L-23 classe Leninista serie XIII-bis

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Lupodimare
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L-23 classe Leninista serie XIII-bis

Messaggioda Lupodimare » 15/04/2019, 17:29

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La Flotta Sovietica ereditò da quella della Russia zarista un notevole interesse per i sottomarini posamine (i Russi erano stati pionieri in questo campo, con la costruzione e i successi in guerra del sottomarino Krab): l’affondamento del sottomarino britannico L-55 durante la Guerra Civile e il successivo recupero e rientro in servizio nel 1931, fornirono ai Sovietici le basi per costruire una classe dotata di buone dimensioni e qualità e che fosse però primariamente dedita alla posa di mine in acque nemiche, compiendo inoltre un qualitativo passo in avanti rispetto alla classe Decembrista. La classe di dimostrò di successo in guerra: i tre migliori sottomarini sovietici per successi numerici (L-3, L-4 e L-21) erano tutti parte della classe.
Un difetto della prima variante della classe era dato dai lenti tempi di immersione (3 minuti).

Il perfezionamento della Classe Leninista venne ultimato nella variante XIII-bis.
Benché cinque dei sei battelli previsti fossero stati lanciati nel 1940, nessuno era in servizio al momento dell’invasione tedesca: l’importanza di dispiegare sottomarini posa-mine fece del completamento di questi battelli una priorità.
L’ultima variante della classe riproponeva il design della serie precedente (XIII), che aveva portato a miglioramenti generali in tutte le prestazioni, riuscendo inoltre a correggerne l’unico difetto: riportare il quantitativo massimo di mine che potevano essere caricate a bordo a 20 unità (tale modifica si rivelò probabilmente preziosa per i successi conseguiti dal battello L-21). Modifiche allo scafo nella precedente variante XIII ne avevano infatti ridotto il numero da 20 a 18. Questa serie presentava inoltre dei motori diesel differenti, consentendo un incremento ulteriore della velocità in superficie: arrivando in questo modo a sviluppare 18 nodi a fronte degli 11-12 delle prime varianti della Classe.


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L-23
Allo scoppiare del conflitto con la Germania, il battello era praticamente pronto all’86.9%, nel Mar Nero. Viene trasferito da Nikolayev a Sebastopoli a Luglio 1941 dove continua i lavori dove li completa ad Ottobre 1941. Trasferito infine nel più sicuro porto di Poti entra in servizio il 3 Dicembre 1941. Il giorno prima dell’entrata in servizio nella Flotta del Mar Nero, aveva avuto una collisione accidentale in porto con la nave idrografica Alekseev causando dei danni che ne protrarranno l’entrata effettiva in servizio al 16 Gennaio 1942.
Il danno comunque non impedì di effettuare una missione di pattugliamento preliminare a Dicembre 1941 dove però non vi fu nulla da segnalare.

Lo stato morale dell’equipaggio lasciava molto a desiderare, soprattutto a causa del primo comandante che si fece notare per episodi di ubriacatezza continui ed abusi verbali e minacce all’equipaggio (e al Commissario Politico) che portarono alla sua espulsione dal Partito, la rimozione dal comando e l’invio ad un Battaglione Penale (venne ulteriormente condannato per ulteriori simili episodi nell’Ottobre 1942 per poi essere trasferito sull’unità pattuglia SKA-051 ed essere ucciso in azione durante uno sbarco anfibio. Con la sua morte le accuse formali vennero rimosse e gli si diede una onorificenza postuma).

L’arrivo di un nuovo comandante permise di iniziare seriamente le operazioni di combattimento (bisogna sottolineare che lo L-23 era il più grande ed avanzato battello in servizio nella Flotta del Mar Nero al momento! Specie dopo la perdita del gemello L-24) ma la prima missione a Gennaio non portò ad alcun avvistamento e tra Febbraio-Marzo andò in mare tre volte per fare bombardamenti costieri presso Alushta ma ogni volta non aprì fuoco perché non individuò veri bersagli sulla terraferma.

Dopo una breve manutenzione, prese parte (come molti altri battelli della flotta) alle essenziali operazioni di trasporto e supporto durante l’Assedio di Sebastopoli.
In 7 missioni lo L-23 trasportò un totale di 363.3 tonnellate di munizioni, 263.5 tonnellate di cibo, 73.6 tonnellate di carburante e 9 persone, evacuando durante i viaggi di ritorno 229 persone (o 163 secondo altra fonte) tra cui 117 ufficiali del quartier generale della difesa costiera di Sebastopoli. Durante uno dei viaggi di rientro recuperò da Sebastopoli pezzi di ricambio essenziali per lo L-6. Durante le varie missioni subì diverse volte attacchi nemici: tra l’1 e il 2 Luglio si ebbe il momento più critico quando ormai le difese erano collassate e lo L-23 registrò in prossimità ben 800 diverse esplosioni tra bombe aeree e proiettili di artiglieria terrestre. Il 18 Giugno si era verificata una collisione accidentale con lo M-31, incassando danni, mentre il giorno successivo venne attaccato da aerei nemici con sei dozzine di bombe a distanza eccessiva.

Dopo riparazioni a Poti, andò in missione alla foce del Danubio ma rientrò subito l’11 Settembre a causa di malfunzionamenti.
Ad Ottobre depose il suo primo campo di 20 mine di fronte a Fedosia ma esse erano al di fuori della rotta usata dal naviglio locare e non fecero danni.
E’ spesso riportato che una mina flottante sopravvissuta abbia affondato il 15 Giugno 1943 la motozattera tedesca F-121: la distanza è notevole ma ciò non costituirebbe un problema per questa ipotesi, i tedeschi descrivono brevemente la mina ma attualmente non vi è consenso per una sua decisa attribuzione.


Novembre vide una campagna presso il Bosforo dove L-23 ottenne il suo principale ed unico successo.
Nella serata del 14 Novembre, attaccò un convoglio con tre siluri: venne centrata la petroliera tedesca Ossag (2793 GRT) che trasportava 3800 tonnellate di carburante. La nave rimase danneggiata ma non affondò, venne rimorchiata ad Istanbul e successivamente riparata nel corso del 1943 per poi rientrare in azione nell’ultimo anno di guerra nel Mar Nero.
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I cacciatorpediniere romeni Regina Maria e Regele Ferdinand lanciarono 32 cariche di profondità control lo L-23 causando alcuni danni alle strumentazioni interne.
Il 17 Novembre un membro dell’equipaggio perse la vita durante l’immersione rapida ordinata a seguito dell’apparire di cacciatorpediniere turchi.


Il 1943 si aprì nuovamente con una missione presso il Bosforo ma senza incontro con il nemico. A Marzo era invece in mare presso Eupatoria e il giorno 16 lanciò tre siluri contro una motozattera tedesca: essi però vennero avvistati per tempo ed evitati con una manovra. Le tre successive missioni (da Maggio ad Agosto) dello L-23 videro la posa di tre diversi campi minati presso Sevastpol, Capo Ilya e Capo Olinka. Durante tali missioni si ebbero avvistamenti con il nemico e lo stesso risultato lo si ebbe anche a Ottobre.
Novembre vide l’avvistamento di naviglio ma a causa di manovra troppo lenta si perse il momento buono.
Nessuno di questi campi portò a vittorie confermate.

L’ultimo anno di guerra nel Mar Nero vide anche l’ultima missione dello L-23 dalla quale non fece più ritorno.
Nella notte del 13 Gennaio 1944, attaccò con siluri la motozattera F-372 (mancandola) e nella serata del 15 effettuò la sua ultima comunicazione radio. Il giorno 17 invece mancò di farlo e non fece più ritorno alla base, andando disperso con tutto l’equipaggio (56 uomini) . Ad oggi (2019) lo scafo non è stato trovato e vi sono molteplici opzioni possibili per il suo affondamento.
1) Il 17 Gennaio 1944 lo L-23 potrebbe aver attaccato il cacciasommergibili tedesco UJ-106 con siluri, mancandolo. Nel contrattacco con cariche di profondità il battello sarebbe stato affondato, tuttavia non sembra esserci una rivendicazione consolidata da parte dell’unità tedesca che pattugliava insieme allo UJ-103 (la loro missione cessò il 18 a seguito di danni subito allo UJ-103 dopo un attacco aereo sovietico).
2) Il 18 Gennaio 1944 la motozattera tedesca F-239 riporta di aver individuato un periscopio e di aver effettuato uno speronamento con presunto impatto confermato ma nessun ulteriore segno di affondamento.
3) Il 30 Gennaio 1944 idrovolanti tedeschi dello SAGr.125 rivendicano l’affondamento di un battello sovietico. Ma per quella data lo L-23 avrebbe dovuto comunicare più volte alla base, cosa che non fece mai.

Complessivamente lo L-22 aveva preso parte a 22 campagne militari (incluse 7 di sostegno a Sebastopoli), sferrato 3 o 4 attacchi con siluri (almeno 11 siluri lanciati), danneggiando 1 bersaglio (Ossag).
Depose 4 campi (80 mine deposte), senza però vittorie confermate.




FONTI:
La maggior parte del testo è una traduzione dal sito http://www.sovboat.ru
Molte delle foto provengono dal sito. Altro materiale e informazioni/correzioni proviene da wikipedia, il sito navypedia, il forum forum.axishistory, il sito u-boat.net (meno affidabile), e sopratutto il forum russo tsushima.su.
L'autore di base di riferimento per le sopracitate fonti è Miroslav Morozov il più moderno e autorevole autore contemporaneo specializzato sulla Flotta Sovietica).

NOTA:
Correzioni, suggerimenti, aggiunte, come anche pareri o commenti o domande dettate da curiosità sono estremamente benvenuti.

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