K-1 classe Katyusha

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Lupodimare
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K-1 classe Katyusha

Messaggioda Lupodimare » 13/05/2019, 13:00

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CLASSE KATYUSHA
Le ambizioni di grande potenza navale necessitavano la realizzazione di grandi battelli con grande autonomia per operare su distanze impossibili ai tanti battelli costieri e di media stazza che venivano messi in servizio nella Flotta Sovietica nel periodo immediatamente precedente al conflitto.
Gli sforzi degli ingegneri navali sovietici portarono ad un design a doppio scafo che traeva alcuni spunti dalla fallimentare classe Pravda di sottomarini-incrociatori, ma si trattava di una classe completamente diversa in termini di prestazioni e capacità.
Benché la classe sia stata ufficialmente designata “Kreyserskaya“ (= “da crociera” ) essa venne universalmente nota con il nome “Katyusha”. Caratteristica fondamentale del battello era il pesante armamento offensivo: esso comprendeva anche due cannoni principali da 100mm in aggiunta a due da 45mm.
L’enfasi sovietica data alle mine navali vide l’inclusione di tali armi in misura pari a quella dei battelli posamine classe Leninista (20 mine portate a bordo), e tale scelta portò a svariate vittorie conseguite da questa classe. I piani originali prevedevano anche la possibilità di portare a bordo un piccolo idrovolante ricognitore da lanciare in mare aperto ma il velivolo non superò le valutazioni iniziali. Complessivamente la classe forniva ai Sovietici prestazioni elevate e ottime caratteristiche generali, tanto che sono in molti a ritenere come tale classe sia la miglior realizzazione sovietica del periodo. L’unico problema era lo scarso numero di battelli disponibili: appena 6 per la Flotta del Nord ed un pari numero in costruzione nel Baltico all’inizio del conflitto. Le unità nell’Artico vennero lanciate nella mischia ottenendo successi ma soffrendo anche pesanti perdite proprio per l’uso intenso (tutti meno uno affondarono in azione).
I battelli in costruzione nel Baltico invece entrarono in servizio solo verso la fine del conflitto ma riuscirono comunque ad aggiudicarsi alcuni successi senza subire perdite.



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K-1
Entra in servizio il 26 Maggio 1940 nella Flotta del Baltico, per poi essere rapidamente trasferito via canale interno alla Flotta del Nord il 6 Agosto 1940

Allo scoppiare del conflitto, lo K-1 subisce un raid in porto il 29 Giugno che causa 3 feriti tra l’equipaggio oltre al rendere palese la scarsa preparazione del comandante (avendo solo esperienza con la classe Malyutka): assumere il comando di quello che era il capoclasse della più grande ed avanzata classe di battelli della Flotta non era cosa da poco, e a ricoprire tale ruolo fu Mikhail A. Petrovich (comandante di brigata) che richiese volontariamente la degradazione per poter assumere il comando del battello. Un secondo raid aereo in porto il 19 Luglio (16 bombe a distanza ravvicinata) causarono del danno.

Nonostante questi problemi iniziali, lo K-1 andò per la sua prima missione a lungo raggio presso le coste dell’isola di Nuova Zemlya per intercettare potenziali caccia-torpediniere. La missione risultò portare ad un incidente di fuoco amico: avvistati due dragamine ausiliari che non diedero segnale corretto in risposta (temendo fosse uno U-boat tedesco), finché vennero fermato con un colpo di avvertimento di 45mm. Risolto il disguido lo K-1 fu a sua volta vittima di un ben più pericoloso incidente quando un idrovolante sovietico lo attaccò con mitragliatici senza però colpirlo. La missione si concluse con impatto sul fondale durante una immersione e danno per 8 giorni di lavori.

Dopo questo inizio poco entusiasmante, lo K-1 andò in missione in acque norvegesi ad inizio Settembre, dove venne colto da mare in tempesta che inflisse dei danni e frustrò ogni tentativo di avvicinarsi a potenziali bersagli. Curiosamente si trattò della campagna di un battello della Flotta del Nord più distante in assoluto dalle acque sovietiche: si andò infatti a pattugliare le acque del Vestfjord (contea di Nordland). A completare il quadro di una seconda missione fallimentare fu il lancio accidentale di un siluro (con sportello chiuso) mentre manovrava per rientrare nel porto, ma l’arma rimase bloccata su di un molo.

Ad Ottobre, il battello iniziò a dedicarsi alle missioni di posa di mine che frutteranno considerevoli successi. La posa del primo campo il 28 Ottobre non avvenne senza problemi (causati da nuovamente da tempesta), e portò subito ad un primo risultato perché su di esse andò perduto il mercantile tedesco Flottbek (1930 GRT) l’8 Novembre 1941.
Durante la navigazione di rientro alla base, un aereo tedesco causò alcuni impatti da mitragliatrice il 30 Ottobre, senza ulteriori danni.

Dicembre vide una seconda missione dedita alla posa di mine, questa volta senza i problemi riscontrati durante la prima missione. Il 18 Dicembre si ebbe il rocambolesco incontro con il caccia-sommergibile tedesco UJ-1214: lo K-1 aveva inizialmente tentato un attacco in superficie perché (a causa della nebbia) ritenne di avere a che fare con un rimorchiatore. I tedeschi risposero con fuoco di artiglieria e tentarono una manovra di speronamento, ma il comandante deviò la rotta all’ultimo temendo che la conseguente collisione (più che speronamento) avrebbe potuto affondare anche il suo battello. Nonostante la nave sparò ben 180 colpi da 20mm, lo K-1 ne uscì incolume. La campagna per il battello sovietico si chiuse dieci giorni dopo con due siluri lanciati a vuoto contro lo UJ-1416 e la nave-civetta Schiff-31

Il primo anno di guerra si concluse con un ultima campagna di posa di mine che nuovamente ottenne successo: sul campo deposto il 17 Dicembre, andò affondato il 26 Dicembre il mercantile norvegese Kong Ring (1994 GRT) che trasportava a bordo 269 soldati della Wehrmacht in licenza (si salvarono solo in 12).
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Dopo delle piccole riparazioni, il K-1 entrò di nuovo in azione il 30 Gennaio deponendo un nuovo campo di mine nel Tanafjord. Presenza di forte nebbia aveva ritardato le operazioni di posa, e il comandante decise alla fine di lasciare le mine orientandosi approssimativamente con il profilo della costa. 6 mine non vennero deposte perché una di esse si era bloccata a causa di un errore di fabbricazione. Le mine di Gennaio comunque non portarono ad altri successi.


La sesta campagna di aprile si rivelò particolarmente proficua. Un primo sbarramento di mine deposto a Kvenangen fjord causò l’immediata perdita l’8 Aprile del mercantile tedesco Kurzsee (754 GRT) con un carico di viveri. I tedeschi si dedicarono allo sminamento del campo, ma l’operazione non venne interamente completata poiché a quasi un anno di distanza (il 17 Febbraio 1943) il mercantile tedesco Moltkefels (7863 GRT) impattò su di una mina sopravvissuta: incassò gravi danni pur senza affondare (la nave portava prigionieri di guerra Sovietici).
Un ultimo gruppo di sette mine venne infine deposto presso l’isola di Loppakalven e anch’esse ottennero successo: il 23 Maggio 1942 andò infatti affondato il mercantile tedesco Asuncion (4626 GRT) con un carico di viveri.
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La missione si concluse con lo sbarco di 3 partigiani Norvegesi dietro le linee nemiche, nell’isola di Serey il 10 Apile. Il K-1 rimase in mare fino al 21 Aprile, come scorta esterna ai convogli alleati QP-10 e PQ-14 durante i quali si riportò solo problemi dati dal cattivo tempo.

Nella seconda metà di maggio il battello andò in mare senza mine per una missione di attacco convenzionale, riportando solo problemi. Il 19 Maggio venne attaccato da un aereo tedesco che lanciò bombe in prossimità, nei giorni successivi numerosi attacchi vennero ripetuti (il battello contò 315 esplosioni, di cui 72 a distanza ravvicinata). La campagna vide solo 2 tentativi di manovre di attacco contro potenziali bersagli senza lancio di siluri. Dopo aver navigato come scorta esterna al convoglio PQ-16, il K-1 rientrò quindi alla base.


Dopo due mesi di manutenzione, necessarie a causa di un raid aereo in porto il 2 Luglio che aveva causato 53 fori da frammenti, rientrò in mare ad Agosto.
Nuovamente in missione per una posa di mine (a Porsanger fjord), il K-1 riscontrò la sua sesta vittoria: sulle mine deposte andò infatti affondato il 12 Settembre 1942 il mercantile tedesco Robert Bornhofen (6643 GRT) con un carico di carbone.
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La campagna si concluse l’11 Agosto a causa dell’impatto a distanza di una mina tedesca dello sbarramento difensivo “Karin”. Il K-1 incassò diversi danni minori ma furono sufficienti a convincere il comando per ordinare il rientro alla base.

Dopo una navigazione in supporto ai convogli alleati QP-13 e PQ-18 in Autunno, il K-1 tornò alle sue proficue missioni di posa di mine. Il 18 Novembre depose nuovamente mine a Porsangerfjord che portarono ad una doppia vittoria (portando l’ammontare di vittorie del K-1 a 8): nella sera del 6 Dicembre, la nave pattuglia tedesca NM-21 centrò una mina del campo e la gemella NM-01 andò a sua volta a picco quando tentò di prestare soccorso alla prima unità. Complessivamente perirono 57 membri dei due equipaggi e 8 soldati in licenza della Wehrmacht che venivano trasportati a bordo.
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Foto della NM-21.
Altre mine deposte a Dicembre non ebbero invece successo.

Il terzo anno di guerra si aprì con il cambio di comandante: il competente capitano Petrovich venne di nuovo posto in una posizione di comando a terra mentre l’ex-comandante dello M-171 prese il suo posto. La prima campagna con il nuovo comandante non ebbe successo perché lo K-1 venne colto in pieno da una violenta tempesta che causò non pochi problemi. A seguito di questa prima missione del 1943, e di una seconda più breve di pattuglia, lo K-1 vene giustamente posto in manutenzione visto l’intenso ciclo operativo.

Ciononostante si decise di mandare il K-1 in mare il 5 Settembre 1943 per una missione volta ad intercettare potenziali unità maggiori tedesche in ingresso nelle acque artiche sovietiche. Il battello andò in mare senza comandante (con in sua vece il comandante della 1° Divisione) e non fece mai più ritorno insieme ai 72 membri dell’equipaggio.
E’ probabile che il battello sia stato avvistato l’ultima volta il 1 Ottobre 1943 dal tedesco U-960. Ad oggi lo scafo non è ancora stato trovato.
Si ritiene che la plausibile causa della Perdita sia una delle numerose mine flottanti degli sbarramenti tedeschi posti in acque norvegesi.
E’ anche possibile che lo K-1 sia andato affondato per un guasto tecnico o anche che sia incappato in un campo di mine che era stato deposto dall’incrociatore tedesco Admiral Hipper il 26 Settembre 1942.


Al momento della sua perdita (e anche a seguito di valutazioni post-guerra), il K-1 risultò essere il miglior battello della Flotta del Nord per numero di vittime.
In 15 campagne aveva sferrato 1 singolo attacco con siluri senza successo ma aveva deposto ben 8 campi di mine che portarono a 7 affondamenti (Flottbek, Kong Ring, Kurzsee, Asuncion, Robert Bornhofen, NM-01, NM-21) ed un danneggiamento (Moltkefels).









FONTI:
La maggior parte del testo è una traduzione dal sito http://www.sovboat.ru
Molte delle foto provengono dal sito. Altro materiale e informazioni/correzioni proviene da wikipedia, il sito navypedia, il forum forum.axishistory, il sito u-boat.net (meno affidabile), e sopratutto il forum russo tsushima.su.
L'autore di base di riferimento per le sopracitate fonti è Miroslav Morozov il più moderno e autorevole autore contemporaneo specializzato sulla Flotta Sovietica).

NOTA:
Correzioni, suggerimenti, aggiunte, come anche pareri o commenti o domande dettate da curiosità sono estremamente benvenuti.

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