L-20 classe Leninista serie XIII-bis

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Lupodimare
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L-20 classe Leninista serie XIII-bis

Messaggioda Lupodimare » 18/02/2019, 12:53

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La Flotta Sovietica ereditò da quella della Russia zarista un notevole interesse per i sottomarini posamine (i Russi erano stati pionieri in questo campo, con la costruzione e i successi in guerra del sottomarino Krab): l’affondamento del sottomarino britannico L-55 durante la Guerra Civile e il successivo recupero e rientro in servizio nel 1931, fornirono ai Sovietici le basi per costruire una classe dotata di buone dimensioni e qualità e che fosse però primariamente dedita alla posa di mine in acque nemiche, compiendo inoltre un qualitativo passo in avanti rispetto alla classe Decembrista. La classe di dimostrò di successo in guerra: i tre migliori sottomarini sovietici per successi numerici (L-3, L-4 e L-21) erano tutti parte della classe.
Un difetto della prima variante della classe era dato dai lenti tempi di immersione (3 minuti).

Il perfezionamento della Classe Leninista venne ultimato nella variante XIII-bis.
Benché cinque dei sei battelli previsti fossero stati lanciati nel 1940, nessuno era in servizio al momento dell’invasione tedesca: l’importanza di dispiegare sottomarini posa-mine fece del completamento di questi battelli una priorità.
L’ultima variante della classe riproponeva il design della serie precedente (XIII), che aveva portato a miglioramenti generali in tutte le prestazioni, riuscendo inoltre a correggerne l’unico difetto: riportare il quantitativo massimo di mine che potevano essere caricate a bordo a 20 unità (tale modifica si rivelò probabilmente preziosa per i successi conseguiti dal battello L-21). Modifiche allo scafo nella precedente variante XIII ne avevano infatti ridotto il numero da 20 a 18. Questa serie presentava inoltre dei motori diesel differenti, consentendo un incremento ulteriore della velocità in superficie: arrivando in questo modo a sviluppare 18 nodi a fronte degli 11-12 delle prime varianti della Classe.


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L-20
Allo scoppiare del conflitto con la Germania, il battello era completo all’89%, nel Baltico. Si decise il trasferimento dello scafo nell’Artico, tramite canale nel Mar Bianco, per poi essere completato nel cantiere di Severodvinsk.
Entrò quindi in servizio nella Flotta del Nord, dopo aver completato la costruzione, il 13 Settembre 1942.

Le prime due missioni di posa di mine vennero completate ad Ottobre e Novembre: il secondo campo venne immediatamente sminato dai tedeschi e non ci sono affondamenti attribuibili al primo.

Il nuovo anno colse lo L-20 in mare (aveva lasciato da poco la base). Dopo aver deposto il campo di mine (rapidamente sminato dai tedeschi) ebbe un primo contatto con il nemico.
Al secondo avvistamento, il giorno di capodanno, ottenne immediatamente un buon successo: avvistato un convoglio, lo L-20 lanciò una salva di ben 6 siluri mettendone uno a segno sul mercantile tedesco Muansa (5472 GRT) che colò rapidamente a picco con un carico di 65 veicoli militari. Unità di scorta non effettuarono risposta poiché impegnate nel soccorso dei naufraghi.
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La missione si concluse con lo sbarco di un team di scouts dietro le linee nemiche il 6 Gennaio e il rientro alla base a seguito di un’infiltrazione di acqua in uno dei motori diesel.

La quarta missione dello L-20 venne nuovamente colta da successo. Dopo aver deposto il carico di mine in tre diverse sezioni, avvistò il 1 Febbraio 1943 un grosso mercantile sotto scorta di due unità.
Lo L-20 mirò al mercantile lanciando ancora una volta una salva di ben sei siluri: essi vennero avvistati dal mercantile Otmarschen (7077 GRT) che non riuscì ad evitarne due: la nave affondò insieme ad un carico di 2070 tonnellate di viveri e a 18 membri dell’equipaggio.
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I cacciasommergibili di scorta UJ-1101 e UJ-1108 lanciarono 41 cariche ma vennero evitate dallo L-20 con una manovra accurata.

Continuando la missione, lo L-20 avrebbe potuto ottenere un grosso successo il 5 Febbraio quando avvistò un gruppo di navi da guerra nemiche composto dai cacciatorpediniere Z-6, Z-31, di scorta al posamine Brummer insieme a caccia-sommergibili e dragamine. Anche in questo caso lo L-20 lanciò una salva di 6 siluri che però vennero avvistati per tempo ed evitati dal posamine Brummer con una manovra. UJ-1101 e UJ-1102 lanciarono diverse cariche di profondità ma a distanza eccessiva.


Al rientro alla base lo L-20 e comandante avrebbero forse dovuto ricevere qualche encomio, così non avvenne specie a seguito di altri comandanti ed equipaggi che professavano ricche rivendicazioni erronee di successi.
La successiva missione di Marzo iniziò invece male per lo L-20: incappando nel campo di mine tedesco Sperre-III ricevette l’esplosione di una mina ad una certa distanza ma i danni non furono eccessivi. Lo L-20 soffrì comunque a seguito di una tempesta scoppiata di lì a poco e che prevenne ulteriori attacchi a naviglio nemico nonostante si fossero verificati degli avvistamenti.

Ad Aprile la missione venne completata parzialmente: il campo di 20 mine venne deposto nella zona assegnata (ma rapidamente individuato e sminato dai tedeschi), tuttavia a causa di una grossa tempesta in corso non riuscì a sbarcare il team di scouts assegnato per un incursione dietro le linee nemiche. Al rientro alla base lo L-20 venne posto in manutenzione.

La settima missione quasi divenne l’ultima per lo L-20: il 3 Settembre dopo aver sferrato un attacco con tre siluri senza successo, venne attaccato dai cacciasommergibili UJ-1209 e UJ-1214 (poche ore prima lo S-51 aveva affondato lo UJ-1202 facente parte dello stesso gruppo, conseguentemente i tedeschi erano all’erta). Lo L-20 impatta violentemente contro il fondale e si crea una falla con un vasto allagamento di alcuni scompartimenti: gli sforzi di un gruppo di membri dell’equipaggio (alcuni dovettero nuotare e lavorare in una camera allagata di acqua artica in assenza di luce!) impedirono l’affondamento e riuscirono a drenare parte dell’allagamento permettendo al battello di risalire in superficie dopo 12 ore di ordalia. Diversi membri dell’equipaggio soffrirono a causa di fenomeni di decompressione in alcuni compartimenti: dei 3 in condizioni gravi, uno perì in ospedale.
Buona parte dell’equipaggio ricevette onorificenze a seguito degli sforzi effettuati e al salvataggio del battello in condizioni critiche.

Le riparazioni si protrassero per il resto dell’Autunno e a Dicembre 1943 rientro in azione deponendo un campo di mine: il cattivo tempo tuttavia costrinse a deporle più a nord rispetto alla rotta utilizzata dai tedeschi e le mine non causarono danni. Nella serata del 26 Dicembre, lo L-20 ricevette l’ordine di emergenza di tentare di intercettare il gruppo da battaglia composto dalla corazzata Scharnhorst e dai destroyers Z-29, Z-30, Z-33, Z-34, and Z -38. Il battello avvistò il gruppo in lontananza ma non riuscì ad andare oltre: la corazzata affondò nella conseguente battaglia navale con la Royal Navy il 27 Dicembre.


L’ultimo anno di guerra sottomarina nell’Artico si aprì con i piani di prender parte all’Operazione combinata RV-2 a Febbraio (attacchi coordinati) ma a causa di una tempesta si incassarono danni che costrinsero al rientro.

A Febbraio 1944, l’equipaggio venne rimpiazzato con quello proveniente dallo L-19 della Flotta del Pacifico. Parte dell’equipaggio (30 uomini) dello L-20 venne inviato in Inghilterra per prendere servizio nel battello V-1 (temporaneamente prestato dagli Alleati Britannici) per incontrare la triste fine dell’affondamento a causa di un incidente di fuoco amico (bombardamento di aereo britannico) proprio durante la navigazione verso le acque Sovietiche per integrarsi alla Flotta. Il comandante dello L-20 scampò tale fine perché era stato promosso ad un impiego di comando nella direzione di convogli.

Lo L-20 non venne mai decorato come unità della Guardia o con l’Ordine della Bandiera Rossa, né il comandante ricevette mai il titolo di Eroe, benché tali onorificenze sarebbero senz’altro state più che meritate a confronto di altri battelli e comandanti della Flotta dell’Artico che le ricevettero.


Il 9 Maggio 1944 il nuovo equipaggio era impegnato in una navigazione addestrativa nella Baia di Kola quando venne improvvisamente attaccato da una coppia di caccia Fw-190. Gli aerei non portavano bombe e si limitarono a mitragliare e cannoneggiare il battello che incassò 60 proiettili sulla torre. Il comandante ricevette ferite minori. Curiosamente l’addestramento prevedeva un test su I nuovi siluri a propulsione elettrica, verso i quali parecchi comandanti nutrivano dubbi.
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Foto degli effetti del fuoco dei due caccia.


La prima vera operazione di combattimento dello L-20 la si ebbe a Giugno 1944, quando depose due diversi campi di mine a entrambi non ebbero successo.
Il primo campo venne individuato dai tedeschi e il secondo (costituito da mine flottanti con detonazione a tempo) venne posto troppo fuori rotta per costituire un pericolo.
Ad Agosto lo L-20 depose un nuovo gruppo di mine flottanti con meccanismo a tempo, sulla rotta stabilita di un convoglio che lo L-20 stesso attaccò a vuoto con siluri l’8 Agosto. Tuttavia il convoglio era appena passato oltre al punto in cui lo L-20 rilasciò le mine ed esse non fecero danni.

In Autunno lo L-20 prese parte all’Operazione combinata RV-8 ma non effettuò attacchi avendo avvistato solo un potenziale bersaglio a distanza eccessiva.
L’ultima missione avvenne ad Ottobre 1944: due diversi campi minati vennero deposti (ci furono problemi tecnici durante la posa del secondo campo) ma non vi sono riscontri per potenziali vittorie.

A fine Novembre lo L-20 venne messo in manutenzione ma la guerra per i battelli sovietici nell’Artico si era già conclusa per quella data (con la fine del traffico navale nemico).


Rimase in servizio fino al 1956 per poi essere utilizzato come bersaglio durante una detonazione nucleare il 10 Ottobre 1957 in Novaya Zemlya.
Distrutto durante il test, venne ufficialmente rimosso dal servizio il 28 Gennaio 1958.

Complessivamente aveva effettuato 14 campagne militari.
Sferrò solo 4 attacchi con siluri affondando ma affondando due bersagli significativi (Muansa e Otmarschen).
11 campi di mine invece non ottennero alcun successo.




FONTI:
La maggior parte del testo è una traduzione dal sito http://www.sovboat.ru
Molte delle foto provengono dal sito. Altro materiale e informazioni/correzioni proviene da wikipedia, il sito navypedia, il forum forum.axishistory, il sito u-boat.net (meno affidabile), e sopratutto il forum russo tsushima.su.
L'autore di base di riferimento per le sopracitate fonti è Miroslav Morozov il più moderno e autorevole autore contemporaneo specializzato sulla Flotta Sovietica).

NOTA:
Correzioni, suggerimenti, aggiunte, come anche pareri o commenti o domande dettate da curiosità sono estremamente benvenuti.

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