K-3 classe Katyusha

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Lupodimare
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K-3 classe Katyusha

Messaggioda Lupodimare » 18/05/2019, 22:02

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CLASSE KATYUSHA
Le ambizioni di grande potenza navale necessitavano la realizzazione di grandi battelli con grande autonomia per operare su distanze impossibili ai tanti battelli costieri e di media stazza che venivano messi in servizio nella Flotta Sovietica nel periodo immediatamente precedente al conflitto.
Gli sforzi degli ingegneri navali sovietici portarono ad un design a doppio scafo che traeva alcuni spunti dalla fallimentare classe Pravda di sottomarini-incrociatori, ma si trattava di una classe completamente diversa in termini di prestazioni e capacità.
Benché la classe sia stata ufficialmente designata “Kreyserskaya“ (= “da crociera” ) essa venne universalmente nota con il nome “Katyusha”. Caratteristica fondamentale del battello era il pesante armamento offensivo: esso comprendeva anche due cannoni principali da 100mm in aggiunta a due da 45mm.
L’enfasi sovietica data alle mine navali vide l’inclusione di tali armi in misura pari a quella dei battelli posamine classe Leninista (20 mine portate a bordo), e tale scelta portò a svariate vittorie conseguite da questa classe. I piani originali prevedevano anche la possibilità di portare a bordo un piccolo idrovolante ricognitore da lanciare in mare aperto ma il velivolo non superò le valutazioni iniziali. Complessivamente la classe forniva ai Sovietici prestazioni elevate e ottime caratteristiche generali, tanto che sono in molti a ritenere come tale classe sia la miglior realizzazione sovietica del periodo. L’unico problema era lo scarso numero di battelli disponibili: appena 6 per la Flotta del Nord ed un pari numero in costruzione nel Baltico all’inizio del conflitto. Le unità nell’Artico vennero lanciate nella mischia ottenendo successi ma soffrendo anche pesanti perdite proprio per l’uso intenso (tutti meno uno affondarono in azione).
I battelli in costruzione nel Baltico invece entrarono in servizio solo verso la fine del conflitto ma riuscirono comunque ad aggiudicarsi alcuni successi senza subire perdite.



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K-3
Entra in servizio il 19 Dicembre 1940 nella Flotta del Baltico, dove venne colto dallo scoppiare del conflitto: effettuò una missione in tutta fretta il 26 Luglio 1941 dove avrebbe dovuto in teoria deporre mine ma non accadde a causa di problemi tecnici. Al rientro alla base si organizzò il pianificato trasferimento alla Flotta Settentrionale via canale interno, venendo incorporato alla Flotta il 17 Settembre 1941.

La sua prima missione nell’Artico venne caratterizzata da un significativo successo. Innanzitutto depose in campo di mine il 23 Novembre 1941: i tedeschi smineranno il campo ma non interamente, ed esse si renderanno responsabili il 30 Gennaio 1942 dell’affondamento del piccolo mercantile norvegese Ingoy (327 GRT).
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Foto dell'Ingoy

Nel pomeriggio del 3 Dicembre, il K-3 lancia una salva a vuoto contro un mercantile per poi essere bersagliato dai cacciasommergibili tedeschi UJ-1403, UJ-1416 e UJ-1708 con cariche di profondità. Il battello iniziò a soffrire per l’intensità dell’attacco, tanto che il comandante decise l’emersione rapida e di tentare di sganciarsi combattendo con il fuoco di artiglieria. Una volta in superficie scoppiò un duello di artiglieria, durante il quale UJ-1708 incassò un colpo diretto da 100mm, affondando rapidamente. UJ-1416 poteva fare poco essendo armato solo con 20mm (molte fonti indicano che subì danni, ma apparentemente non ve ne furono), mentre UJ-1403 sparò una sessantina di colpi da 88mm senza centri.
In 17 minuti di combattimento il K-3 aveva sparato 39 colpi da 100mm e 47 da 45mm, ricevendo solo danni minori (probabilmente schegge).


Il secondo anno di guerra ebbe inizio con una nuova campagna decisamente più modesta: mare in tempesta aveva causato alcuni problemi (antenna radio tranciata, periscopio ecc..) e infiltrazione di acqua nella sala motori che causò un corto circuito locale e un principio di incendio costringendo quindi il K-3 al rientro alla base.

La campagna di Marzo 1942 per poco non fu l’ultima per il K-3: nel tentativo di approcciare un convoglio venne scoperto dalla scorta il 18 Marzo e costretto all’immersione profonda e alla fuga con cariche di profondità, durante tali manovre una mina esplose in prossimità causando una serie di danni (quasi tutta l’apparecchiatura e i periscopi della torre messi fuori uso), costringendo al rientro.

Dopo una uscita ad Aprile 1942 senza incontri (scorta a distanza dei convogli Alleati QP-10 e PQ-14), il battello venne messo in manutenzione.
La necessità di un ricambio di batteria vide l’utilizzo della batteria del gemello K-53 (incompleto nel Baltico), durante i lavori avvenne inoltre l’istallazione del sistema Dragon-129.

Rientrato in azione a Novembre 1942, non vi furono eventi di nota in quella missione.
Lo stesso accadde per la missione a fine Dicembre 1942, quando in teoria il K-3 ricevette indicazioni di tentare di intercettare un gruppo da battaglia tedesco (Admiral Hipper e Lutzow con relativi cacciatorpediniere) ma il K-3 giunse nella posizione assegnata quando i tedeschi erano oramai rientrati.


Il nuovo anno di guerra giunse insieme alla decisione del comando di utilizzare le nuovi dotazioni sonar Dragon-129 per coordinare le operazioni tra diversi battelli.
La missione del 3 Febbraio infatti vide lo stretto contatto tra K-3 e K-22, con a bordo ufficiali di alto rango e un giornalista. I due battelli agirono di concerto e il K-3 lanciò i propri siluri contro una coppia di cacciasommergibili il 5 Febbraio, centrando e colando a picco lo UJ-1108. Tecnicamente durante l’attacco i due battelli non si coordinarono bene e la vittoria è merito individuale del K-3.
La campagna proseguì con i due battelli che si distanziarono senza più rientrare in contatto : dopo un breve contatto il 6 Febbraio 1943 contro il posamine Brummer e i cacciatorpediniere Z-6 e Z-31, il K-3 ottenne un nuovo successo intercettando un convoglio nemico il 12 Febbraio. Nell’evitare i siluri, il grosso mercantile tedesco Fechenheim (8116 GRT) andò a finire sugli scogli incassando danni gravissimi: benché rimorchiato in Germania non poté essere riparato, divenendo quindi una perdita completa. Nel frattempo il K-22 era andato affondato su mine nemiche il 7 Febbraio.
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Foto del Fechenheim


Il K-3 non dovette attendere molto per subire una simile fine, poiché non fece più ritorno dalla successiva missione di Marzo insieme ai 68 membri dell’equipaggio.
Il 17 Marzo 1943 i tedeschi riportarono un attacco con siluri contro un convoglio (senza successi) e i cacciasommergibili UJ-1102, UJ-1106 e UJ-1111 lanciarono oltre 100 cariche di profondità con forti indizi dell’affondamento del bersaglio (questa ad oggi è considerata la causa primaria della perdita), secondariamente esiste una seconda rivendicazione effettuata dalle navi pattuglia V-5903 e V-6103 (19 cariche di profondità lanciate) il 28 Marzo 1943.
E’ infine possibile che entrambi gli attacchi siano avvenuti su farsi contatti e il K-3 sia affondato con tutto l’equipaggio nello sbarramento difensivo tedesco “Ursula” o nell’”NW-10” a Porsanger fjord.






FONTI:
La maggior parte del testo è una traduzione dal sito http://www.sovboat.ru
Molte delle foto provengono dal sito. Altro materiale e informazioni/correzioni proviene da wikipedia, il sito navypedia, il forum forum.axishistory, il sito u-boat.net (meno affidabile), e sopratutto il forum russo tsushima.su.
L'autore di base di riferimento per le sopracitate fonti è Miroslav Morozov il più moderno e autorevole autore contemporaneo specializzato sulla Flotta Sovietica).

NOTA:
Correzioni, suggerimenti, aggiunte, come anche pareri o commenti o domande dettate da curiosità sono estremamente benvenuti.

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