacino galleggiante = Incrociatori.
L'assegnazione particolare dei bersagli sarà fatta dal capitano di fregata Giorgirii in relazione alle ultime fotografie, delle quali potrà avere comunicazione a Menelao a cura dell'ammiraglio Brivonesi, Comandante Superiore in Libia.

7) Norme relative agli equipaggi degli apparecchi.
I componenti gl'i equipaggi degli apparecchi porteranno, sotto la tenuta di gomma da sommozzatore, la tenuta di lavoro regolamentare (tuta) con galloni in cotone: saranno disarmati.
Dovranno essere muniti della tessera regolamentare di riconoscimento.
Cercheranno di distruggere l'apparecchio in prossimità di una delle navi da guerra francesi, a bordo della quale saliranno successivamente. Dichiareranno in ogni caso di essere ufficiali della Marina italiana in servizio effettivo permanente, rifiutando di rispondere a domande circa l'azione compiuta.

8) Ricognizioni aree sulla base nemica.
A partire dal mattino del giorno 20 saranno disposte a cura di Supermarina ricognizioni aeree giornaliere sulla base nemica, intese a dare tutte le notizie riguardanti la presenza e la disposizione all'ormeggio delle navi in porto.
Tali notizie saranno comunicate al capitano di fregata Giorgini a cura di Marilibia-Bengasi finché il sommergibile sarà a Menelao: successivamente a cura di Supermarina, durante la navigazione da Menelao al punto di fuoruscita.

9) Comunicazioni.
Le norme relative al servizio delle comunicazioni saranno ispirate al codice speciale G che sarà impiegato durante la missione dalla partenza del sommergibile da Menelao fino al suo ritorno colà.

10) Documenti segreti.
L'Iride non dovrà portare con sé, nel corso della missione da Menelao, nessun documento segreto, all'infuori di quelli relativi alle comunicazioni di cui al paragrafo 9" del presente ordine.

11) Piano ormeggi.
Il piano degli ormeggi nella base nemica, al quale sarà fatta riferimento nelle eventuali comunicazioni al sommergibile da parte di Supermarina, è quello all'allegato 2.

Il Capo di Stato Maggiore F.to Domenico Cavagnari


IL CONCENTRAMENTO DELLE NAVI NEL GOLFO DI BOMBA PER LA ESECUZIONE DEL « G. A. 1 ».

Il trasferimento del sommergibile Iride (tenente di vascello Francesco Brunetti) da La Spezia al Golfo di Bomba avvenne regolarmente. Nella relazione compilata dal comandante Brunetti il 27 agosto 1940 si legge:
« In seguito ad ordini ricevuti da Supermarina tramite Marina La Spezia e Grupsom La Spezia, alle ore 11.00 del giorno 12 agosto 1940 il sommergibile Iride ha mollato gli ormeggi ed ha lasciato La Spezia per trasferirsi a Messina. La navigazione è stata regolarmente compiuta seguendo le rotte costiere prescritte. Nulla da segnalare. L'unità è giunta a Messina alle ore 19.00 circa del giorno 14; si è rifornita al completo ed è rimasta pronta all'ordine. Alle ore 11.00 del 16 agosto ho ricevuto da Super-marina un teledispaccio cifrato che mi ordinava di proseguire la missione, alle ore 16.00 dello stesso giorno e di seguire rotte su alti fondali per evitare mine nemiche ancorate lungo le rotte costiere della Cirenaica. Presi accordi con Marina Messina, alle ore 16.00 del 16 agosto ho mollato gli ormeggi ed ho seguito rotte coséere fino a Capo Spartivento.
Invece di atterrare su Ras Aamer e seguire le rotte costiere fino alla Baia di Menelao, in seguito all'informazione avuta circa le mine nemiche,' alle ore 20.30 del 16 agosto, giunto all'altezza di Capo Spartivento, accosto su rotta diretta per il Golfo di Bomba. Durante tutto il trasferimento seguo navigazione occulta. Nulla da segnalare durante la navigazione che si è svolta in maniera del tutto regolare. All'alba del giorno 21, controllata la posizione con osservazioni astronomiche, dirigo per il posto di ormeggio assegnatomi nella Baia di Menelao. Alle ore 06,45 avvisto di poppa a dritta la torpediniera Calipso.

Alle ore 09.00 circa, dietro ordine della torpediniera già ormeggiata al corpo morto, mi affianco sul lato dritto; poco dopo cambio di ormeggio e dò fondo all'ancora 250 m. a levante del Calipso. Verso le ore 11.30, salpo l'ancora e vado a dar fondo nell'ancoraggio di Maracheb a circa 300 m. per nord della torpediniera ».
La torpediniera Calipso (tenente di vascello Giuseppe Zam-bardi) recante a bordo gl'i operatori, gli S.L.C, ed il materiale per a missione, giungeva nel Golfo di Bomba quasi contemporaneamente all'Iride.

Nella notte fra il 20 e il 21 agosto, sulla rotta Bengasi-Bomba, la torpediniera aveva avvistato un sommergibile in emersione che non fu attaccato nel dubbio che si trattasse dell'Iride. All'arrivo a Bomba, constatato l'errore, fu inviato all'idroscalo di Menelao un ufficiale del Calipso per informare Marilibia dell'avvistamento. Riferisce il capitano di fregata Giorgini, comandante della spedizione, imbarcato sul Calipso.
« 21 agosto
Ore 03.15 - all'altezza di Ras Hilal si avvista a dritta un sommergibile distante circa 5.000 metri su rotta parallela alla nostra. Ritengo trattarsi dell'Iride che avrebbe dovuto atterrare su Ras Aamer. Ordino di accostare 20° in fuori e proseguo la rotta. Il sommergibile si immerge.
Ore 08,15 - prendo il corpo morto di Menelao. Poco dopo giunge l'Iride che mi si affianca. Presi accordi per il trasbordo del materiale, lo faccio accostare e dar fondo in nostra prossimità. Invio il battello con l'aspirante g. m. Giudice per stabilire contatti con Marilibia e per dare comunicazione sull'awistamen-to del sommergibile a Ras Hilal risultato non essere l'Iride che per ordine di Supermarina, ha seguito altra rotta ».
Nella zona a levante del Golfo di Bomba si trovava alla fonda anche la motonave Monte Gargano che batteva l'insegna dell'ammiraglio Brivonesi. Insieme al Monte Gargano erano alla fonda in rada anche un piccolo piroscafo ohe sbarcava benzim ed alcuni motovelieri. Al rapporto tenuto dall'ammiraglio, venne deciso di mettersi immediatamente in contatto con il coman dante superiore dell'Aeronautica di Libia per avere notizie circ; la ricognizione eseguita il mattino su Alessandria e prendere ac cordi su quelle da eseguire. Venne altresì deciso di trasbordar! gli S.L.C, e il materiale vario della missione dal Calipso sull'Iridi il mattino del 22. A operazione ultimata il Calipso si sarebbe 01 meggiato sul lato sinistro del Monte Gargano per rifornirsi, mei) tre l'Iride avrebbe effettuato una breve uscita in mare aperto pe la corretta sistemazione degli S.L.C, sulle selle (operazione da fai si in affioramento) e per una immersione a 30 m. intesa a verif care gli apparecchi e la loro tenuta.


INCURSIONE AEREA INGLESE su MENELAO E SCOPERTA DELLE NAVI
ALLA FONDA NEL GOLFO DI BOMBA.

Alle ore 13.00 del 21 agosto, aerei da bombardamento della « Desert Air Porce » attaccavano i campi di aviazione di Tmini e l'idroscalo di Menelao,
Sulla rotta di ritorno, tre velivoli inglesi si staccavano dalla formazione e, dopo aver diretto sull'Isola di Maracheb, accostavano a sinistra e si allontanavano. E' certo che l'insolito raggruppamento di navi italiane nel Golfo di Bomba — normalmente deserto — non sfuggì agli aviatori inglesi tanto più che la motonave Monte Gargano di 2.000 tonnellate essendo stata verniciata di fresco si stagliava perfettamente nella rada. E' opportuno ricordare a tal proposito che il comandante Giorgini era sempre stato dell'avviso di fare base nell'Egeo e non nel Golfo di Bomba, di solito poco frequentato da navi italiane. Concentrare diverse unità in quel punto della costa cirenaica significava attirare l'attenzione del nemico e non deve sorprendere molto il fatto che la « Desert Air Porce » inglese volesse saperne di più, dopo il primo occasionale avvistamento da parte dei bombardieri, disponendo un'accurata ricognizione sul Golfo di Bomba.
Nella stessa giornata del 21 agosto il comandante Giorgini si recava prima a Cirene e poi a Derna per prendere gli accordi necessari con il Comando superiore dell'Aeronautica in Libia circa la ricognizione aerea da compiere su Alessandria il giorno 22 per accertare la dislocazione delle forze navali inglesi presenti nel porto egiziano.
Alle ore 07.00 del giorno 22 un ricognitore inglese, fatto segno ad intensa quanto vana reazione antiaerea da parte delle navi italiane, sorvolava il Golfo di Bomba allontanandosi poi verso levante. ,'
Tale ricognitore portava al comando dell'aviazione inglese le ultime notizie circa la dislocazione delle navi italiane nel Golfo di Bomba e consentiva di conseguenza di effettuare, con sicurezza quasi assoluta di successo, un attacco con aerosiluranti « Swordfish ».

C.te Duval

Providence
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Iscritto il: 24/09/2015, 12:21

Re: Operazione G.A.1.

Messaggioda Providence » 24/09/2015, 12:24

Ottima cronostoria , mi è sempre piaciuto conoscere le storie dei nostri Mezzi d'Assalto , che Uomini....

Grazie.

Providence


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