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Conoscere la Storia serve a ricordare.. ~ " Nel Forum e nel Sito Troverete tutti i 181 Regi Sommergibili" ~ ...Schede - Immagini e Articoli in Sez. Regi Sommergibili I-II Guerra Mondiale

Una razza scontrosa e fedele,vigorosa e fiera capace di ogni rinuncia e dedizione con i suoi riti il suo coraggio e la sua fede.....è l'Uomo di mare... ~ Grupsom è EMERSO per ricordare il sacrificio e il tributo di sangue dei nosgtri Marinai ~ Consultate l'immenso Archivio reso disponibile grazie al lavoro dei nostri STORICI...per non Dimenticare...

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> La guerra delle Falkland, Una vittoria di Pirro per gli inglesi
CV.Etna
Inviato il: Sep 10 2008, 08:25 AM
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FALKLAND..............FORSE UNA VITTORIA DI PIRRO


Il 2 aprile 1982 l'Argentina, dopo avervi fatto sbarcare un contIngente militare,
rivendicò il possesso della colonia britannica delle isole Falkland (Malvinas
in spagnolo), un arcipelago dell'Atlantico distante circa 13000 km dalla Gran
Bretagna. Il governo inglese mal digerì il sopruso e, il 5 aprile, decise di
opporsi con le armi all'Argentina. Nel corso del breve conflitto furono impegnate
soprattutto le forze navali e la Royal Navy subì perdite consistenti.
In realtà, qualche giorno prima del 2 aprile i servizi segreti britannici avevano
allertato il governo circa la possibilità di un'invasione ed esso aveva già deciso di
inviare a sud una forza navale d'impiego. Pertanto, proprio mentre le truppe
argentine sbarcavano nelle Falkland, i sottomarini Spartan e Splendid partivano
dalle loro basi (rispettivamente a Gibilterra e in Scozia) e si dirigevano a sud; 4
giorni più tardi li seguì il Conqueror.
Nello stesso tempo la Royal Navy ordinò al comandante della squadra (13 unità) che
stava effettuando un'esercitazione al largo del Marocco di distaccare 8 navi (2
cacciatorpediniere della classe County, 3 cacciatorpediniere Tipo 42, 1 fregata Tipo 22 e 2 fregate polivalenti) e con esse dirigere a sud. Il 2 aprile, accompagnato da una nave rifornimento combustibile, il gruppo partì verso l'isola di Ascensione, che si trova nell'Atlantico Meridionale a poco più di metà strada fra la Gran Bretagna e le Falkiand, e che era stata prescelta come base avanzata inglese. Nel frattempo iniziavano, a ritmo serrato, i preparativi per l'approntamento delle altre navi da guerra.
Il compito della Royal Navy era quello di trasportare gli uomini dell'Esercito
britannico e i propri Marines sulle isole, fornirgli copertura, viveri e munizioni una
volta sbarcati e, contemporaneamente, infliggere al nemico il massimo delle
perdite. La forza d'impiego doveva, quindi, comprendere elementi difensivi e offen-
sivi, disporre di navi cisterna e per trasporto munizioni,nonché requisire navi di
linea e traghetti per trasferire,dove necessario, truppe e merci: vettovaglie, pezzi di
ricambio e tutto ciò di cui un esercito ha bisogno per muoversi, combattere e vivere
in un territorio distante migliala di chilometri dalla madrepatria. L'Argentina
sperava che, data l'esigua posta in gioco (le Falkland «non valevano la nafta per
farvi arrivare una nave da guerra»), l'Inghilterra non si sarebbe mossa; invece,
essa aveva approntato una forza navale imponente (113 unità, tra cui 2 portaerei),
che già il 9 aprile era in navigazione verso le Falkiand.

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Il 1° maggio il gruppo d'attacco delle portaerei entrò all'interno della Zona di
interdizione marittima (una fascia di 200 miglia attorno alle Falkiand, che la Gran
Bretagna aveva dichiarato tale 3 settimane prima), guidato dai cacciatorpediniere
Tipo 42 dotati di armi difensive antiaeree a lungo raggio, cui seguivano le 2 portae-
rei Hermes e Invincible con il loro schermo protettivo composto da unità per la
difesa antiaerea di punto e da fregate polivalenti.

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Subito dopo l'alba, 18 V/STOL SeaHarrier si levarono in volo per dare inizio al
conflitto:12 aerei d'attacco, decollati dalla Hermes per bombardare i campi
d'aviazione di Stanley e di Goose Green, e 6 nella variante da caccia, partiti dalla
Invincible per costituire lo schermo protettivo.
Nella stessa mattina il cacciatorpediniere Glamorgan, della classe County, e le 2
fregate Tipo 21, Alacrity e Arrow, procedendo su una direttrice lunga 12-16 km al
largo di Stanley, bombardarono obiettivi terrestri,fino a quando la Arrow non fu
raggiunta dal tiro delle armi di bordo di un aereo argentino e le unità si ritirarono.
Le incursioni dei velivoli argentini contro le navi britanniche continuarono per tutto
il giorno e si protrassero per quello seguente, ma con scarsi risultati, poiché
effettuati da aerei di base a terra (l'attacco con velivoli della portaerei Veinticinco de
Mayo fu, infatti, annullato per insufficienza di vento). Nel pomeriggio del 2 mag-
gio si verificò uno degli episodi più importanti del conflitto: l'affondamento
dell'incrociatore argentino General Belgrano, una nave (ex statunitense) che risaliva
alla seconda guerra mondiale, ma che era stata rimodernata e armata con missili
guidati Exocet MM-38. L'unità,con il suo schermo protettivo di 2 cacciatorpediniere,
si trovava un po' a sud della Zona di interdizione ed era tallonata dal sottomarino
britannico Conqueror; tuttavia, poiché il General Belgrano, nonostante la vetusta
età, era considerato una minaccia potenziale per le portaerei inglesi, il Conqueror
ricevette l'ordine di eliminarlo. Alle 16.00 (ora locale) il sottomarino lanciò 2
siluri Mk8 a distanza di 1400 m e centrò l'incrociatore argentino:
dei 1042 uomini di equipaggio, 368 persero la vita, ed erano in gran parte giovani di
leva.

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Il colpo fu durissimo per l'Argentina perché, eccettuata la portaerei Veinticinco de
Mayo (ex britannica Venerable), il General Belgrano era la sua più grossa
nave da guerra e da quel giorno la flotta non uscì più dalle acque territoriali,
delegando all'Aviazione, molto più efficiente, il compito di contrastare il nemico.
Ovviamente, i principali obiettivi degli aerei erano la Hermes e la Invincible, protette
dalle unità dello schermo antiaereo dotate di Sea Dart e Sea Wolf e dalle navi
logistiche che agivano da barriera antimissilistica.
Il quarto giorno di guerra le portaerei si trovavano in una zona a circa 180 km a
sud-est di Stanley (manovravano in avvicinamento durante l'oscurità, per poi
allontanarsi prima dell'alba) e, alle 11.04 (ora locale) del 4 maggio,2 Super Etendard, levatisi in volo dalla base aeronavale di Rio Grande, nella Terra del Fuoco,
lanciarono 2 missili antinave Exocet AM-39 e si allontanarono. Circa 2
minuti più tardi, il primo missile cadde in acqua, ma il secondo, guidato dal radar, si
indirizzò verso lo Sheffield, un cacciatorpediniere Tipo 42 che faceva da pic-
chetto avanzato al gruppo delle portaerei, e lo colpì, 2 m sopra la linea di
galleggiamento, sulla fiancata di dritta, leggermente a proravia del centro.
La testata dell'Exocet non esplose, ma il missile (che pesava quasi 500 kg e
viaggiava alla velocità di circa 1000 km/h) risultò comunque fatale alla nave
britannica incendiandola e uccidendo 20 uomini del suo equipaggio. Per 4 giorni lo
scafo abbandonato dello Sheffield rimase alla deriva, poi, per tentarne il re-
cupero, la mattina del 9 maggio la fregata Yarmouth lo prese a rimorchio; all'alba
del giorno dopo il cacciatorpediniere affondò: era la prima nave da guerra
britannica colata a picco dal nemico dalla seconda guerra mondiale.
Frattanto, il contrammiraglio Woodward, comandante del gruppo d'attacco delle
portaerei, aveva deciso di provocare gli Argentini e l'8 maggio si era avvicinato
minacciosamente alle Falkland; l'11 maggio si verificò così l'unico contatto a fuoco
fra unità navali del conflitto: la fregata britannica Alacrity, in missione esplorati-
va nello stretto delle Falkland, intercettò la nave trasporto argentina Islas de los
Estados, che trasportava 325000 ltr di benzina avio, e la distrusse a cannonate. Il
12 maggio il cacciatorpediniere Glasgow e la fregata Brilliant furono mandati in
avanguardia per bombardare le postazioni intorno a Stanley; iniziarono il canno-
neggiamento di mattina, ma nel pomeriggio vennero attaccati da 4 Skyhawk
argentini e i missili Sea Wolf della Brilliant partirono automaticamente: 2 aerei furo-
no abbattuti, un terzo andò a cozzare contro i rottami ed esplose; il quarto riuscì a
fuggire. Tuttavia, quando 20 minuti più tardi le 2 navi britanniche furono prese di
mira da un'altra ondata di 4 aerei nemici, i missili Sea Dart del Glasgow
funzionarono male e il sistema missilistico Sea Wolf della Brilliant (in realtà un'arma
antimissile) non si attivò, sicché il Glasgow venne colpito da una bomba che
attraversò il locale macchine senza esplodere (il fenomeno si verificava abbastanza
di frequente, probabilmente perché i piloti argentini attaccavano al di sotto della
quota ottimale e le armi non avevano il tempo di innescarsi).
L'inverno australe cominciava a farsi sentire e ben presto le condizioni
meteorologiche avrebbero impedito alla flotta di rimanere per mare, sicché da
Londra partì l'ordine di accelerare al massimo l'occupazione delle isole. Erano stati
presi in considerazione 8 siti per lo sbarco, denominato in codice Operazione
Sutton ma,infine, fu scelto San Carlos, sulla costa occidentale della Falkland
Orientale, poiché era sguarnito e relativamente ridossato. Il 19 maggio le unità da
sbarco arrivarono nella zona di guerra; nelle 24 ore successive 2 dei battaglioni
d'assalto trasbordarono dal transatlantico Canberra alle navi d'assalto Intrepid e
Fearless;quindi, nell'oscurità del primo mattino del 21 maggio,12 unità trasporto
truppe e 7 navi da guerra doppiarono capo Dolphin ed entrarono nella parte
settentrionale dello stretto delle Falkland; dettero fondo nelle acque
prospicienti San Carlos e trasferirono le truppe sui mezzi anfibi per quella che
potenzialmente era la parte più pericolosa dell'operazione.
Lo sbarco riuscì, ma alle 10.30 i trasporti e la testa di ponte britannica furono presi
di mira da Mirage, Dagger e Skyhawk argentini nello stretto delle Falkland.
Le navi Antrim, Ardent, Argonaut e Broadsword furono attaccate e il
cacciatorpediniere Antrim seriamente danneggiato da una bomba che penetrò nel
deposito missili Sea Slug, senza esplodere, e da un'altra che rimbalzò dal castello
di prora e scoppiò nell'impatto con l'acqua. Dopo il raid i piloti argentini si
allontanarono,ma rinnovarono l'attacco, nel pomeriggio e la prima
nave a riportare danni fu la fregata Argonaut, colpita 2 volte da bombe: nessuna di
esse aveva avuto tempo di innescarsi, ma una fece esplodere 2 missili Sea Cat e
alcune munizioni, e l'altra si fermò nel locale caldaie.
Quindi i piloti, degli Skyhawk rivolsero la loro attenzione alla fregata Ardent,
colpendola con 9 bombe (e questa volta soltanto 2 di esse non esplosero); i
superstiti dell'equipaggio furono recuperati dalla Yarmouth,mentre la Ardent, a
bordo della quale era scoppiato un pauroso incendio, affondò il giorno seguente.
L'Aviazione argentina aveva colto un bel successo, anche se nelle 2 ondate
offensive aveva perso 13 velivoli, e nei giorni successivi continuò a effettuare 2
incursioni aeree giornaliere, una di mattina e una di pomeriggio,sullo stretto, che
ormai era soprannominato "vicolo delle bombe" (bomb's lane).
Il 23 maggio la fregata Antelope fu colpita da 2 bombe che al momento non
esplosero; purtroppo una di esse scoppiò mentre gli artificieri stavano
tentando di neutralizzarla e innescò la testata dei missili. Per fortuna l'equipaggio
era stato quasi tutto sbarcato quando la nave fu troncata in due dall'esplosione
(affondò la mattina dopo). Il 25 maggio, giorno della festa nazionale argentina, il
cacciatorpediniere britannico Coventry, in pattugliamento a 30 km a nord dello
stretto, fu centrato da 3 bombe da 400 kg e affondò in brevissimo tempo.

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Proprio mentre il Coventry stava scomparendo fra le onde, a 200 km di distanza 2
Super Etendard stavano lanciando missili Exocet contro il gruppo delle portae-
rei che, come sempre, erano protette dalle unità dello schermo antiaereo e dalla
linea delle navi mercantili che facevano da bersaglio-esca. Fu proprio un mercan-
tile a essere colpito, l'Atlantic Conveyor, che stava trasportando elicotteri pesanti
CH-47 Chinook e Westland Wessex di cui c'era un disperato bisogno. La testata
dell'Exocet non esplose, ma si incendiò il suo carburante non ancora consumato e
ciò fu sufficiente perché la nave prendesse fuoco (affondò 3 giorni dopo). Un
altro attacco con missili aria-superficie Exocet, questa volta infruttuoso, venne
effettuato sul gruppo delle portaerei il 30 maggio, ma fu l'ultimo perché gli Argentini
ne avevano esaurito le scorte.
Tuttavia, anche se senza missili, la guerra aerea continuava. L'8 giugno alcuni
Skyhawk sorpresero le unità da sbarco Sir Tristram e Sir Galahad a Bluff Cove e
colpirono la prima con 2 bombe: una la trapassò senza esplodere e l'altra si innescò
in un piccolo locale che attenuò gli effetti dello scoppio. La Sir Galahad, inve-
ce, non ebbe altrettanta fortuna poiché stava sbarcando gli uomini delle Welsh
Guards, che erano radunati sul ponte di corridoio della nave, quando una bomba si
infilò dal boccaporto, il suo involucro si aprì e l'esplosivo che conteneva prese
fuoco (43 uomini persero la vita e oltre 150 furono feriti, molti in maniera grave). La
nave affondò il 25 giugno. Benché avessero esaurito le scorte di missili lanciabili
dagli aerei, gli Argentini disponevano ancora di qualche Exocet superficie-superficie
e con essi effettuarono le loro ultime azioni antinave; con grande spirito di
improvvisazione, rimossero i missili da una fregata e li portarono a Port Stanley,
dove fu allestita una rampa su un rimorchio di automezzo. Nella notte
del 27 maggio lanciarono 2 missili che non raggiunsero alcuna nave della linea di
bombardamento; ma il 12 giugno colpirono vicino alla poppa il cacciatorpediniere
Glamorgan, che aveva appena effettuato tiri di cannone in supporto a un attacco di
fanteria su Stanley.

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L'esplosione provocò meno danni di quanto avrebbe potuto; tuttavia,13 marinai del
Glamorgan persero la vita. L'attacco finale britannico era comunque già scattato l'11
giugno e il 13 la fanteria e i Marines, che avevano effettuato una massiccia avanzata
attraverso la Falkland Orientale,entrarono nella capitale, Stanley. Il 14 giugno
l'Argentina firmò la resa, ponendo termine al conflitto. Nella guerra per mare, la
Marina britannica aveva perso 4 navi da guerra, 2 trasporti e 103 uomini, mentre
quella argentina aveva perduto l'incrociatore General Belgrano, 1 sommergibile, un
certo numero di altre navi e 393 uomini.

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CLC ETNA
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Crediti e Fonti :
-- Royal Navy
-- Storia e Dossier
-- Quotidiani inglesi dell'epoca
Traduzione dall'inglese del Cte Etna


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Altre immagini che non ci stavano nel post di prima.
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Il profilo di uno dei velivoli : A4 nelle versioni impiegate nelle Falkland da parte Argentina.-

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l Douglas A-4 Skyhawk ("falco del cielo" in inglese) è un aereo da attacco leggero di costruzione statunitense, in grado di decollare anche dalle portaerei in virtù della propria leggerezza.
Il progetto iniziale era della Douglas Aircraft Corporation, poi passò in mano alla McDonnell Douglas (oggi Boeing).
Hha volato per la prima volta il 22 giugno 1954 .
Lo Skyhawk è stato prodotto in quasi 3.000 esemplari fino al 1979, quando la produzione venne terminata.
Attualmente è impiegato ancora in Argentina e sono stati pesantemente aggiornati con i motori F404 e radar APG-66.
Gli A-4M, già molto più moderni dei precedenti B,C, e Q, ulteriormente aggiornati con radar moderni (proprio l'APG-66), li ha resi molto appetibili per la sostituzione degli ultimi A-4 di due generazioni antecedenti.

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(A4-B)

Durante la guerra delle Falkland, una quarantina di A-4B e C, residuati di 75 forniti circa 15 anni prima, e una dozzina di Q argentini, sia dell'Aeronautica che della Marina, attaccarono la flotta inglese e talvolta le truppe al suolo, come durante la Battaglia di Goose Green.
Addirittura si corse il rischio di uno scontro tra portaerei quando all'inizio della campagna inglese di riconquista la portaerei Veintecinco de Mayo argentina, ex britannica della classe Colossus, arrivò ad un passo dal lanciare 8 A-4Q contro la flotta inglese, scortati da altri 2 aerei armati di missili Aim-9B Sidewinder .
Ma la mancanza di sufficiente vento, per una volta nella campagna bellica in parola, fece annullare l'ordine di lancio per le macchine, giudicate troppo pesanti per un decollo in sicurezza (ancora oggi le portaerei sono solite mettere la prua al vento quando si tratta di lanciare aerei al massimo carico).

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(A4-C)

Almeno 19 aerei dell'Aeronautica vennero persi oltre a 3 della Marina, ma i risultati furono l'affondamento della fregata Antelope e dell'Ardent, quello del cacciatorpediniere Coventry e della nave da sbarco logistica Sir Galahad.
Molte altre navi vennero danneggiate, e spesso solo la mancata esplosione delle bombe le salvò. Sarà stato perché le bombe impiegate erano a loro volta inglesi, ma soprattutto perché venivano sganciate con gli aerei talmente bassi e veloci che la spoletta non aveva il tempo di azionarsi, ritardata da un meccanismo ad elica necessitante di 19 giri e 1/2 per attivarsi, salvando l'aereo dalle schegge della propria arma in caso di sganci a bassa quota. Ma questo, con le navi significava spesso colpi a segno senza esplosione successiva.
Gli Skyhawk combatterono con grande coraggio e stoicismo, sopportando tutte le minacce della difesa inglese. Almeno 150 missioni vennero volate dai A-4 della sola Marina, i più efficaci in quanto i piloti erano specificatamente addestrati per gli attacchi antinave.
La prima azione degna di nota venne eseguita da 8 aerei contro la fregata Type 22 Brilliant e il cacciatorpediniere Type 42 Glasgow .
I primi 4 vennero respinti dall'azione della Brilliant, che con i missili Seawolf abbatté 2 aerei a pelo d'acqua, e un terzo, per evitare un missile, finì in acqua.
Con l'allontanamento dell'ultimo aereo, ne arrivarono altri 4, ma stavolta, come sarebbe stato con la Broadsword (assieme al Coventry), il computer di tiro si bloccò nel momento decisivo, e gli argentini riuscirlo a passare le difese, deboli a bassa quota e distanza ridotta, del Glasgow (per questo i Type 42 operavano con le Type 22), e lo colpirono con una bomba che pur non esplodendo, passò i fianchi al vascello e lo costrinse a ritirarsi dalle operazioni per la falla causata (con le condizioni di mare dell'Atlantico del Sud era il minimo).
Così l'attacco, sebbene costoso (in quest'azione i Seawolf abbatterono quasi tutti gli aerei che ottennero durante tutta la guerra), riuscì a mettere K.O. una importante nave britannica.

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Il 22 maggio attaccarono pesantemente le navi inglesi a San Carlos, subendo perdite e causando danni alle navi inglesi, come nel caso della fregata Ardent, che affondò in serata, ma che venne attaccata, pare, anche da altri aerei argentini oltre che gli Skyhawks.
Comunque la perdita di numerosi apparecchi comportò un giorno di pausa assoluta in cui entrambi gli schieramenti cercarono di riprendersi dai danni subiti.
Il giorno 24 maggio venne portata un'altra serie di attacchi, con il successo sulla Antelope, anch'essa della classe Type 21, per via di 2 bombe da 454kg che la colpirono in pieno, ma che rimasero inesplose per la troppo ridotta quota di sgancio, non sufficiente per l'armamento della spoletta.
Ma il tentativo di disinnesco di una di queste fallì e l'esplosione uccise un artificiere inglese, ferendone un altro.
La nave si ritrovò con un immenso cratere tra la linea di galleggiamento e il fumaiolo. Le fiamme raggiunsero i depositi munizioni e ne scaturì una tremenda esplosione, che a suo tempo fece il giro del mondo nelle immagini ritrasmesse dalle televisioni. La nave affondò spezzata in 2 tronconi il giorno dopo.
Il 25 maggio, come ci si attendeva per via del fatto che la giornata era la festa nazionale dell'Argentina, venne fatto uno sforzo considerevole da parte dei reparti aerei nemici che in forze attaccarono la flotta inglese.
Una forza navale inglese venne schierata per tentare di sorprendere i jet argentini prima che si abbassassero per portare gli attacchi alle navi. Ma non funzionò, proprio come accadde alla coppia Glasgow/Brilliant. 4 Skyhawk attaccarono a bassissima quota le navi inglesi, ma vennero avvistati dal radar di scoperta aerea del cacciatorpediniere Coventry (Classe Type 42 ).
Questa però fu l'unica cosa che funzionò nel piano inglese. Infatti, al momento di sparare i missili contro gli attaccanti, i radar di tiro non ne vollero sapere di funzionare, fallendo l'aggancio sui cacciabombardieri.
Il Coventry aveva la possibilità di essere coperto dai missili Seawolf della Broadsword, fregata Type 22 che aveva il compito di difendere la compagna armata dei Sea Dart a lungo raggio.
Invece, prima avvenne una avaria dovuta al mancato riscaldamento dei circuiti del calcolatore, che nel gelo del Sud Atlantico spesso non riusciva a partire senza essere attivato con un certo anticipo, e quando questo avrebbe potuto sparare i missili, si dovette interrompere la procedura a causa del frapporsi del Coventry tra la fregata e gli aerei poi, per via di un'accostata a destra.
Il cacciatorpediniere inglese a quel punto non poteva né difendersi né essere difeso, ma lanciò un Sea Dart senza controllo, per provare a spaventare gli attaccanti. Non avendo il suo cannone da 114mm. Mk 8 un radar di tiro esso era virtualmente inutile contro gli aeroplani, tanto che si rinunciò anche ad impiegarlo, così rimasero solo 2 mitragliere da 20mm. Oerlikon, poco più che residuati della seconda guerra mondiale. Tutto fu vano, e la manovra di scampo servì solo a togliere l'orizzonte di tiro alla Broadsword, oltre che mostrare il fianco: centrato da 3 bombe, forse da 454kg l'una, si ritrovò una fiancata devastata e affondò in 45 minuti con la perdita di 20 marinai dell'equipaggio.
Il 30 maggio, si verificò l'ultimo attacco contro la flotta inglese d'alto mare. 4 A-4 volarono verso le portaerei assieme ad un Super Etendard con l'ultimo Exocet. 2 aerei su 4 vennero abbattuti dai missili Sea Dart mentre volavano sotto gli 11 metri di quota, il missile venne, a quanto dicono gli inglesi (la cosa venne contestata dagli argentini), abbattuto da una cannonata di una fregata Type 21, l'Avenger (nome molto indicativo considerando che era consorella delle fregate affondate), che rivendicò anche uno dei cacciabombardieri.
I missili Sea Dart non avrebbero dovuto colpire aerei sotto i 30 metri di quota, ma in quel caso accadde che essi funzionarono al di là delle aspettative, rimediando parzialmente alle catastrofiche esperienze precedenti.
L'ultimo attacco, l'8 giugno, vide l'affondamento della nave da sbarco logistica Sir Galahad e la quasi demolizione della Sir Tristan, in quella che è rimasta considerata come la 'tragedia di Bluff Cove', dal nome della località in cui le navi inglesi stavano conducendo l'operazione di sbarco.
GLi A-4 affondarono anche un mezzo da sbarco, ma subirono la caccia spietata di una furibonda coppia di Sea Harrier inglesi che si misero, dopo aver assistito alla scena sorpresi e impotenti, alla loro caccia. Sopra la cresta delle onde e a velocità elevatissime, abbatterono con i missili Aim-9L Sidewinder, 3 aerei su 4.
Negli ultimi anni, le macchine superstiti sono state aggiornate con missili e armi varie, ma la loro sostituzione si è verificata con la fornitura di circa 40 A-4R, cacciabombardieri multiruolo dotati di molti aggiornamenti.
Già si trattava di macchine del tipo M, dei Marines, scelte tra le più efficienti di quelle messe in riserva dopo la sostituzione con gli AV-8B.
Le macchine hanno avuto aggiornamenti importanti, con elettronica rinnovata e addirittura il radar APG-66 dell'F-16 nel muso, come già accaduto con gli A-4 della Nuova Zelanda.
Originariamente si pensava agli F-16 di seconda mano, ma i costi vennero giudicati eccessivi e così si scelsero gli A-4R con una dotazione avionica simile a quella del FIghting Falcon.

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Superlativa integrazione Herr Kashin,ovvero archivista capo 36_1_55.gif bigemo_harabe_net-163.gif
Degli aerei non avevo proprio nulla.
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Siamo una grande squadra,non c'è c......i !!
ETNA


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Profilo dei : Dassault Super Étendard

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(Stendardo in francese) è un cacciabombardiere imbarcato francese sviluppato a metà degli anni settanta.
Il Super Étendard è stato usato nel ruolo antinave con il missile Exocet, in guerra dall'Argentina ottenendo buoni risultati operativi.
Venne concepito essenzialmente come un Dassault Étendard IVM migliorato.
Quest'ultimo derivava dall'Étendard II, dal quale era stato sviluppato anche il Étendard VI.
Sia l'Étendard II che il VI erano comunque più piccoli del derivato navale, il IV, che incrementava la potenza e il peso di circa il 100%, passando dalla classe delle 5 tonnellate al decollo a quella delle 10.
Come si è detto, il Super Étendard, e il nome lo dimostra, avrebbe dovuto essere un'evoluzione moderata del precedente Étendard; ma quando si confrontarono le necessità moderne con quelle che questi era capace di fare, allora iniziarono i problemi, ed arrivarono i concorrenti.
Il fatto è che il nuovo velivolo d'attacco francese avrebbe dovuto avere un sistema avionico totalmente aggiornato, e, per ottenere migliori prestazioni, un motore diverso.
Fermo restando la cellula base, sarebbe stato internamente un restyling totale.

I velivoli francesi ottennero notorietà nel 1983, quando quattro di essi bombardarono le postazioni d'artiglieria siriane in Libano meridionale; ma furono gli aerei argentini che li precedettero nell'impiego operativo e li superarono nei successi.
Il paese sudamericano, possedendo una vecchia portaerei, aveva infatti stipulato da circa 3 anni un contratto per 14 aerei e un certo numero di missili, oltre che richiedere modifiche quali l'adattabilità al missile Martin Pescador, di costruzione nazionale.

I Super Étendard erano ancora in consegna quando scoppiò la guerra delle Falklands, isole scoperte dagli inglesi ma rivendicate dagli argentini.
Questo fatto scatenò una breve ma cruenta guerra aeronavale che vide l'impiego di una vasta gamma di nuove armi e tattiche d'impiego.
I Super Étendard non operarono dalla portaerei, costretta in porto a causa della minaccia dei sottomarini inglesi (che già affondarono l'incrociatore General Belgrano), ma dalla Base di Rio Grande.

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(Il missile Exocet AM39)

La loro dotazione di missili AM.39 Exocet era di appena cinque, tanti quanti erano gli aerei.
È facile dire, a fatti avvenuti, che se la fornitura degli aerei fosse stata completata, assieme a decine di missili, la guerra avrebbe avuto un altro corso, ma esigenze politiche impellenti avevano consigliato al governo dittatoriale argentino di non dilazionare l'invasione, mentre le necessità di riequipaggiamento delle forze nazionali avevano rallentato le consegne francesi.
Paradossalmente, agli argentini non mancavano gli Exocet (nel 1985 sarebbero già arrivati a ben 212 missili ordinati, di quasi tutte le versioni), ma solo sulle navi e non disponevano di tecnici all'altezza di modificare i missili disponibili per l'impiego aeronautico, nonostante che l'AM.39 derivasse dall'MM.38, che negli esperimenti era stato chiamato AM.38.
Gli argentini, per tentare di utilizzare comunque le loro armi senza rischiare la perdita delle loro navi, portarono addirittura dei lanciatori sbarcati dalle navi sulle isole per funzioni di difesa costiera; un missile devastò un grosso caccia inglese, il Glamorgan: fu anche l'unico "percorso netto" degli Exocet, nel senso che in questo caso l'arma colpì il bersaglio designato senza l'effetto sorpresa, senza venire deviato, e superando le difese elettroniche e missilistiche della nave.
Dopo il conflitto, i lanciamissili argentini fecero parte del materiale catturato e prontamente riutilizzato dagli inglesi, in questo caso per la difesa costiera di Gibilterra.
4 maggio: In mare, la localizzazione del nemico in tempo utile non è mai un fatto banale, e spesso i successi delle battaglie hanno a che fare direttamente con quelli dell'intelligence.
Un cacciatorpediniere inglese, lo Sheffield, era in missione di picchetto radar, quando venne avvistato da un'anziano ma efficace Lockheed P2V Neptune della marina argentina con il suo radar di ricerca, e quattro ore dopo decollarono tre Super Étendard, alla loro seconda missione bellica (alla prima non avevano rintracciato le navi nemiche).
Dopo poco localizzarono l'obiettivo, grazie ad uno dei loro, che operava come velivolo "scout", precedendo la coppia con i missili.
Esso si sollevò a 150 metri, accese il radar e localizzò a circa 45 km due navi inglesi.
Subito passò i dati agli altri due, che lanciarono gli Exocet. Il lancio, da bassa quota (inizialmente 30 metri, prima dell'impennata finale), colse di sorpresa gli inglesi, che avevano visto sul radar solo il velivolo "scout"; un missile colpì il caccia Sheffield, ma la sua spoletta non funzionò correttamente, impedendo quindi l'esplosione della testa di guerra.
Ciononostante il carburante inutilizzato del missile fù sufficiente per provocare un incendio sullo lo Sheffield.
L'altro missile venne deviato, finendo 300 metri a prora di una fregata.
Lo Sheffield affondò dopo cinque giorni, mentre si tentava di rimorchiarlo, principalmente a causa delle strutture in lega di alluminio ( che, esposte al calore degli incendi si deformarono e compromisero l'intergrità strutturale della nave ), e delle inadeguate misure antincendio presenti a bordo [Successivamente alla guerra delle Falkland, tutte le navi classe Sheffield furono armate con sistemi di difesa a corto raggio ( come i Phalanx americani ), anche a costo di sacrificare parte della robustezza della nave, pur di evitare il ripetersi di simili tragedie ]. La missione durò 2 ore e 20 secondi e comprese almeno un rifornimento in volo.
25 maggio: alla loro quarta missione, altri due aerei, riforniti dai loro compagni all'andata e da un altro aereo al ritorno, attaccarono ancora la flotta inglese. Era il 25 maggio, festa nazionale argentina, e gli incursori avvistarono una grande formazione navale. I missili lanciati stavolta non ebbero il vantaggio della sorpresa, ma i cannoni e missili usati per abbatterli non riuscirono nell'intento, e le contromisure elettroniche, pur deviando gli Exocet (essendo in uso anche dalla marina inglese, il sistema di guida era ben conosciuto), non impedirono loro di causare il peggiore danno subito dalle navi britanniche: i missili infatti agganciarono la portacontainer roll-on roll-off Atlantic Conveyor, nave civile requisita, priva di difese e piena di elicotteri. Incendiata da entrambi, affondò dopo diverse ore con la perdita tra l'altro di ben 10 elicotteri, fatto che diede anche un brutto colpo al procedere delle operazioni terrestri.
30 maggio: giorno dell'ultima azione bellica, quando un aereo argentino lanciò l'ultimo AM-39 contro le portaerei inglesi.
Secondo gli argentini, colpì una portaerei; secondo la controparte il missile venne distrutto da una cannonata delle navi di scorta.
Con l'abbattimento di due dei cacciabombardieri Douglas A-4 Skyhawk che presero parte all'azione terminò uno degli ultimi tentativi di ribaltare l'esito della guerra.
Gli inglesi valutavano che gli argentini attaccassero da media quota le navi per sfruttare la maggiore gittata utile (10-20 km) dei missili in tal caso.
Gli argentini invece si avvicinarono a bassissima quota e attaccarono da poco oltre l'orizzonte, la più efficace delle tattiche perché univa la sorpresa alla precisione.
Probabilmente se fossero stati consegnanti tutti i Super Étendard ordinati, o quantomeno gli AM-39, le cose sarebbero state davvero difficili per gli inglesi: questi 5 aerei distrussero 2 delle 6 navi perse dalla Royal Navy, e non ebbero perdite in contraccambio.
I Sea Harrier erano troppo lenti per inseguirli, anche se li avessero localizzati non necessariamente si sarebbero potuti avvicinare per abbatterli.
Dopo la guerra vi furono le solite, immancabili polemiche sulla reale efficacia degli Exocet, specie tra inglesi e francesi, ma nulla toglie al fatto che, se gli argentini avessero (nonostante la crisi della dittatura) aspettato fino alla consegna dello squadrone di cacciabombardieri e dei loro missili, l'andamento della guerra sarebbe stato meno prevedibile.-

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CF.Kashin
Inviato il: Sep 11 2008, 09:19 AM
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Il Sea Harrier ha svolto un ruolo importante nella guerra delle Falkland del 1982.
insieme allo YAK 38 Sovietico è stato uno dei pochi velivoli imbarcati a decollo verticale su portaerei.

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Per tutta la durata della guerra il Sea Harriers della Task Force sono stati basati sulla 'Hermes' e' Invincible '.
La funzione primaria è stata per una capacità di difesa aerea
In combinazione con i moderni missili mare-aria che le navi avevano in dotazione , ha presentato una formidabile difesa.
Gli Harrier della RAF principalmente hanno svolto una difesa aerea mentre il Sea Harriers una protezione lontana della flotta che si sono sentiti ancora più vulnerabile dopo il naufragio della 'HMS Sheffield'.

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Sono stati un grande successo nella guerra delle Falkland per quanto riguarda gli scontri aria-aria con ben 22 vittorie e nessuna perdita , due sono stati persi da fuoco di contraerea.
 
Il Sea Harriers erano armati con i missili AIM-9L Sidewinder , quest'ultimi muniti di ricerca di calore con un record di efficacia del 80%.
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CV.Etna
Inviato il: Sep 11 2008, 02:58 PM
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Io penso che effettivamente gli argentini se fossero scesi in campo un po'
meglio equipaggiati e con un numero maggiore di aerei e missili,avebbero
dato molto filo da torcere agli inglesi,al punto che lo stesso esito della breve
guerra poteva essere diverso.
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Inviato il: Sep 11 2008, 03:27 PM
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E quello che ho ribadito agli inglesi del HMS Glasgow nel 1987 ....non l'hanno presa propio bene e da invitati in quadrato sono andati a rifrescarsi le idee in acque portuali spezzine .......divergenze d'opinioni ....... bigemo_harabe_net-163.gif


ALTRI DATI :

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Il Lockheed P2V Neptune, poi ribattezzato P-2 Neptune dopo il 1962, era un eccellente aereo da pattugliamento marittimo statunitense impiegato tra gli anni quaranta e gli anni ottanta, rimpiazzato poi dal quadrimotore P-3 Orion.
Disponeva di due motori a pistoni, ed eventualmente due turbogetti, aveva una buona velocità e adeguate attrezzature.
La Marina argentina aveva ricevuto almeno 16 Neptune in diverse varianti dal 1958 di cui 8 ex-RAF per l'uso nella " Escuadrilla Aeronaval de Exploración".
Durante la guerra delle Falkland nel 1982, gli ultimi due cellule in servizio (2-P-111 e 2-P-112) ha svolto un ruolo chiave di ricognizione e favore dei Dassault Super Étendards, in particolare il 4 maggio nell'attacco contro HMS Sheffield.
La mancanza di pezzi di ricambio, causati da parte degli Stati Uniti che attuarono un embargo sulle armi , ha portato alla loro dismissione .
Nel 1983 l'unità è stata sostituita con i Lockheed L-188 Electras modificati per sorveglianza marittima e nel 1994 sono state sostituiti con il P-3B Orion.

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CF.Kashin
Inviato il: Sep 12 2008, 05:50 AM
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L'FMA IA-58 Pucará è un aereo da attacco leggero e con compiti antiguerriglia di progettazione argentina.
La progettazione iniziò nel 1966 e in appena tre anni la Fàbrica Militare de Aviones argentina aveva portato il progetto al livello di prototipo.
Per la produzione in serie, però, occorsero altri 6 anni, fino all'8 novembre 1974, quando il primo aereo di serie ebbe il battesimo dell'aria.
Il battesimo del fuoco del Pucará ebbe luogo nel 1982, quando venne impiegato al tempo della Guerra delle Falkland; grazie alla sua capacità STOL, era stanziato direttamente sulle isole; tra i velivoli argentini, i soli apparecchi a reazione utilizzabili erano in tali piccoli aeroporti gli Aermacchi MB-339, ma quasi tutti i 24 velivoli vennero distrutti al suolo con azioni di bombardamento aereo (il primo dei quali ebbe luogo il 1 maggio a Port Stanley), navale e azioni di commandos (una di queste, a Pebble Island, distrusse 11 aerei).
I Pucará rimanenti ebbero a quel punto più un ruolo di disturbo alle truppe inglesi che di minaccia vera e propria.
Uno di questi ebbe il dubbio onore di essere il primo aereo abbattuto in guerra da un missile SAM FIM-92 Stinger allorché gli inglesi ne portarono alcuni a terra, ceduti dagli americani, per appoggiare i missili Blowpipe di dotazione standard.
Il primo missile lanciato fece centro, ma alcuni altri vennero lanciati senza l'esperienza utile e fallirono.
Uno o due aerei vennero abbattuti dalle difese aeree inglesi e dai caccia il primo giorno, un altro paio venne abbattuto durante la Battaglia di Goose Green, la più importante della campagna terrestre.
Il Pucará, molto maneggevole, venne impiegato soprattutto contro bersagli a terra, riuscendo ad operare anche con cattive condizioni di tempo, ma venne mandato anche all'attacco di bersagli navali e soprattutto si assicurò l'unica vittoria argentina in combattimento aereo, contro un elicottero Westland Scout.
Alcune macchine vennero messe fuori uso, ma non distrutte, e assieme alle superstiti vennero catturate dagli inglesi.

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CF.Kashin
Inviato il: Sep 13 2008, 07:24 AM
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Il Beechcraft T-34 Mentor è un aereo da addestramento statunitense impiegato dagli inizi degli anni '50 fino ai giorni nostri.
Negli anni '80venne migliorato nella versione T-34C versione turboprop.
Sull'isola di Pebble, dove gli Argentini avevano allestito una pista di volo in erba, erano dislocati , insieme agli FMA IA 58 Pucarà , 4 addestratori T-34C Mentor, con compiti di ricognizione.
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CC.Odisseo
Inviato il: Jan 18 2009, 06:48 PM
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wink.gif ... mi avete maltrattato i vincitori.

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CC.Duval
Inviato il: Jan 18 2009, 06:50 PM
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Oggi avendo un pò di tempo(strano ma vero) mi sono letto questo Post e devo dire ohmy.gif gran bel DOCUMENTO.Bravo.gif


C.te Duval


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