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Conoscere la Storia serve a ricordare.. ~ " Nel Forum e nel Sito Troverete tutti i 181 Regi Sommergibili" ~ ...Schede - Immagini e Articoli in Sez. Regi Sommergibili I-II Guerra Mondiale

Una razza scontrosa e fedele,vigorosa e fiera capace di ogni rinuncia e dedizione con i suoi riti il suo coraggio e la sua fede.....è l'Uomo di mare... ~ Grupsom è EMERSO per ricordare il sacrificio e il tributo di sangue dei nosgtri Marinai ~ Consultate l'immenso Archivio reso disponibile grazie al lavoro dei nostri STORICI...per non Dimenticare...

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> La guerra di Spagna, Motivazioni e origini.
CV.Etna
Inviato il: Jul 24 2008, 05:54 PM
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Premesso che sono un dichiarato estimatore di Giorgerini,in ciò che
giustificatamente reputo come una sorta di bibbia o vademecum
storico del sommergibilismo italiano : UOMINI SUL FONDO,vi sono
alcuni punti che pur se sostenuti con forza e autorevolezza dall'autore,prestano
il fianco ad alcune perplessità ancorchè nulla sottraggano allo immenso valore
dell'opera.

cito..................(1) Pag.185 e 186

L'Italia si trovò coinvolta nella guerra di Spagna per due motivi fondamentali:
il primo furono le manovre del capo della rivolta militare spagnola, generale
Francisco Franco, per ottenere aiuti dalla Germania e dall'Italia; Franco si ritrovò
poi con una presenza attiva di quest'ultima di gran lunga più numerosa e
ingombrante di quanto lui avesse pensato, il secondo era il deteriora-
mento dei rapporti tra l'Italia e la Gran Bretagna e la Francia, risalente
all'ancora recente vicenda etiopica; fatto che poneva l'Italia in contrap-
posizione non solo a queste potenze, ma anche a ogni schieramento che
fosse in qualche modo sostenuto da Londra e da Parigi. E questo era pro-
prio il caso della Spagna repubblicana. Questo comportamento era anche
conseguente a quell'ingiustificata euforia di Mussolini che considerava
ormai l'Italia, dopo l'aggressione all'Etiopia e la sua conquista, arbitra
nel Mediterraneo e chiamata alla vocazione oceanica.
............
Valeva la pena,forse,ricordare che comunque dietro tutto ciò,c'era soprattutto
la necessità di scardinare il portone occidentale di Gibilterra.
Al momento (da parte italiana) apparve l'occasione da non perdere per indurre
poi Franco ,per ricnoscenza,a schierarsi dalla parte dell'Asse e dare una mano
per archiviare la pratica di Gibilterra.Forse una più attenta analisi politica, una
maggior lungimiranza e una maggiore esperienza di politica estera,avrebbero
potuto lasciare, quanto meno, adito a seri dubbi.
Giocare in politica estera come al poker,con annessi bluff e giochi al buio,non è
soltanto dissennato e avventato,e comunque,anche volendo,occorrono ben altre
capacità ed esperienza che nè Mussolini nè gli altri avevano.
Con Gibilterra, Alessandria e Malta,saldamente in mani inglesi,quale arbitrio pensava di esercitare nel Mediterraneo e quindi come poteva dare sfogo alle ambizione oceaniche?
E su questo ingiustificato ottimismo di Mussolini non può non esserci che unanimità di consensi.

Cito.....................Pag 186

Mentre questa trasse dal conflitto spagnolo utili insegnamenti per la sua
preparazione bellica,specie nella condotta della guerra aerea, l'Italia potè solo dare una dimostrazione di un certo grado di impreparazione, collezionando alcune
brutte figure, con reazioni di insofferenza, se non peggio, da parte degli
stessi nazionalisti spagnoli.

E qui,ovviamente,si impongono altre riflessioni,sebbene a distanza di oltre 70 anni
tutto appaia e resti relativo.
Facendo un passo indietro,verso il 1911,anno d'inizio della guerra libica,salta subito
agli occhi la preparazione delle forze armate in generale,e la grossa novità dell'impiego in guerra dell'aviazione,in prima assoluta mondiale si direbbe oggi.
La Règia Marina diede il via ad una serie di operazioni brillanti e mirate sulle quali
indubbiamente primeggiarono le prime esperienze di sbarchi anfibi : Libia e Dodecaneso.
Ben organizzati,coordinati e condotti ,nonostante che i mezzi non fossero
del tutto all'altezza.Nelle operazioni a terra,qualche magagna era ancora da registrare e lasciava intendere che le non lontane esperienze Abissine,poco avessero insegnato.
A riprova di ciò,rimase in mani italiane soltanto un'ampia fascia costiera,il resto era
ancora tutto da fare.
In circostanze analoghe e successive,la Règia Marina apparve immemore delle esperienze maturate e se solo si osservano i mezzi utilizzati per lo sbarco a Creta,scappa davvero da ridere.Mentre al contrario,le prestazioni nel corso della Grande Guerra,ancorchè limitate a unità "sottili" , parevano sostanzialmente fondate su preparazione sia di uomini sia di mezzi.
Ad onta delle pur numerose unità messe in linea nell'interregno fra le due guerre,la
Règia Marina dava l'impressione di essere afflitta oltre che da poca preparazione,anche da una specie di complesso di inferiorità,sfociato talvolta in sopravvalutazioni invero pretestuose e di circostanza,in definitiva dal sapore leggermente patetico.
Conseguentemente,le prestazioni "amichevoli" e "disinteressate" nella guerra di
Spagna non potevano non essere affette da approssimazione e impreparazione.
Questo non era dovuto alla maggiore o minore importanza che veniva riconosciuta
al conflitto,bensì proprio da mezzi e materiali non idonei ; gli uomini in generale
fecero ciò che potevano,ma è mio profondo convincimento che siano stati mal
comandati nella maggioranza dei casi. Vi era un divario eccessivo fra vertici e manovalanza con annessi gradi intermedi,e non solo nelle attribuzioni,bensì nel modo di ragionare,di affrontare cose ed eventi,in definitiva apparivano due mondi diversi : oggi le cose non affatto cambiate.
E visto l'andazzo,ben difficilmente le forze coinvolte avebbero potuto trarne beneficio.
La nostra Marina più che una "fleet in being" appariva una flotta "part time";
-- Non era previsto impegnare il nemico in ore notturne.
-- Non era previsto l'impiego delle artiglierie al buio notturno,con o senza luna.
-- Non era previsto addestramento a tal fine.
-- Non erano disponibili (almeno a bordo) cariche a vampa ridotta per il buio.
-- Le uscite delle unità grandi si riducevano mese dopo mese per ottimizzare i
consumi delle scarse scorte di carburante,in favore delle unità "sottili",letteralmente
consuntesi nella scorta ai convogli e perchè probabilmente più spendibili.
-- Una eccessiva centralizzazione del comando in quell'elefante che era Supermarina.
-- Una scarsa autonomia dei comandi in mare.
-- Consapevolezza di non poter sostituire il naviglio affondato.
-- Ordine tassativo di impegnare il nemico solo in condizioni di comprovata superiorità !
E' mio convincimento che quest'ordine abbia una sola valenza:Battere in ritirata.
Stabilire la superiorità numerica comportava necessariamente entrare in contatto
visivo quantomeno se non diversamente disponibili adeguati mezzi di ricognizione.
Stabilita l'inferiorità ci si disimpegnava ! A me suona BATTERE IN RITIRATA.
I tedeschi trassero profitto da quelle "esercitazioni dal vero" ? In che senso ?
Se già davano prova di organizzazione ed efficienza,quell'esperienza servì loro solo per
affinare o dare qualche "registratina" alla complessa macchina da guerra teutonica.
Per noi,al contrario,non c'era da sperimentare bensì da apprendere ex novo.
La mancanza di una idonea dottrina d'impiego della componente subacquea e tutte
le altre limitazioni furono determinanti al punto che non solo fossero "scontate" le
nostre prestazioni,ma non sarebbero servite come esperienze.I fatti successivi
dimostrarono quanto sopra.

Cito..................Pag 186

La partecipazione della Règia Marina alla guerra civile di Spagna
non incontrò avversione all'interno della forza armata.Il suo capo di
Stato Maggiore la vide anzi come una buona occasione addestrativa,
specie per i sommergibili.

Circa l'addestramento,le intenzioni non erano difformi da quelle dei tedeschi.
Per avversione immagino debba intendersi buona disposizione o volontà di
aderire.Viceversa,se si intende rifiuto, anche se motivato,mi chiedo soltanto se
fosse stato possibile sottrarsi all'ordine di Mussolini.
Neanche la comprovata impreparazione dell'esercito riuscì a dissuaderlo dalle invasioni
dell'Albania prima e Grecia dopo,nonostante il ritrovato coraggio di Badoglio nel
dire la verità a Mussolini,salvo pagare di persona in termini di carriera.(Poco se ne curò
dal momento che è sempre riuscito a venirne fuori con un guadagno)
Non erano più orde di guerrieri abissini con lance,zagaglie e coltelli,bensì guerrieri armati sottobanco da altre potenze europee,quindi ben altro.Eppure......si buttò a capofitto nel disastro.
Dopo la non riuscita e non brillante prestazione spagnola,ci fu qualcuno a farsi carico di comunicare a S.E. il duce, come stessero realmente le cose ?
Dubito fortemente, posto che si vedeva in quell'esperienza un'ottima occasione
per farsi le ossa ; roba da sant'uffizio ! Mandare la gente al fronte per fargli fare le ossa !
Battelli che denunciavano gravi carenze costruttive,siluri difettosi con una bassissima
percentuale di centri,e la mancanza di una centralina automatizzata che risolvesse
da sola il problema del calcolo dei dati di lancio.L'unica "pezza" che fu messa,fu sui siluri che
vennero modificati e migliorati.Tutte le altre problematiche restarono,affidandosi sempre più alla buona volontà e alla bravura degli equipaggi.A riprova di ciò,molti equipaggi di sommergibili,compreso gli atlantici,si erano dotati di tabelle fatte in "casa" e in certi casi,
alcuni parametri venivano disegnati sulla lamiera della plancia con pennello e pittura bianca.

Cito..............Pag 186

Operativamente la partecipazione al conflitto spagnolo non dette ri-
sultati positivi, perché nella condotta delle azioni, specie in quelle dei
sommergibili, emersero le manchevolezze proprie della preparazione
della nuova Marina italiana.

Vale per quanto sopra.

Cito...............Pag. 186

Eppure, l'ho già dichiarato tempo addietro a
chiare lettere, quel tipo di intervento a favore della Spagna nazionalista
e franchista non è una bella pagina nel libro della storia della Marina
italiana. Non lo è sotto il profilo politico e morale, non lo è sotto quello
operativo. Non fu infatti, da parte italiana, una guerra dichiarata e fatta
a bandiere spiegate, col proprio nome e cognome, e nemmeno fu una
guerra corsara perché anch'essa si conduce entro determinate regole uf-
ficiali e con parti ben distinte e identificate. Nella marineria c'è sempre
stato un solo nome per definire questo tipo di missioni: pirateria. Una
guerra pirata, al di là degli illustri precedenti, non è mai comunque una
bella pagina nella storia di una nazione, specie a ventesimo secolo inol-
trato.

Ampiamente condivisibile,ma così si riduce tutto ad un fattore "etico".
Tecnicamente fra Corsari e Pirati,la sola differenza è che i primi depredavano
a nome e per conto del proprio paese con tanto di "patente di corsa" nominalmente
in regime di semiufficialità mentre i secondi lo facevano in proprio e per le proprie
tasche.Senza poi omettere Filibustieri e Bucanieri che pur tanto "Lustro"
hanno entrambi donato alla categoria,a vario titolo e merito.
Ora,ammettiamo entrambi nel discorso ma in senso lato,cioè senza
i distinguo tecnico-giuridici del diritto internazionale.
L'Italia a chi avrebbe dovuto dichiarare guerra ? Le due fazioni in lotta erano
pur sempre parte della Spagna e seppur con ideologie e motivazioni diverse la
nazionalità restava quella,anche se diluita con contingenti di varia provenienza,
in una sorta di legione straniera,anzi una vera e propria legione straniera.
A meno che,con distinguo sottili e incerti,non si deliberava
per nemica la Spagna ufficiale e legittima ,quella repubblicana e rossa.
E quali motivi si potevano addurre per una dichiarazione di guerra ?
..............a bandiere spiegate,col proprio nome e cognome...................
Ma gli americani,prima del 7 Dicembre 41,quando declamavano la propria
neutralità,in realtà facevano qualcosa di molto dissimile ?
Fornire armi,affittare navi,aerei,scortare con propri mezzi le navi che venivano
inviate in Inghilterra,come può essere diversamente definibile ?
E se si trovavano un battello tedesco fra i piedi,quanto ci mettevano a colarlo
a picco pur non essendoci uno stato di guerra dichiarato ??
Che poi la guerra di corsa,abbia regole ufficiali è tutto da dimostrare.
E non credo che faccia molta differenza,mandare a riva la propria vera bandiera
al primo colpo di cannone,tanto per salvare la faccia e la onorabilità all'ultimo
momento.
Nelle note operative nel corso della riunione italo-tedesca del
17 Novembre 36,punto 7,"Circa la possiblità di qualche richiesta che.in caso di
siluramenti avvenuti,potesse venir rivolta ai governi tedesco e italiano da parte
di qualche altro governo,si ritiene opportuno di manifestare sempre l'ignoranza
o la sorpresa più profonda"

Un altro capolavoro di ipocrisia,senza tener conto che appare improponibile
far credere di non essere coinvolti,alla luce di un fatto incredibile ma vero:
gli inglesi,già da allora decrittavano le nostre trasmissioni.
Queste argomentazioni fin'ora esposte non vogliono essere assolutamente delle
critiche a Giorgerini,bensì una speranza di maggiori chiarimenti dei concetti dibattuti e
magari,con delle motivazioni più solide e ineccepibili.
Ciò detto passiamo ad esaminare nel dettaglio questa nostra amara e improvvida
avventura spagnola,amara per molteplici motivi,non ultimi quelli esposti da Giorgerini.
Per quanto concerne esclusivamente la parte navale,questa vide impegnate quasi
esclusivamente le nostre forze subacquee,anche se le unità di superficie battevano
il Mediterraneo orientale per segnalare mercantili provenienti in particolar modo
dai Dardanelli e quindi dall'URSS,con carichi di armi per le forze repubblicane "rosse".
Anche la Germania,per un suo contributo navale,inviò unità in Mediterraneo,che,grazie anche
alle esperienze della I GM,non ebbero problemi nell'attraversamento dello stretto,acquisendo
ulteriori e preziose informazioni su correnti,maree e quant'altro sarebbe poi stato utile nell'immediato futuro.
Forse valeva la pena che anche i nostri battelli facessero queste esperienze in modo da evitare le grosse problematiche in cui si imbatterono i nostri atlantici nel corso dei trasferimenti in oceano.
Intelligentemente si provvide,almeno per i sommergibili,ad una opportuna suddivisione delle rispettive zone di pattugliamento,in modo da evitare l'insorgere di pericolose problematiche ; i tedeschi davanti Malaga e Almeria,gli italiani fra Valencia e Barcellona.
Le operazioni navali e le missioni dei nostri battelli saranno argomento di un prossimo studio maggiormente dettagliato.
Tornando agli antefatti di questa strana guerra,resta da dire che in apparenza,si vide un così determinato impegno di una congerie di nazionalità (a prescindere dagli spagnoli),da dare l'idea che si trattasse principalmente di uno scontro armato di politiche,di partiti e di ideologie,e che solo di conseguenza sia stato un banco di prova per uomini,mezzi ed armamenti.
E' per certo uno dei motivi,da cui innegabilmente trascende la considerazione che una volta assicurato il potere nelle mani di Franco,questi,in qualche modo,avrebbe mostrato riconoscenza alleandosi con l'asse e dato man forte per cacciare via gli inglesi da Gibilterra.
Una domanda sorge spontanea e che quasi si risponde da se : una volta cacciati gli inglesi,nelle mani di chi sarebbe rimasta la Rocca ??
Ovviamente della Spagna,che già rivendicava da tempi remoti la sua sovranità sulle scimmie che abitavano sulla famosa rocca.
Questo avrebbe invariabilmente trascinato la Spagna nel II conflitto mondiale,ed era esattamente ciò che Franco non voleva.
Può Franco aver capito che da come stavano le cose,schierarsi con l'Asse non era
una cosa del tutto furba ?
Per parte italiana sicuramente si.
Non ultima la conclusione che la Spagna non era in grado di sostenere una guerra
contro avversari agguerriti e potenti.
Una consolidita propensione al compromesso,di chiara marca latina,risolse in qualche modo il problema della "riconoscenza" franchista.
Infatti attraverso l'interno ed i suoi porti Mediterranei ed Atlantici,la Spagna,sovente chiudeva un occhio,cercando di dare un colpo alla botte ed un colpo al cerchio.
Fu comunque ben poca cosa rispetto ad un appoggio militare completo,che pure
era legittimo attendersi in favore delle potenze dell'Asse.
In ogni caso,da un punto di vista strettamente strategico,poteva già essere sufficiente che la penisola iberica non subisse alcuna forma di influenza da parte britannica,che poi invariabilmente,avrebbe potuto tramutarsi militarmente dannosa per gli equilibri di forze a confronto,qualora,gli inglesi avessero deciso un improponibile intervento direttamente contro gli spagnoli.
In conclusione,anche con il rischio di cadere nel senno di poi,l'impegno in terra di
Spagna servì in pratica a poco se non perfino a nulla,salvo indebolire ulteriormente sia le esauste finanze italiane sia la struttura militare in generale che aveva scarsissime probabilità di recupero.


CLC ETNA

Uomini sul fondo di G.Giorgerini
per la sola parte d'apertura.


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«Una razza scontrosa e fedele,vigorosa e fiera,capace di ogni rinuncia e dedizione,con i suoi riti,i suoi usi,il suo coraggio e la sua fede....»

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Il coinvolgimento dell'Italia fù totale , oltre ad enormi quantitativi di carburante, oli lubrificanti, munizioni, bombe d'aereo, pezzi di ricambio, motori, pneumatici, materiale del genio, delle trasmissioni e della sanità, inviò in Spagna circa 6.000 aviatori e 763 aeroplani tra cui 418 caccia (Fiat G50 ) 180 bombardieri (Breda Ba 65) e 112 tra ricognitori-assaltatori, addestratori e idrovolanti), 1.930 cannoni di tutti i calibri (gran parte dei quali di modello abbastanza antiquato), alcune centinaia di mezzi corazzati leggeri Ansaldo L3, 10.135 tra mitragliatrici e fucili mitragliatori, oltre 240.000 fucili e 7.663 automezzi.

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(Scudetti da braccio dei Reparti "FRECCE" tra cui la NR 2 della "Brigata D'ASSALTO" "FRECCE NERE" ARDITI di cui mio Padre faceva parte.)

Attivita' svolta da Regie Navi alla Guerra di Spagna


Unita' da Guerra impegnate: 89 di supefice, 58 SSMMGG, 2 mas
Numero di missioni compiute: Unita di superfice 677, ssmmgg 91, mas 2

Unita di superfice:
bombardamenti eseguiti :2
colpi sparati : 195
numero siluri lanciati :12
numero proscafi affondati : 3
numero di piroscafi danneggiati : 1

Mas :
numero di siluri lanciati : 1

Sommergibili:
bombardamenti eseguiti : 6
colpi sparati : 245
siluri lanciati : 71
Piroscafi affondati : 6
Piroscafi danneggiati : 5
Navi da Guerra colpite o danneggiate : 2
Navi da guerra che forse sono state danneggiate : 2

UNITA NAVALI E MATERIALI CEDUTI ALLA SPAGNA

Sommergibili : 2
Esploratori : 2
CCTT : 2
Siluri : 6
Cannoni da 76/40 : 2
Colpi da 76/40 : 2
Colpi da 13/12 : 3200
Bombe a mano : 12.000
Polvere da cannone da 120 mm : 20
Nafta : 50 T
Carbone : 50 T
Materiale vario RT,Elettrico e vario : 255 T il tutto per un inporto di Lire 84.804.671 (Nota di scarico datata 27 Maggio 1939)

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L'attività , nel particolare la tratteremo piu' in là....

Fonti: USMM -L'impegno Navale Italiano durante la Guerra Civile Spagnola - Bargoni-1992
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CV.Etna
Inviato il: Jul 26 2008, 09:00 AM
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ELENCO DELLE UNITA' SUBACQUEE IMPEGNATE :
Le operazioni dei sommergibili italiani ebbero inizio a Novembre del 36.
Questo PRIMO ciclo vide impegnati due gruppi di battelli che si avvicendarono
in acqua spagnole :
1° Gruppo
TORRICELLI-SCIESA-NAIADE-TOPAZIO
2° Gruppo
GLAUCO-OTARIA-G.FERRARIS-DELFINO-TOTI-MANARA-FIERAMOSCA-
TAZZOLI-DES GENEYS

----------------------------
I sommergibili che presero parte a questo SECONDO ciclo della campa-
gna furono:
ARCHIMEDE -CALVI - BERILLO - SIRENA - G.GALILEI -DIAMANTE-
TORRICELLI - OTARIA - TAZZOLI - MICCA - SPERI - BAUSAN - MENOTTI -
MILLELIRE - JANTINA - FIERAMOSCA - NEREIDE - G.FERRARIS - TOPAZIO
BALILLA .


Il 19 Aprile 1937
I RR.SS Archimede e Torricelli furono ceduti alla marina nazionalista,e
presero il nome di C.3 e C.5
----------------------------
Nell'Agosto del 1937,alcuni battelli furono impiegati anche nel Mediterraneo
Orientale :
R.SETTIMO - L. SETTEMBRINI - G.FERRARIS - DAGABUR - NAIADE -
G.GALILEI - DESSIE' - DIAMANTE - DA PROCIDA - PIERCAPPONI.


Nel canale di Sicilia furono operativi :
JALEA - ANFITRITE - AXUM - OTARIA - H2 - H4 -

Intorno alle Baleari :
DIASPRO - IRIDE - JALEA - GLAUCO
L'Iride,con a bordo JV Borghese, fu protagonista di una missione dai risvolti
drammatici e pericolosi.
Con l'Iride cessò la partecipazione italiana con la bandiera nazionale a poppa.
I battelli avrebbero avuto a riva la bandiera spagnola nazionalista,avrebbero
imbarcato un ufficiale di marina spagnolo e tutto l'equipaggio sarebbe stato
arruolato nel "Tercio",la Legione straniera spagnola.

SOMMERGIBILI LEGIONARI RIBATTEZZATI :
GALILEI ( L.1) poi General Mola II
FERRARIS ( L.2) poi General Sanjurio II
ONICE ( L.3) poi Aguilar Tablada
IRIDE ( L.4 ) poi Gonzales Lopez


Agli inizi del 1938 ebbe termine la partecipazione italiana alla guerra di spagna.

Le missioni e le operazioni saranno più ampiamente trattate in un topic
ad esse dedicate.


CLC ETNA

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Uomini sul fondo di G.Giorgerini


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CF.Kashin
Inviato il: Aug 9 2008, 02:51 PM
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Tra i "TERRICOLI" un giovane Papà appena diciannovenne in Spagna.....
La dedica per mia Nonna.....

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