K-23 classe Katyusha

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Lupodimare
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K-23 classe Katyusha

Messaggioda Lupodimare » 01/06/2019, 10:21

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CLASSE KATYUSHA
Le ambizioni di grande potenza navale necessitavano la realizzazione di grandi battelli con grande autonomia per operare su distanze impossibili ai tanti battelli costieri e di media stazza che venivano messi in servizio nella Flotta Sovietica nel periodo immediatamente precedente al conflitto.
Gli sforzi degli ingegneri navali sovietici portarono ad un design a doppio scafo che traeva alcuni spunti dalla fallimentare classe Pravda di sottomarini-incrociatori, ma si trattava di una classe completamente diversa in termini di prestazioni e capacità.
Benché la classe sia stata ufficialmente designata “Kreyserskaya“ (= “da crociera” ) essa venne universalmente nota con il nome “Katyusha”. Caratteristica fondamentale del battello era il pesante armamento offensivo: esso comprendeva anche due cannoni principali da 100mm in aggiunta a due da 45mm.
L’enfasi sovietica data alle mine navali vide l’inclusione di tali armi in misura pari a quella dei battelli posamine classe Leninista (20 mine portate a bordo), e tale scelta portò a svariate vittorie conseguite da questa classe. I piani originali prevedevano anche la possibilità di portare a bordo un piccolo idrovolante ricognitore da lanciare in mare aperto ma il velivolo non superò le valutazioni iniziali. Complessivamente la classe forniva ai Sovietici prestazioni elevate e ottime caratteristiche generali, tanto che sono in molti a ritenere come tale classe sia la miglior realizzazione sovietica del periodo. L’unico problema era lo scarso numero di battelli disponibili: appena 6 per la Flotta del Nord ed un pari numero in costruzione nel Baltico all’inizio del conflitto. Le unità nell’Artico vennero lanciate nella mischia ottenendo successi ma soffrendo anche pesanti perdite proprio per l’uso intenso (tutti meno uno affondarono in azione).
I battelli in costruzione nel Baltico invece entrarono in servizio solo verso la fine del conflitto ma riuscirono comunque ad aggiudicarsi alcuni successi senza subire perdite.



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K-23
Entra in servizio il 25 Settembre 1940 nella Flotta del Baltico per poi iniziare la primavera seguente il trasferimento via canale nel nord. Dopo qualche rallentamento a causa dello scoppio del conflitto, si aggregò alla Flotta Settentrionale il 30 Settembre 1941

Il mese successivo entra in azione per la prima volta nell’area di Kirkenes venendo colto da una pesante tempesta che impedì la posa delle mine (incassando al contempo danni alle antenne radio e agli alloggiamenti dei cannoni da 100mm). Rientrò rapidamente alla base per poi uscire di nuovo solo per essere nuovamente costretto al rientro a causa della pesante nebbia. Al terzo tentativo riuscì finalmente a compiere la sua missione il 29 Ottobre, deponendo il suo carico di venti mine.
I tedeschi non si accorsero inizialmente del campo e il 5 Novembre vi andò gravemente danneggiato il dragamine tedesco M-22 (10 membri dell’equipaggio feriti).
La nave rimase a galla e venne successivamente riparata. Vecchie fonti indicavano anche il mercantile Flotbek (1930 GRT) come vittima ma esso andò affondato per le mine del K-1.

La successiva campagna di Novembre 1941 vide la posa di un altro campo di mine presso l’isola Loppa. Quindi si dedicò alla ricerca di naviglio nemico.
Il 26 Novembre 1941 cannoneggiò (15 colpi da 100mm) la motobarca norvegese Start (126 GRT) che trasportava anche dei tedeschi a bordo: la nave in sé non registrò danni ma l’equipaggio (parte di esso si era allontanato con una scialuppa) riportò 7 feriti a causa di schegge.

Proseguendo la missione, il K-23 ebbe una collisione accidentale con degli scogli incassando alcuni danni ed il resto della campagna vide una costante lotta con il mare in tempesta. Il battello rientrò infatti con diversi danni a causa del mare inclemente.
Nel frattempo il campo deposto non ottenne successi: molte fonti indicano l’affondamento del mercantile norvegese Birk (3664 GRT) ma esso andò invece affondato in uno sbarramento di mine difensive tedesche. L’affondamento del norvegese Kong Ring (1994 GRT) fu ancora una volta successo del K-1.


Il secondo anno di guerra ebbe immediatamente inizio a Gennaio con una nuova missione di posa di mine. La posa si interruppe all’undicesima mina a causa di un malfunzionamento tecnico: il comandante tuttavia decise di effettuare riparazioni di emergenza (benché il battello fosse in pericolose acque nemiche), che permisero di deporre le mine restanti pur con un ulteriore pausa. Nonostante questi sforzi e il rischio corso, la posa di questo campo avvenne al di fuori della rotta comunemente usata dal nemico e non causò danni. Il K-23 non lasciò la zona di operazioni e tentò un attacco con siluri l’8 Gennaio ma a causa di un errore umano il singolo siluro venne lanciato anticipatamente e il potenziale bersaglio sfuggì.
Il giorno successivo, il 9 Gennaio 1942, il K-23 intercettò la motobarca norvegese Amberget: curiosamente, benché di fatto si trattasse di un battello appartenente alla parte avversa (Norvegia occupata), il comandante del K-23 si accontentò di interrogare lo skipper della motobarca e di catturare come trofeo la bandiera norvegese, per poi rilasciare la motobarca con tutto l’equipaggio.
Il 14 Gennaio il K-23 avvistò un convoglio ma venne rapidamente attaccato dal dragamine M-1501 che lanciò solo 5 cariche senza esito ma sufficienti ad interrompere la manovra di attacco.
Il K-23 concluse la missione con una vittoria di superficie: il 19 Gennaio avvistò il piccolo mercantile norvegese Soroy (505 GRT) (trasportava cargo misto) che venne colato con 31 colpi da 100mm sparati da entrambi i cannoni (ben 23 colpi andarono a segno). La nave apparentemente resistette ai colpi inflitti e il K-23 lanciò una coppia di siluri: uno passò sotto la chiglia bassa del battello, il secondo sfiorò il Soroy di 100 metri. Tuttavia il danno fu sufficiente e la nave avvolta dalle fiamme colò a picco con la morte di 2 membri dell’equipaggio.
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Dipinto sovietico (erroneamente raffigurante due bersagli).

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Foto del Soroy

Il battello sovietico rientrò in azione tra fine Febbraio e Marzo 1942, inizialmente come scorta a lunga distanza al convoglio PQ-12. Durante la campagna non si avvistò alcun potenziale bersaglio a causa della scarsa visibilità data dal mare in tempesta.

Il 28 Aprile 1942 il K-23 diede inizio alla sua ultima missione dalla quale non fece più ritorno.
Il 23 Maggio 1942 si imbatté in un convoglio nemico, lanciò siluri a lunga distanza senza effetto anche se uno affondò a dieci metri dal caccia-sommergibile UJ-1110.
I tedeschi si diedero alla caccia del battello sovietico, che emerse ed affrontò il nemico in superficie: nella conseguente battaglia di artiglieria, i cacciasommergibili UJ-1101 e UJ-1110 spararono rispettivamente 78 e 44 colpi da 88mm per poi essere attaccato dallo UJ-1109 che rivendicò un colpo diretto a segno pur senza fermare il K-23 che continuava a navigare e a sparare. I tedeschi chiamarono l’aviazione mentre il K-23 riuscì a mettersi a contatto con la base rivendicando l’attacco contro il convoglio e la battaglia di superficie.
Un bombardiere Ju-88 avvistò il K-23 piazzando due bombe a distanza ravvicinata che causarono probabilmente gravi danni tanto da costringere all’immersione.
I caccia-sommergibili tornarono quindi all’attacco con lancio di 63 cariche di profondità, seguite da altre 9 cariche lanciate individualmente dallo UJ-1109 che inflissero probabilmente il colpo di grazia al battello.

Con il K-23 andarono perduti i 71 membri dell’equipaggio.













FONTI:
La maggior parte del testo è una traduzione dal sito http://www.sovboat.ru
Molte delle foto provengono dal sito. Altro materiale e informazioni/correzioni proviene da wikipedia, il sito navypedia, il forum forum.axishistory, il sito u-boat.net (meno affidabile), e sopratutto il forum russo tsushima.su.
L'autore di base di riferimento per le sopracitate fonti è Miroslav Morozov il più moderno e autorevole autore contemporaneo specializzato sulla Flotta Sovietica).

NOTA:
Correzioni, suggerimenti, aggiunte, come anche pareri o commenti o domande dettate da curiosità sono estremamente benvenuti.

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