Operazioni navali italiane nel Mar Nero.

Lupodimare
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Operazioni navali italiane nel Mar Nero.

Messaggioda Lupodimare » 07/02/2017, 11:57

Ripropongo un estratto/resoconto delle operazioni navali italiane nel Mar Nero, inizialmente pubblicato nel vecchio forum, dove si mettono in luce tutti gli scontri principali avvenuti tra il contingente italiano (costituito da MAS, MTSM e minisommergibili CB) contro naviglio Sovietico. Questo lavoro è frutto di un controllo incrociato con fonti e informazioni estere e non la semplice riproposizione di vecchie fonti nostrane ormai datate e tanto spesso ancora utilizzate in articoli e pagine negli ultimi anni.
Si ringrazia l’apporto fornito dai siti tsushima.su e axishistoryforum.com.

Riassumendo il bilancio operativo dei mezzi italiani CB e MAS/MTSM nel Mar Nero, si può trarre che si conseguirono i seguenti risultati.
*Affondamento del sommergibile ShCh-214 da parte di MAS-571
*Affondamento del sommergibile ShCh-203 da parte di CB-4
*Distruzione di una motobarca non identificata da parte di MAS-570,572,573 e MTSM-216
Una sola perdita subita in azione di superficie (escludendo raid aerei che affondarono MAS-571 e MAS-572).
*Perdita di CB-5 ad opera della motosilurante sovietica D-3.

Il bilancio complessivo, benché positivo in termini di successi/perdite, vede la rimozione di tutta una serie di successi portando quindi l’azione dei mezzi italiani nel Mar Nero a risultati complessivamente non molto significativi nel contesto dello sforzo bellico dell’Asse nel Mar Nero.
Motivo di questo fallimento è dato dalla inadeguatezza dei mezzi, pur fronte al coraggio degli equipaggi.

Le unità di superficie MAS/MTSM erano assolutamente poco robuste per il teatro del fronte orientale, troppo piccole e decisamente troppo poco armate per affrontare le molteplici schermaglie con unità di superficie leggere nemiche. Basti pensare al confronto le dimensioni delle celeberrime “E-boats” tedesche (34 metri contro 18) o il fatto che tra le unità di superficie standard sovietiche vi fossero i piccoli cacciasommergibili classe MO-4 (in realtà unità tuttofare) armati ognuno con due pezzi da ben 45mm (le nostre MAS avevano solo una mitragliatrice da 13mm). L’inadeguatezza delle MAS venne del resto rimarcata dagli stessi tedeschi che relegarono le nostre unità a ruoli di pattuglia anziché raid in profondità in acque nemiche dopo le prime operazioni.

Un discorso simile si può fare per i CB: essi non ebbero mai occasione di essere impiegati come veri e propri mezzi insidiosi, né poterono attaccare porti sovietici tendendo imboscate ai mercantili in uscita. Semplicemente i CB non avevano l’autonomia sufficiente per raggiungere Poti o Batumi, inoltre anch’essi (date le dimensioni) mal si adattavano alle condizioni meteorologiche del Mar Nero. Non desta sorprese che I tedeschi relegarono i CB quindi ad essere utilizzati come mezzi di pattuglia difensivi, specie in ruolo antisommergibile (in tale compito registrarono l’unica vittoria conseguita) assegnando ai propri sommergibili convenzionali tipo II le campagne offensive.


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9 Giugno 1942
Prima vera azione navale sul Mar Nero: la MTSM-216 effettua un lancio di siluro ad distanza ravvicinata contro una unità maggiore in navigazione. Il siluro non esplose e l’unità sovietica procedette oltre senza aver notato l’attacco. L’azione viene spesso indicata come avvenuta contro il famoso conduttore di flottiglia TASHKENT: unità singola di costruzione italiana e di buona fattura. In realtà esso venne probabilmente indicato come vittima di questo fallito attacco poiché era una nave ben nota a noi italiani, ma in realtà essa dal 7 al 18 Giugno rimase a Batumi senza uscire in mare. Bersaglio dell’attacco era stato invece il cacciatorpediniere SVOBODNYI che non si accorse dell’attacco.
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Foto dello Svobodnyi


10 Giugno 1942
Dopo un fallito attacco con siluri, la MAS-570 aprì il fuoco con mitragliera e si riportarono colpi a segno sul ponte del dragamine sovietico Tszcz-410 VZRYV. Non ci furono danni significativi o vittime, ma è il primo attacco italiano con dei colpi a segno. Il dragamine apparteneva alla classe FUGAS, i dragamine standard sovietici.
Fonti nostrane indicano solitamente l’affondamento del mercantile ABKHAZIYA ad opera della MAS-571, ma essa in realtà era stata colpita da aerei tedeschi.
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Foto del gemello Tszcz-407 Mina e altre due unità affiancate.


12 Giugno 1942
Una seconda rivendicazione smentita in tempi recenti: la MTSM-210 è spesso indicata come artefice del siluramento del mercantile sovietico GRUZIYA (mercantile poi finito da aerei tedeschi), stando ai resoconti ufficiali in realtà il mercantile non notò nemmeno l’attacco (essendo notte) prima di essere colpito da aerei tedeschi.
E’ in realtà probabile che le unità italiane abbiano attaccato senza successo il mercantile BELOSTOK scortato da due dragamine e da tre caccia-sommergibili che invece riportarono attacchi sia da motosiluranti che da aerosiluranti.


13 Giugno 1942
La motosilurante sovietica D-3 approccia da sola il porto in cui sostavano i battelli italiani di classe CB e lancia i siluri, centrando in pieno ed affondando il CB-5 (non vi era equipaggio a bordo). Fonti nostrane a volte erroneamente attribuiscono l’attacco ad aerei (essi avevano attaccato qualche ora prima). Si trattò dell’unica perdita di un mezzo italiano a seguito di azione diretta da parte di unità di superficie sovietica (escludendo quindi raid aerei). Si tratta inoltre dell’unico successo conseguito da una unità sovietica contro un mezzo subacqueo in superficie nonché l’unica ottenuta da motosilurante. Curiosamente la D-3 portava un nome anomalo per gli standard sovietici (solitamente “TK-“) poiché si trattava dell’unità-prototipo dell’omonima classe ed era l’unica presente ed attiva nel Mar Nero.
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Foto della D-3


15 Giugno 1942
CB-3 lancia due siluri contro il sommergibile posamine sovietico L-5 CARTISTA (classe Leninista): le due armi impattano sullo scafo ma non esplodono a causa di un malfunzionamento. Lo L-5 si era inizialmente accorto della presenza del CB-3 (scambiandolo per un battello sovietico) per poi proseguire la navigazione di rientro dalla missione di trasporto rifornimenti a Sebastopoli. Fonti italiane rivendicano erroneamente l’affondamento del sommergibile S-32 (classe Stalinista) che diede inizio alla sua ultima campagna (trasporto rifornimenti per Sebastopoli) solo il 26 Giugno, affondando a causa di un He-111 tedesco.
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Foto del Cartista, vero bersaglio dell'attacco.



18 Giugno 1942
Una nottata ricca di eventi con tre o quattro diversi incontri separati.
MAS-570 e MAS-571 attaccano un convoglio di motobarche che trasportavano carico di munizioni a Sebastopoli. Nonostante rivendicazioni nostrane, non vi è indicazione di affondamenti nei registri sovietici, anche se è possibile che una o più di esse abbiano riportato danni di varia entità. La MAS-571 aveva ricevuto danno con il comandante mortalmente colpito e due feriti.

Molto interessante è il secondo scontro di questa nottata, sulla quale si hanno scarse informazioni. Una MTSM (non bene identificata dalla maggior parte delle fonti) riportò di essere stata brevemente inseguita da unità nemiche, con qualche impatto da armi leggere riportato: tale evento apparve pertanto di scarso interesse per essere quindi sostanzialmente ignorato da molte fonti. In realtà incrociando i dati sovietici, appare probabile come essa si sia imbattuta nelle due motosiluranti D-3 e SM-3: entrambe ricevettero danni leggeri in questo scontro con 2 morti e 2 feriti. Curiosamente la SM-3 era anch’essa una unità prototipo come la D-3 (di cui si è già parlato) essendo una versione metallica della classe D-3, a cui non succedettero altre unità: le due “rivali” agivano spesso di concerto ed insieme silurarono una motozattera tedesca MFP il 1 Agosto.
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Foto della SM-3.

Gli eventi di questa nottata non sono ancora chiari: secondo alcune fonti di MTSM in mare ve ne erano due (MTSM-206 e MTSM-208) che ebbero un primo breve scontro con le presunte motozattere attaccate da MAS-570 e MAS-571. E’ anche possibile pertanto che i due scontri siano in realtà un unico incontro: con una delle due MTSM brevemente attaccata dalle due motosiluranti e poi l’intervento delle MAS. E’ anche possibile che gli equipaggi delle MAS abbiano scambiato le motosiluranti nemiche per motobarche! Tuttavia è anche vero che a detta dei sovietici non tutti i loro convogli di unità minori sono stati riportati regolarmente nei documenti ufficiali (vista la complessa situazione a Sebastopoli), quindi al momento non è chiaro se i mezzi italiani si sono imbattuti in due gruppi distinti di unità nemiche oppure uno soltanto.

Gli altri eventi della nottata si concentrarono sul CB-2 che ebbe un incontro in superficie con altre motobarche non identificate: alcuni colpi di armi leggere impattarono sulla torre dell’unità ma benché non si riportino feriti da ambo le parti, i Sovietici avvistarono chiaramente il tricolore riportando poi la notizia alla base.
A culminare questa nottata ricca di eventi vi fu la rivendicazione fatta dallo stesso CB-2 di aver affondato un sommergibile sovietico.
Fonti nostrane arrivarono ad identificare lo ShCh-306 come vittima (che come tutte le unità della classe, dalle “300” in poi erano parte della Flotta del Baltico, non del Mar Nero) o in alternativa lo ShCh-213 (che iniziò la sua ultima missione il 13 Settembre). In realtà era stato attaccato il sommergibile costiero M-31 che subì due impatti di siluri inesplosi per poi proseguire la navigazione. Il fatto che per ben in due occasioni i minisommergibili italiani avessero messo a segno due diversi attacchi (con 2 centramenti!) risultati in siluri inesplosi mette in luce probabili problemi tecnici alle armi.


19 Giugno 1942
Il primo vero successo delle unità italiane (nonché uno dei due più importanti conseguiti): viene avvistato il superficie il sommergibile sovietico ShCh-214 che trasportava personale evacuato da Sebastopoli (una sessantina di persone). La MAS-571 silurò e centrò il sommergibile, affondandolo. Vi furono solo 2 sopravvissuti (uno morirà in prigionia, l’altro fuggì e sopravvisse al conflitto), perirono 36 membri dell’equipaggio più la sessantina di passeggeri per un totale di un centinaio di vittime.
La vittoria è significativa per una serie di fattori: l’unità sovietica era infatti (al momento dell’affondamento) il miglior battello sovietico nel Mar Nero per vittorie numeriche conseguite, esso aveva infatti affondato 5 velieri turchi in aggiunta alla petroliera italiana TORCELLO.
Esso era stato uno degli unici due sommergibili sovietici ad affondare una petroliera italiana in questo teatro di guerra (alcune petroliere erano state inviate a fine 1941 e inizio 1942 alla ricerca del tanto necessario petrolio romeno).
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Foto dello ShCh-214
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Foto della MAS


20 Giugno 1942
Due motosiluranti sovietiche inseguirono mezzi italiani di ritorno a Yalta e lanciarono quindi dei siluri: le armi andarono a finire oltre la spiaggia danneggiando alcuni edifici. L’artiglieria terrestre tedesca aprì il fuoco, rivendicando erroneamente l’affondamento di una delle attaccanti.


2 Luglio 1942
MAS-570, MAS-572 e MAS-573 e la MTSM-216 attaccano una motobarca sovietica spiaggiatasi: essa venne distrutta con fuoco di artiglieria e 15 membri dell’equipaggio/passeggeri vennero presi prigionieri. Altre fonti (italiane e tedesche) indicano identità differenti per le unità italiane, mentre le fonti tedesche fanno molta confusione sulla data.
Era stata proposta come identità della vittima la nave pattuglia SKA-021 (classe MO-4), ma essa era stata spiaggiata dopo raid aereo e i sovietici avevano evacuato l’equipaggio.
Si ritiene pertanto che potrebbe essere stata una unità motobarca requisita a scopo di trasporto, il cui nominativo e perdita non sono state registrate a seguito del caos dell’evacuazione di Sebastopoli. Essa comunque rappresenta l’unica unità di superficie sovietica chiaramente distrutta in azione da mezzi italiani.

2 Agosto 1942
Forse il più celebre e noto evento coinvolgente i mezzi italiani nel Mar Nero. Esso vide l’attacco sferrato contro l’incrociatore pesante sovietico MOLOTOV, accompagnato dal conduttore di flottiglia KHARKOV, quando essi erano in missione per intercettare motozattere tedesche e bombardare postazioni di terra. L’attacco sferrato dalle due unità MAS-568 e MAS-573 vide la prima rivendicare il centramento con siluro: tale rivendicazione venne esaltata dalla propaganda di guerra e trasformata nell’affondamento dell’incrociatore KRASNYI KRYM. Benché i tedeschi realizzarono ben presto che il KRASNYI KRYM fosse illeso e non aveva preso parte all’azione, la storiografia nostrana continuò a rivendicare questo affondamento per decenni (benché l’unità fosse nota ai comandi NATO del Mediterraneo). Solo in tempi più recenti la versione è stata ritoccata e trasformata nel danneggiamento pesante del MOLOTOV, in aggiunta al danneggiamento del KHARKOV per presunto lancio di cariche di profondità contro la prua del vascello. La realtà era ben diversa: l’attacco (a differenza da quanto affermato anche da alcuni storici italiani recenti) avvenne in realtà in congiunzione con aerosiluranti tedesche, benché purtroppo diari di guerra dell’unità della Luftwaffe siano stati distrutti, quelli della Kriegsmarine confermano la presenza degli He-111 in volo.
Stando ai resoconti sovietici, sia gli aerei che le motosiluranti vennero avvistate dal MOLOTOV ma furono gli Heinkel tedeschi ad assegnarsi il siluramento e il danneggiamento dell’incrociatore (a prezzo di un velivolo abbattuto confermato dai tedeschi, i Sovietici ne avevano rivendicati due). Quanto alla KHARKOV essa non aveva subito danno alcuno, e si impegnò a rimorchiar via l’unità danneggiata.
Moderni autori russi confermano l’originale valutazione sovietica nel valutare come più realistico il danneggiamento ad opera degli Heinkel.
Durante l’azione la MAS-568 aveva riportato danni insignificanti da schegge (comandante ferito leggermente).
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Foto dell'incrociatore.


5 Settembre 1942
Il mercantile sovietico FABRITIUS, indicato a volte come affondato dalla MAS-568 in questa data, era in realtà già stato silurato e distrutto (spiaggiato) a Marzo 1942 da parte di aerosiluranti tedeschi.


9 Settembre 1942
Il contingente italiano subisce le perdite più pesanti dell’intera campagna a causa di un raid aereo in porto che affonda MAS-571 e MAS-572, danneggiando MAS-567, MAS-569 e MAS-572. Nel raid venne anche affondata la motozattera tedesca F-125.


1 Marzo 1943
Quattro MAS italiane sarebbero state brevemente “seguite” da un gruppo di motosiluranti sovietiche (che le avrebbero scambiate per unità sovietiche) per poi lasciarsele alle spalle accelerando la velocità. Questo incidente è confermato da fonti sovietiche ma con dettagli decisamente diversi: una unità delle due coppie (TK-65 e TK-115, TK-23 e TK-53), avvistò le quattro MAS senza attaccarle poiché semplicemente in quel momento si ritrovò da sola.

12 Marzo 1943
MAS-568 MAS-569, MAS-570 e MAS-572 sono indicate da alcune fonti come responsabili dell’affondamento della motosilurante sovietica TK-92.
In realtà anche in questo caso si tratta di un errore: le unità ingaggiate in un breve scontro di superficie (nessun danno da ambo le parti) erano le motosiluranti TK-104 e TK-124.
La TK-92 andò affondata quella notte, ma fu durante il tentativo di forzare la baia di Anapa, ad opera di postazioni di mitragliatrici difensive tedesche.


19 Aprile 1943
MAS-567, MAS-568, MAS-569 e MAS-572 ebbero una schermaglia con unità leggere sovietiche: durante lo scontro la motosilurante TK-125 ebbe una collisione con la nave pattuglia n°75, incassando danno, nell’evitare il fuoco italiano.

21 Aprile 1943
MAS-566, MAS-567 e MAS-569 ebbero una breve schermaglia con unità leggere sovietiche: fonti tedesche indicano che la MAS-566 venne colpita da un siluro inesploso che andò a finire sulla spiaggia senza detonare. I sovietici non indicano lancio da parte delle loro motosiluranti, ma attualmente i diari specifici di quell’unità di motosiluranti non sono disponibili pertanto l’incidente è ragionevolmente reale.
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Una motosilurante modello "Tupolev G-5": le unità tipo sovietiche nel Mar Nero, esse leggere e di piccole dimensioni.

12 Maggio 1943
MAS-522 venne accidentalmente speronata da MAS-566, affondando, nell’evitare un raid aereo di bombardieri A-20 e Pe-2.

20 Maggio 1943
Trasferimento delle MAS alla Kriegsmarine.

26 Agosto 1943
CB-4 avvista e silura il sommergibile sovietico ShCh-203 KAMBALA Il battello nemico era in navigazione per una campagna offensiva, perirono tutti e 45 membri dell’equipaggio. L’affondamento del KAMBALA rappresenta l’unico affondamento di un mezzo subacqueo su di un mezzo subacqueo conseguito nel Mar Nero durante il conflitto. Inoltre questa è l’unica vittoria ad oggi confermata della classe CB nel Mar Nero, alcune fonti italiane erroneamente indicavano come vittima lo ShCh-207 (mai affondato). Lo ShCh-203 non si era reso responsabile di affondamenti ma aveva preso parte a numerose campagne incluse quelle di trasporto rifornimenti a Sebastopoli nel 1942.
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Foto del Kambala
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Immagine a colori di un CB nel Mar Nero.

15 Settembre 1943
L’ultima azione di nota dei mezzi italiani nel Mar Nero è quella riportata dallo CB-1.
CB-1 riportò l’incontro con una imbarcazione piatta di venti metri e senza sovrastruttura, scortata da unità di scorta, e con quattro uomini a bordo che indossavano tute da immersione. La chiatta sarebbe stata quindi affondata da un siluro lanciato in prossimità che danneggiò lo stesso CB-1 (con falla) il quale si immerse e sfuggì a raffiche di cariche di profondità. In realtà i Sovietici avevano in navigazione in quelle acque solo il sommergibile A-2: probabilmente lo CB-1 lanciò il siluro che esplose immediatamente dopo il lancio senza che i Sovietici se ne accorgessero. I Sovietici del resto non avevano nel Mar Nero reparti di sommozzatori per operazioni di sabotaggio e le uniche operazioni speciali che svolgevano erano infiltrazione di agenti o sabotatori via canotti partiti da sommergibili. E’ possibile che oltre ad aver genuinamente ritenuto di aver colpito un bersaglio (data l’ora notturna) i dettagli forniti dall’equipaggio al rientro fossero anche motivati dagli eventi politici appena svoltisi in patria.

19 Dicembre 1943
Trasferimento dei battelli CB alla Marina Romena che non li impiegò mai in azione.

30 Gennaio 1944
Trasferimento dei battelli CB alla Marina della Repubblica Sociale Italiana. Nonostante i piani previsti, per poter rientrare in azione i battelli erano in cattivo stato e necessitavano di estesi lavori che non vennero mai ultimati.

20 Giugno 1944
L’aviazione Sovietica, nei giorni del crollo del fronte dell’Asse in Romania e con l’imminente passaggio di alleanze della Romania agli Alleati, sferra un massiccio raid aereo di bombardieri A-20 e Pe-2 nel porto di Costanza durante la quale vennero affondate e danneggiate molteplici unità (tra cui un u-boat tedesco e una torpediniera romena). Durante il raid CB-4 e CB-6 subirono danni.

Tutti i battelli CB vennero quindi autoaffondati per poi essere recuperati dai sovietici ed impiegati per qualche tempo nel dopoguerra.



NOTA:
Correzioni, suggerimenti, aggiunte, come anche pareri o commenti o domande dettate da curiosità sono estremamente benvenuti.

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